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Epicrisi 185. Dei sassolini nella scarpa

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di Sandro Russo

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Bentornata epicrisi, anche perché qualche volta dà al povero redattore la possibilità di staccarsi dallo squallore del presente (…’a speranza!).
È difficile farsi un’idea di cosa significhi, tutte le mattine per la Rassegna Stampa, spulciare i giornali on-line e quelli cartacei per selezionare le notizie che possono interessare Ponza.
Nella piccola enciclopedia delle miserie umane contenuta nelle pagine di un giornale, c’è di tutto: violenza, sopraffazione, stupri… e giù giù per tutti i gironi dell’inferno, dai figli che uccidono le madri per l’eredità, agli ‘eroi’ che sparano sui bambini rom per strada… fino a quelli che truffano le assicurazioni e i compratori su internet, ai vandali delle fioriere e delle panchine, a quelli che buttano l’immondizia per le strade e nei parchi…
Di solito col giornale in mano si sviluppa una superficialità dell’attenzione che mette al sicuro da danni maggiori; ma non quando bisogna fare una selezione più attenta per stabilire quel che può essere interessante per il sito.

Gli articoli clou della settimana – almeno quelli che hanno attirato il maggior numero di accessi e di commenti sono stati la Petizione di Giancos e le luci di Cala FeolaSia sul sito che sulla pagina Facebook di Ponzaracconta.

E qui il sogno di risollevarsi dalle brutture con un’epicrisi alata e leggera subito s’infrange, visto che bisogna fare i conti con le rabbiose reazioni di due personaggi che non si peritano di entrare a gamba tesa su qualunque argomento pur di portare vantaggio alla loro causa.

Uno lo conosciamo bene: è l’ex-di-tutto, che predica bene ora (all’opposizione ‘distruttiva’), ma da sindaco razzolava malissimo. Quello che “vince tutte le battaglie ma perde tutte le guerre”, che sa bene “lui” come restituire ai ponzesi le loro belle spiagge nella cerchia del porto… ma in cinque anni di mandato non è riuscito neanche a scalfire il potere dei pontilisti (quando non ci si è accordato). Ora lega le sue sconfitte alla solita litania del “non me l’hanno fatto fare”; ad opere futuribili e immaginarie come “la scogliera anti-levante”, dalle parti dello Scoglio Rosso e al porto delle Forna…
Quale porto delle Forna?
C’ero anch’io a quella Conferenza dei Servizi per il porto di Cala dell’Acqua, a viale del Tintoretto, nel luglio 2017, con la nuova Amministrazione appena insediata (leggi qui).
L’articolo e i commenti relativi sono lì apposta per essere riletti: la super-sintesi ne era la seguente:
“In conclusione, un’opera complessa, ancora “in alto mare” dal punto di vista logistico, della sintesi dei pareri necessari e anche progettuale. Ben lontana dall’avere la realizzazione “in tasca”, con “la prima pietra da posare nel gennaio 2017” come era stato fatto balenare ai tempi in cui gli asini volavano”.

E poi, sempre nell’articolo dell’ex-ex, beceri attacchi a Mimma Califano con commenti volgari e logori già al tempo in cui erano rivolti a Rosy Bindi.
In relazione a questa vicenda, noto con disappunto che, una volta evidente che l’assessore Califano è diventata il bersaglio e il capro espiatorio di tutti gli attacchi contro l’amministrazione, nessuno ne abbia preso pubblicamente le difese. Questa mancanza di solidarietà e generosità è peccato grave, che potrebbe anche portarli tutti in rovina [in alternativa – posso opinare – gli attacchi dell’ex-ex sono talmente assurdi e dettati dal rancore che nessuno li prende sul serio].
E che dire poi dei mezzucci terra terra di rimarcare come errori grammaticali del sottoscritto, parole il cui uso è almeno opinabile (obiettare o obbiettare?)

Da tutto quel che si legge (di pugno dell’ex ex) è così evidente che glie rode! Che venderebbe l’anima al diavolo per tornare in sella (…se pure il diavolo la volesse!). Cavalcherebbe qualunque cavallo, firmerebbe ogni petizione (nessuno ha notato l’appello strumentale alle mamme di Ponza? Squallido!).

E non bastava lui ad appesantire la vita, ci si è messo anche il corifeo, titolare di una pagina Facebook nazional-popolar-fascista (anche graficamente ben curata, peccato! …solo meritevole di altri contenuti), che quanto a livore presto supererà il maestro: si rimandano le battute l’un l’altro come i fratelli Marx (Marx! ahi, ahi!)
Qui la mistificazione è più grossolana… Riprende una battuta del dialogo tra me e Mimma per dire che si dà dello “scemo” a tutti i ponzesi… E nella foga iconoclasta non si avvede di fare la pipì fuori dal vaso quando accusa lei, Ponzaracconta e i 36mila firmatari (in paranza!) della campagna per il faro della Guardia (del 2012), di fini loschi e spregevoli.

Di quella campagna rivendico con orgoglio di essere stato entusiasta sostenitore. È stato un bel momento di aggregazione e solidarietà ponzese, ben prima che il gufetto si mettesse a farne la dietrologia.
Poi… “…quando a tordi quando a grilli!” (dicono i cacciatori). Non dovevamo provarci? (…se ci dà qualche dritta lui, il nipotino del Vate!).
Pensi che suo tempo, buon ultimo e sempre gufando, firmò anche l’ex-ex!

