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Epicrisi 187. Dobbiamo diventare tutti difensori civici

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di Giuseppe Mazzella

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La settimana è iniziata con un quesito per niente peregrino: un difensore civico a Ponza?
Biagio Vitiello, propone l’istituzione di questa carica, mai attivata nella nostra isola, che avrebbe la funzione di temperare l’attività dell’amministrazione a difesa dei cittadini. Sarebbe un bella dimostrazione di democrazia applicata, con una figura istituzionale che equilibra i pesi del potere politico, con contrappesi idonei, in un’epoca in cui lo Stato impone limiti e leggi sempre più minuziosi. Una istituzione che, purtroppo, non ha avuto troppa fortuna in Italia ed è stata quasi del tutto disattesa: si sa, il potere non ama chi lo controlla.

Questa ultima settimana a Ponza è stata molto calda non solo dal punto di vista meteorologico, ed ha messo in evidenza le criticità della nostra isola, a cominciare dai disservizi dei collegamenti marittimi, oggi assolutamente inadeguati. Bene ha fatto il Presidente della Comunità dell’Arcipelago Isole Ponziane, Gennaro Di Fazio, a denunciarne le insufficienze che penalizzano i cittadini, quasi fossero di serie B. Senza collegamenti moderni, infatti, la nostra isola è condannata a non progredire e svilupparsi.
Lo stesso Gennaro, con delega alla Sanità, ci informa anche dello screening gratuito, che si terrà nei giorni 7 e 8 settembre per la prevenzione delle malattie del collo dell’utero e del colon. Una opportunità che le Autorità sanitarie promuovono meritatamente per cittadini che sarebbero costretti altrimenti a disagi e a spese di viaggio.

Sulla linea della tutela del nostro mondo identitario, si sofferma ancora una volta Franco De Luca, che sul filo di storie minime dell’attualità e ricordi della giovinezza, si domanda quale potrà essere il destino di Ponza. È evidente che se riusciremo a consolidare le nostre radici e la nostra personalità, avremo un’arma in più per affrontare il futuro. Viaggiare ancora oggi è una spinta alla conoscenza di cose diverse. L’omologazione e la globalizzazione sono potenzialmente pericoli dai quali rifuggire. Senza scadere nel patetico e nel ricordo, è necessario valorizzare le nostre diversità, perché sono queste le attrattive maggiori per i nostri visitatori. Esasperando il concetto, anche Sang’ ’i Retunne analizza nel modo suo paradossale la questione, proponendo una sorta di numero chiuso agli afflussi estivi. Non una semplice battuta, ma un pensiero che contiene delle verità.

Sul filo della nostalgia si muove Silverio Guarino, che ci racconta ancora una volta una Ponza che non c’è più, con i suoi usi, ingenuità e fantasie. Una Ponza che aveva persone radicate nella nostra identità come Titina Conte, scomparsa questa settimana a 92 anni, o personaggi famosi come Piero Taruffi, leggendario corridore automobilistico, di cui ricorrono trent’anni dalla morte, che seppe apprezzare la ponzesità, tanto da vivervi per lunghi e intensi mesi ogni anno.

La settimana ha visto la scomparsa dello studioso Salvatore Coppola di Ischia, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare nell’ottobre 2009. Il mio omonimo “cugino” ischitano, lo racconta quale uomo di profonda fede e grande preparazione e serietà culturale. In quell’occasione ebbi modo di apprezzare anche la sua serena umiltà.

Questa settimana e quella prossima vedranno una serie di iniziative che stanno colorando l’estate ponzese. Intanto ieri sabato Mario Mazzoli, assieme al Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane, con il patrocinio del Comune, ha raccontato, con la proiezione di filmati e foto, il nostro mare e i tesori che ancora nasconde.
Mazzoli è un profondo conoscitore di Ponza e delle sue ricchezze archeologiche, per aver collaborato con il Ministero dei Beni Culturali a numerosi scavi marini in tutta Italia, all’estero e nei mari della nostra isola.
L’ho conosciuto nell’ottobre 1986, in occasione del rinvenimento della nave oneraria di Lucia Rosa. Nacque non solo un’amicizia, ma il desiderio di collaborare strutturalmente per lo studio e la valorizzazione dei beni archeologici, desiderio che mi auguro si possa finalmente realizzare, in collaborazione con il Comune di Ponza e il supporto del Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane.

Una pagine originale della settimana ce la offre Silveria Aroma che, recensendo alla sua maniera un volume su un disastro marino al largo di Zannone durante la prima guerra mondiale, scritto e pubblicato da Domenico Scotti, non si sottrae e non ci sottrae alle sue sensazioni e alla fascinazione del suo mondo poetico.

Altra iniziativa annunziata è per il 18 agosto, l’ormai tradizionale “Ponza in Tavola”, organizzata dall’Associazione Cala Felci, presieduta da Monia Sciarra, in cui verranno presentate e fatte apprezzare le nostre tradizioni culinarie e vini isolani e del comprensorio sud pontino. Nella stessa serata ci sarà anche il “Premio Ponziano Benemerito 2018”, con cui verranno onorate persone meritevoli, che hanno contribuito alla vita sociale e culturale dell’isola.

Ho lasciato di proposito alla fine di questa ormai rituale sintesi settimanale, le polemiche suscitate dallo svolgimento dell’ultimo consiglio comunale (sul PAI).


