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Novella Schiesaro al camp dei giovani cestisti di Ponza

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di Paolo Iannuccelli

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Il camp per giovani cestisti di Ponza si è concluso felicemente con la prestigiosa presenza di Novella Schiesaro, invitata da Paolo Iannuccelli, ideatore dell’evento insieme a Claudio Di Ciaccio.
Da giocatrice, Novella ha dato lustro in Italia e nel mondo alla pallacanestro pontina e da allenatore ora lavora per la crescita di un gruppo di tante piccole cestiste, che ne vogliono ripercorrere le orme.

Novella Schiesaro racconta un passato colorato dalle casacche di Cesena, Parma, Schio, Alessandria, Viterbo e Pomezia, e di oggi. Un percorso che per 105 volte si è colorato anche di azzurro: con la partecipazione alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, un argento Europeo a Brno, un oro alle Universiadi in Giappone, scudetti, Coppe Campioni, Coppe Ronchetti, Supercoppe, Coppe Italia, titoli italiani giovanili nelle categorie allieve, cadette, juniores.
Novella è stata insignita del prestigioso premio come miglior allenatore della Serie A3 Femminile 2012/13.

Cosa si prova a passare dal campo alla panchina e continuare a ricevere riconoscimenti?
E’ la stessa Novella a spiegarcelo:
– Allenare e giocare sono due mondi distinti e separati – dichiara – quando sei giocatrice quello che fai dipende da te, quando alleni dipende dagli altri. Certo gli anni vissuti sul campo hanno rappresentato una parte importante della mia vita, di cui ne faccio tesoro oggi che alleno. Diventare allenatore significa compiere quel saltino in più che ti porta a diventare responsabile della crescita sportiva e umana di un gruppo. Per questo, sono felice di trasmettere la mia esperienza a ragazze dalle grandi qualità.

Al palazzetto dello sport di Ponza, Novella Schiesaro ha tenuto una breve lezione ai tanti giovani isolani presenti che hanno apprezzato la sua cordialità e competenza, applaudendola lungamente insieme alle loro famiglie.

 

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1 commento per Novella Schiesaro al camp dei giovani cestisti di Ponza

  • Paolo Iannuccelli

    Le cose belle di Ponza. Sono tante, spesso trascurate. Non ci riferiamo a paesaggi mozzafiato o al mare cristallino ma alla vita di tutti i giorni, alla normalità. I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al corso di basket che con molto piacere ho organizzato mi hanno fatto vivere, insieme al bravissimo istruttore Claudio Di Ciaccio, momenti stupendi, fatti di cose vere e genuine. La passione verso le cose nuove stimola i giovanissimi, non è la prima volta che mi trovo a confronto per cose di sport con i baby isolani, per questo mi convinco di certe splendide realtà. Guardo alla loro intelligenza, all’educazione, al rispetto, oggi sono cose abbastanza rare ma a Ponza le trovi. Roba dal sapore schietto e genuino, come il tonno e la bottarga.
    Quanto è difficile essere allenatori: da un lato le responsabilità verso i ragazzi, dall’altro la tentazione di una carriera brillante. In mezzo, una miriade di condizionamenti come i media e le famiglie. Soprattutto le famiglie. Perché l’allenatore è proprio colui al quale padri e madri affidano i propri ragazzi, certi di averli lasciati in ottime mani. Sull’isola solo ringraziamenti, facce sorridenti, nessuna polemica, regole seguite attentamente.
    In tanti – istruttori e dirigenti – mi invidieranno nel leggere queste righe che scrivo con affetto.
    La spinta alla solidarietà e all’importanza dello sport come fattore di inclusione sociale ha cambiato la mia vita, perché mi ha reso ricco. A Ponza ancora di più.

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