Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

h-35 v4-9a foto-02 t6-24 105 Una giovane cernia bruna: Epinephelus marginatus

Ponza, il 21 a primavera

Condividi questo articolo

di Silveria Aroma

.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

 Questi i versi di una famosa lirica di Alda Merini, divenuta uno degli slogan più popolari della Giornata Mondiale della Poesia (istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace), celebrata il 21 marzo.

– Ma adesso siamo in agosto!?
– Lo so; lo percepisco dal caldo e dal ripetersi di giornate sempre uguali casa-lavoro lavoro-casa, ma il libro stamattina l’ho preso! E lasciami parlare…

Non parliamo di poesia ma…

…e piange sempre la sera nel giorno dell’equinozio di primavera.

Ci era capitato di parlarne più volte nel corso del tempo, prima ancora che il libro ci fosse, quando ancora era un’idea legata alla ricerca, ma tenere tra le mani un libro con le sue pagine numerate, le sue immagini ben in ordine è tutta un’altra storia…

 

“Il servizio postale di linea marittima sulla rotta Ponza Gaeta e viceversa fu inaugurato ufficialmente il quattro febbraio del 1918. Questo fatto rappresentava per l’armatoria ponzese una nuova era, perché fino a quel momento le linee di trasporto tra l’isola e la terraferma erano state svolte dalla Compagnia Napoletana di Navigazione, che fin dal 1904 con il piroscafo Lampo disbrigava il servizio”. 

“Alle 22 e 30 il comandante della goletta “Corriere di Ponza” Salvatore Migliaccio, diede l’ordine di mollare gli ormeggi e di salpare alla volta di Gaeta dove sarebbe giunto alle prime ore dell’alba del giorno dopo. Il fischio del nostromo Silverio Contrastato annunciava che la nave stava partendo, i marinai erano tutti ai loro posti di manovra, il motore scoppiettante iniziò a far muovere la goletta, furono issate le vele e sostenuti da un leggero vento di scirocco iniziò per la ventisettesima volta, da quando era cominciata la concessione, la traversata verso il continente”.

“…oltrepassato di circa sette miglia il traverso dell’isola di Zannone, all’improvviso nel buio della notte si udirono tre distinte scariche di mitragliatrice che generarono il panico a bordo, dopo una pausa di pochi secondi si udì il sinistro sparo di un cannoncino che colpì con due bordate la prua del Corriere di Ponza”.

Il buio.
L’incertezza.
La paura.
Il dolore.

“E’ opportuno approfondire l’aspetto avverso, ovvero quale fu il sottomarino tedesco o austro-ungarico che la notte del 21 Marzo 1918 affondò la goletta…
Il sottomarino UB49 con al comando il tenente di vascello Hans Von Mellenthin”. 

La guerra e la sua inutile crudeltà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piccoli frammenti di un libro fatto per essere guardato, annusato, e letto; i libri a questo servono.

 

 

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.