Ma in generale, dagli scritti dei detrattori (titolare e autori dei commenti) si coglie l’astio, la mancanza di un guizzo di fantasia positiva – “mai ’na ggioia”, dicono a Roma – un odio diffuso (…e poi dicono gli haters!).

E in questa atmosfera mefitica Silverio Guarino vorrebbe raccontare (seppur con la sua leggerezza e ironia) l’ars erotica degli anni ’60? Ha promesso altri articoli…
Povero Silverio… Lo vedo e lo piango!

Chiudiamo per quanto riguarda “i sassolini”, con un argomento degno di ogni rispetto, ma con qualche risvolto molesto.
L’anniversario del Santa Lucia è stato sempre solennizzato nel giusto modo dal sito: gli si sono dedicati articoli a non finire [in CERCA NEL SITO digitando – affondamento Santa Lucia – si ottengono 11 schermate di 7 articoli ciascuna, quindi 77 articoli; addirittura con una key word più aspecifica – Santa Lucia – si ottengono 32 schermate = 224 articoli!].

Ora spiace registrare sulla pagina Fb di Ponzaracconta da parte della pur ammirevole presidente del comitato delle vittime del Santa Lucia, un messaggio siffatto: “Desidererei sapere se Ponzaracconta ha pubblicato l’evento della commemorazione del S. Lucia a Ventotene e a Ponza. Grazie…”
Ma con tutto il rispetto e la simpatia, signora Mirella… perché non contatta Lei il sito, per le sue interessanti iniziative e ce ne mette a parte, affinché possiamo pubblicarle?
Possibile che tutti aspettano la minestra scodellata, pronti a lamentarsi se non arriva?
E non è questo il solo caso.
Certo che ancora non passa questo concetto basilare! Il sito, come dice la pubblicità della Coop… “siete voi”. Lo potete riempire con i contenuti, le storie che volete; indirizzarci e costruirlo insieme.

Fine dello sfogo del capo-redattore “esaurito”… e si passa a cose più gradevoli e interessanti.

E’ stato preparato da Emilio Iodice un notevole approfondimento su Mussolini per un giornale americano che si occupa di Leadership e prontamente da lui girato al sito, dove sta uscendo a puntate per la traduzione di Silverio Lamonica ( leggi qui qui, i primi due articoli).

Se Emilio – è il mio commento – che neppure dai suoi più feroci detrattori può essere definito un ‘bolscevico’, ha dato voce e sostanza a questo tema, significa che la paura di una deriva fascista della nostra società serpeggia ormai anche tra i “benpensanti”.

In relazione a ciò, raccomando un interessante articolo sullo stesso periodo, per il versante cinefilo, da parte di Gianni Sarro, esperto di storia e teoria del cinema, con il film La marcia su Roma(del 1962), le cui ultime battute (in video da Youtube) sono folgoranti e “istruttive”.

Due dei capisaldi della repressione di regime (l’olio di ricino e il manganello “schiacciapensieri”) sono indicati in bell’evidenza nella locandina. Noi conosciamo bene anche il confino (…per non parlare dell’omicidio politico)!

Pensavo anche che un film così, mica si potrebbe più fare, oggi! Minimo arriva una denuncia dal Ministero dell’Interno!

La luna rossa di Ponza: bellissime foto sul sito

In questi ultimi giorni registriamo il contributo al Sito di diversi nuovi Autori:
Claudio Giaccio, collaboratore di Paolo Iannuccelli per i servizi che riguardano il basket a Ponza;
Roberto Coluzzi, da cui è nata tutta la questione delle luci a cala Feola;
Gianni Sarro, esperto di cinema: gli possiamo chiedere di tutto!
Roberto Pezzoni  e i curatori del sito Ages of rock, continueranno a parlarci della musica rock.
E ricordiamo pure il gradito ritorno di Tea Ranno.

Un sito cresce attraverso l’aumento del numero dei contributori. Personalmente lo ritengo un ottimo segno; indica apertura al mondo e alle sue tematiche anche se non strettamente isolane […ma non sono sicuro che tutti i miei collaboratori la pensino allo stesso modo: ci crogioliamo nella diversità di opinioni!].

In questa direzione vanno gli articoli di Alba persiana e quello sulla scomparsa di Clara Sereni (a proposito, ho letto sul giornale di oggi che ha scelto una fine assistita in una clinica svizzera per una grave malattia. Grande donna, coerente con tutta la sua vita!).

Vorrei chiudere questa – malgrado l’impegno a condensare – troppo lunga Epicrisi, con un pezzo dei Beatles (guarda caso del 1968) che amo molto… Così mi porto anche avanti col lavoro “canterino”…

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La amo per tanti motivi (anche perché nel video i Beatles erano giovani); ma soprattutto dove dice di prendere una canzone triste e renderla migliore… tutto pur di non fare il mondo più freddo di quello che già non è (la traduzione è molto libera; il testo completo è qui sotto – da https://www.mbmusic.it/; cliccare per ingrandire).

Buona domenica

 

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