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Regina Feola e i Mondiali di calcio

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di Paolo Iannuccelli

 

L’Hotel Feola è uno dei più antichi e conosciuti di Ponza. Lo troviamo nella centralissima via Roma, un posto civettuolo dove regnano pace e tranquillità.


In questi giorni sta soggiornando in quella struttura una signora che – per un curioso caso di omonimia – si chiama Regina Feola.
È la nipote da famoso Vicente Feola l’allenatore brasiliano che nel 1958 vinse il campionato del mondo in Svezia schierando il grande Pelè.
Molta delusione nell’illustre ospite per l’eliminazione dei verdeoro dalla competizione in Russia. Doppia delusione perché Regina Feola è anche cugina di primo grado di Tabarez, il tecnico dell’Uruguay tornato a casa anticipatamente. Vicente Feola, nato a San Paolo, era originario di Ascea nel Cilento.
Una donna dalla grande passione per il calcio che a Ponza ha seguito attentamente la maggiore competizione esistente, seppure in sofferenza per le i risultati positivi delle squadre del cuore.
Il sospetto è che lo squilibrio economico tra Europa e Sudamerica, già evidente nel calcio per club (basta vedere un albo d’oro recente proprio del Mondiale Fifa tra le squadre che hanno vinto le varie coppe continentali) si stia definitivamente imponendo anche a livello di nazionali.
E la tendenza non promette bene: tra il 1993 e il 2011, Argentina e Brasile hanno vinto otto Mondiali under 20 e 3 under 17; ora sono rispettivamente 7 e 15 anni che questo non succede.

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