Sandro Vitiello lamenta le parole fuori contesto (e fuori di senno) con cui si è espressa la volontà dell’opposizione a non collaborare ad un problema centrale quale quello della rimozione del PAI, con un atteggiamento di prevenzione, e senza prendere coscienza della gravità della questione che da troppi anni imbavaglia Ponza e condiziona le sue attività e la sua stessa sopravvivenza.

Ancora, Franco De Luca richiama la nostra attenzione sui vincoli del PAI che da anni sta frenando lo sviluppo e la crescita e per la quale questa amministrazione sta cercando soluzioni.

Infine anche Silverio Lamonica, mette il dito nella piaga del PAI, chiarendo che fu un calcolo forse errato o una semplice svista, degli amministratori del 2010, accettare la relazione Placidi della regione Lazio, che condannava il 97% delle nostre coste ad essere impraticabili. Si sperava in aiuti straordinari per la messa in sicurezza, dopo gli incidenti di Chiaia di Luna e di Ventotene? È difficile dirlo. La verità è che ogni azione amministrativa va ponderata per proiettarne gli effetti nel futuro. All’attuale amministrazione non resta che creare un tavolo tecnico, per individuare una collaborazione fattiva nell’interesse dell’isola.

Quanto accaduto in Consiglio Comunale va utilmente collegato ad una altra sintesi storica che ci ha regalato il nostro Emilio Iodice, sulle cause che portarono al potere Mussolini (sul sito in originale inglese e nella traduzione a puntate curata da Silverio Lamonica).
Studio acuto, che esplora le ragioni storiche, ma anche antropologiche e psicologiche che “convinsero” gli italiani all’avventura del ventennio. Mi permetto solo aggiungere che andrebbero meglio approfondite le azioni o meglio le “non azioni” dell’opposizione, che portarono alla dittatura. Le gravi responsabilità di politici che sottovalutando il problema, non seppero intuirne la pericolosità e se si opposero, lo fecero con atteggiamenti teatrali e di facciata, come l’“aventinismo”.


Pur nei tempi mutati, Emilio sottolinea il rischio, per il tempo presente – io credo per la verità meno grave, vivendo ormai in una democrazia seppure imperfetta – che si possa ripetere l’errore.
Quello che appare evidente è che l’opposizione mette in atto un contrasto a base di manifestazioni e di messaggi attraverso i social e le tv, che finiscono per sortire effetti opposti, a volte perché solamente pretestuosi e infondati. Ed eccoci al dunque…
In questi momenti, la chiave di volta di tutto è il mondo della comunicazione, come sempre del resto. Un sistema di potere che cerca di ingabbiare il processo della formazione delle idee, addirittura cercando di imbavagliare il web, come è stato di recente proposto dall’UE, rappresenta un errore madornale. In questo campo la battaglia si farà sempre più dura e la credibilità purtroppo non passerà sempre per la bontà del messaggio, ma per la persistenza e la violenza delle notizie propalate.
Tutto questo in un momento in cui l’accesso delle fonti informative sono presidiate manu militari da “addetti ai lavori” di parte, tanto da stigmatizzare qualsiasi idea contraria. È arrivato che il pensiero unico, globalizzato è in crisi e stanno arrivando all’orizzonte nuove/vecchie analisi, che riconsiderano e stigmatizzano il fallimento della politica, che si è vista superare dall’economia, nuovo totem del XXI secolo. Solo la politica, che torni al suo primato, politica intrisa di filosofia ed etica, potrà combattere efficacemente il primato dell’economia, che mette al primo posto i numeri e non la persona, con le sue esigenze e i suoi problemi.

Ecco perché dobbiamo preservare e allargare il nostro accesso all’informazione libera, opponendoci in ogni modo a limitazioni che possano tarparne le ali. Essere sempre disponibili al confronto con chi la pensa diversamente da noi e non opporre sterili chiusure.
Non bisogna mai accettare una vulgata politically correct, perché può contenere degli errori e dei condizionamenti dei quali ci potremmo pentire. Ecco perché abbiamo il dovere tutti di diventare difensori civici, informandoci, non dando mai per scontato quanto viene scritto e affermato, approfondendo ogni cosa, così da essere in grado di tutelare noi stessi e la comunità alla quale apparteniamo.
Che è l’impegno e il lavoro di noi modesti collaboratori del sito e di ogni giornalista. Solo così possiamo dirci veramente uomini liberi.

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2 commenti per Epicrisi 187. Dobbiamo diventare tutti difensori civici

  • silverio lamonica1

    Caro Giuseppe, insisto. Fu il Comune di Ponza nel 2010 a dettare alla Regione Lazio il contenuto del PAI: 97% delle coste totalmente a rischio. L’Ing. Placidi era un funzionario del Comune di Ponza, non della Regione Lazio. La Regione Lazio si limitò a prendere atto di quanto il Comune di Ponza aveva stabilito.

  • Giuseppe Mazzella

    Caro Silverio,
    credo di aver scritto quello che tu hai dichiarato. Cioè il Comune ha scelto questa via di limitare l’accesso, nella speranza – ma questa è solo una supposizione – di poter accedere a finanziamenti di bonifica.
    Intanto ti ringrazio dell’attenzione alla questione, del resto di basilare importanza. Dal momento che siamo sul pezzo, riesci ad avere i documenti originali così da capire meglio quali erano le vere intenzioni dell’amministrazione del 2010 o si trattò solo di distrazione?
    Grazie, Giuseppe

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