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Peppino di Capri, un concerto… in chiave ponzese

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di Luisa Guarino

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Ha cominciato il suo concerto esattamente come immaginavo, Peppino di Capri,  l’altra sera al Campo Coni di Latina: appuntamento clou della rassegna “I Salotti Musicali” organizzata dall’Associazione culturale Eleomai di Latina, presieduta da Eleonora Schillaci, con la direzione artistica di Alfredo Romano.
Già, perché Peppino ha aperto la sua performance con “Luna caprese”: un attacco perfetto. Sono seguite, in fluida progressione, le canzoni più note e amate dal pubblico, costituito da varie generazioni di “enni” che hanno sognato e si sono innamorate con le sue note.
Lo sottolinea lo stesso cantante in particolare per “Nessuno al mondo”, il brano maggiormente “colpevole” in assoluto di flirt, fidanzamenti, matrimoni: insomma di amori. Non mancano i classici napoletani e gli indimenticabili brani americani targati anni ’60, fino a “A Saint Tropez”, il twist che tuttora fa agitare le giovani generazioni.

Via poi a un prezioso “trittico” costituito da “Nun è peccato”, “Malatìa”, “Voce ‘e notte”: gli spettatori (a proposito, un prevedibile sold out) cantano, applaudono, non ne hanno mai abbastanza.
Al momento di “Champagne” è tutto un tappeto di luci dei telefonini. Un solo bis, a grande richiesta, e la serata è finita, sempre un po’ troppo breve, come tutte le cose belle: tutti si alzano e corrono verso il palco per una foto e, chissà, un autografo.

La serata, realizzata in collaborazione con Gianni Di Pietro, presidente dell’Associazione Varaldo Di Pietro, è stata aperta dalla presentazione in prima assoluta del docufilm “Si dice giàz – Vita e musica di Orazio Di Pietro”: testi della giornalista Angela Di Pietro, nipote di Orazio, riprese e interviste di Francesco Gagliardi, regia di Gabriele Bròcani, da un’idea di Alfredo Romano. Nel filmato scorrono le immagini del chitarrista e pianista di Latina scomparso prematuramente 37 anni fa, che negli anni ’60 era una celebrità, andava in tv, suonava con Peter Van Wood e Carlo Loffredo: uno straordinario musicista e un magnifico maestro, che ha trasferito la sua passione a tanti musicisti di Latina che tutt’oggi esercitano questa professione.

Tra questi anche mio fratello Silverio che, seppure non faccia per mestiere il musicista, tuttora suona in un gruppo e va a lezione di pianoforte: nel docufilm racconta, in camice da medico qual è, quella lontana e avvincente esperienza. “Si dice giàz” sarà presentato a Berlino e in occasione del Natale di Latina del prossimo mese di dicembre, il salone del Circolo cittadino di Piazza del Popolo sarà intitolato proprio all’artista scomparso. La presentazione dell’iniziativa è stata introdotta dal giornalista Fabio Benvenuti, che ha poi dato la parola ad Alfredo Romano e quindi a Gianni Di Pietro.

A tale proposito, ricordiamo che quest’ultimo è il fautore e organizzatore dei tre concerti di Joe D’Urso, Eugenio Bennato e Daniele Sepe, che Ponza ospiterà i primi di agosto (vedi rassegna stampa odierna). Gianni frequenta e ama la nostra isola da sempre, e si adopera con passione per promuovere iniziative che la possano valorizzare come merita. Di questo lo ringraziamo di cuore.

Non posso concludere questo scritto senza una piccola appendice… squisitamente ponzese. Chi scrive, e chi legge, sa perfettamente che anche noi abbiamo un Peppino di Capri “made in Ponza”, anche se più giovane, più bello e biondo in gioventù: Franco (Francesco) De Luca. A proposito, mica me ne vorrai Franco caro?!
Sa cantare, magari senza i singhiozzetti e i tic di Peppino, e negli anni ’60 aveva gli occhiali con la stessa identica montatura.
Oggi hanno entrambi i capelli bianchi: Peppino è migliorato. Franco non ne ha mai avuto bisogno.

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