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Lezioni dalla Storia: l’ascesa al potere di Benito Mussolini (6)

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di Emilio Iodice (traduzione dall’inglese di Silverio Lamonica)

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La sesta puntata (tradotta dall’inglese) dell’ottimo saggio di Emilio Iodice su Mussolini, pubblicato sulla rivista americana The Journal of Values Based Leadership (Il giornale della Leadership basata sui valori), attualissimo (luglio 2018).
La Redazione


Innovazioni organizzative.

Nel suo libro del 2015: Dalle Ceneri – Una Nuova Storia d’Europa nel 20° Secolo (pp. 179-80) Konrad Jarausch spiegò l’impatto di Mussolini sull’Europa:

“In primo luogo, andò oltre la vaga promessa di un futuro rinnovo nazionale e dimostrò che il movimento avrebbe potuto davvero prendere il potere e gestire un governo nel suo complesso, in un grande paese, lungo le linee guida del fascismo.
In secondo luogo, il movimento affermava di rappresentare l’intera comunità nazionale, non un frammento come la classe operaia o l’aristocrazia. Fece uno sforzo significativo per includere gli elementi cattolici che in precedenza si erano estraniati. Egli definì i ruoli pubblici nei principali settori della comunità di affari, anziché permettere che operassero dietro le quinte.
In terzo luogo sviluppò il culto dell’uomo solo al comando che focalizzò l’attenzione dei media e il dibattito nazionale sulla sua personalità. Da ex giornalista, Mussolini si dimostrò molto abile a sfruttare i mass media in tutte le loro forme, inclusi i film e la radio.
Infine, creò una festa di massa con liberi programmi per i giovani, le giovani e diversi altri gruppi che avrebbero potuto essere mobilitati e monitorati più facilmente. Egli bloccò tutte le formazioni politiche alternative (ma questa iniziativa non era affatto una novità). Come tutti i dittatori, rese liberale l’uso della minaccia e della violenza extragiudiziale, come pure la violenza reale delle sue “camicie nere” per spaventare la sua opposizione.

Egli eliminò le elezioni locali ed abolì il diritto di sciopero. Permise accordi collettivi di contrattazione solo se sanciti dallo Stato. Mussolini creò il Ministero delle Corporazioni per sorvegliare l’attività economica e industriale e nominò se stesso come ministro. Fu durante questo periodo che la lira italiana venne pesantemente svalutata, la qual cosa contrastava con la politica di Mussolini. Voleva una lira forte, quale segno di prestigio, malgrado le condizioni di austerità imposte dal suo regime. ( Denis Mack Smith, Mussolini, Rizzoli, ISBN 978-88-17-11537-7, p 281) [Per dare l’esempio, Mussolini non prese mai un salario, la qual cosa – più tardi – colpì i mezzi di sussistenza della sua vedova, cui fu negata la pensione perché (il marito) non aveva mai ricevuto uno stipendio dal Governo].

Mussolini firma i Patti Lateranensi col Cardinal Gasparri, a nome di Papa Pio XI, 11 febbraio 1929

Nel 1926 Mussolini iniziò i negoziati per un accordo che considerava un risultato importante a suo favore. Tre anni dopo furono firmati i Patti Lateranensi che formalizzarono le relazioni tra la Santa Sede e il Regno d’Italia. Fu riconosciuto il nuovo Stato della Città del Vaticano e si provvide a definire i termini finanziari a favore della Chiesa Cattolica, quali risarcimento dei territori perduti nel corso dell’unificazione d’Italia. La Chiesa fu esentata dal pagamento delle tasse.
I Patti furono un’importante mossa politica da parte di Mussolini. Quel colpo da maestro egli l’usò come propaganda per guadagnare il sostegno popolare di una nazione, formata al 90% da cattolici.

L’Attacco alla mafia

Arresto dei capi – mafia in Sicilia

Mussolini fu determinato a sradicare la mafia dalla Sicilia per avere il completo controllo politico e sociale sull’isola. Nell’ottobre del 1925 conferì a Cesare Mori, prefetto di Palermo, poteri speciali per eliminare il crimine organizzato. Scrisse a Cesare Mori: “ Vostra Eccellenza ha carta bianca, l’autorità dello Stato dev’essere assolutamente, ripeto assolutamente, ristabilita in Sicilia. Se le leggi attualmente in vigore vi ostacolano, non c’è problema, faremo nuove leggi” (Arrigo Petacco – L’uomo della Provvidenza: Mussolini, ascesa e caduta di un mito – Milano, Mondadori 2004 ).

Mori gestì 11.000 arresti con migliaia di condanne, compresi alcuni ergastoli. In percentuale gli omicidi calarono drasticamente in Sicilia e i capi-mafia furono messi in carcere oppure fuggirono all’estero.
(Mori) fu sollevato dai suoi doveri nel 1929, quando scoprì che i leader politici siciliani erano sostenuti dal crimine organizzato. Comunque il cuore della mafia fu indebolito e in tali condizioni rimase, fino a quando il Duce restò al potere.

La mafia riemerse dopo la seconda guerra mondiale con la caduta del fascismo. Una delle ragioni del suo ritorno furono le condizioni economiche, politiche e sociali che condussero alla crescita del crimine organizzato, in primo luogo perché non furono mai completamente affrontati dal regime di Mussolini. (Mafia e Politica – Archiviato 01.04.2009 al Wayback Machine, by Judith Chubb, Cornell Studies in International Affairs, Occasional Papers No. 23, 1989).

Mussolini si rivolge alla folla a Piazza Venezia

L’ incantatore

Mussolini fu anche un esperto oratore. Usò la sua abilità per dominare le masse, esemplificare il suo potere e per mantenere nei suoi sostenitori l’entusiasmo e l‘unità.
Nell’articolo intitolato Benito Mussolini, Psicologo della Folla, il dr Frank Iezzi scrisse: “Negli annali della storia registrata, pochi sono gli esempi di governanti che contavano tanto sull’arte oratoria, per raggiungere e mantenere il controllo del proprio paese come Benito Mussolini. Mussolini fu il primo governante della storia ad avere a sua disposizione per trarne il massimo vantaggio, l’altoparlante per amplificare elettricamente la sua voce. Di conseguenza Mussolini ebbe l’opportunità di essere ascoltato da un pubblico di massa, superiore alle 400.000 persone, secondo le stime… Mussolini aveva completa fiducia nella sua abilità di muovere emotivamente le masse, bastava che lo volesse (Frank Iezzi – Benito Mussolini, Psicologo della Folla – Journal of Oratory, August 18, 2009, http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/00335635909385735?journalCode=rqjs20. )

Una manifestazione in cui era in programma un discorso di Mussolini

Due esempi del suo stile si possono trovare in questi video di YouTube:

Lo storico discorso del Duce Benito Mussolini contro la Germania nazista, Bari, 6 settembre 1934

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Benito Mussolini – Speech (26.03.1939 Rome) (English subtitle)

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Iodice. Lezioni dalla Storia (6) – Continua

Qui la prima puntata
Qui la seconda puntata
Qui la terza puntata
Qui 
la quarta puntata
Qui la quinta puntata

Qui la presentazione generale con il file .pdf nell’originale inglese

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1 commento per Lezioni dalla Storia: l’ascesa al potere di Benito Mussolini (6)

  • silverio lamonica1

    Illuminante il passaggio “L’attacco alla mafia”. Il Prefetto Mori, dopo aver debellato i capi mafia, fu rimosso dall’incarico perché scoprì che i politici siciliani erano protetti dai mafiosi.
    Non risulta, fino a prova contraria, che uno di quei politici sia mai finito al confino. A Mussolini bastava che ubbidissero a lui e a lui soltanto.

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