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Oggi ho indossato una maglietta rossa

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di Sandro Vitiello

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Non amo particolarmente le iniziative che vengono organizzate attraverso la rete.
Mi sembra troppo facile impegnarsi stando davanti ad un computer.
Eppure stamattina avevo ben chiaro che oggi dovevo aderire all’appello di don Luigi Ciotti a favore di quei poveri disgraziati verso il cui il Ministro dell’Interno dello Stato italiano dedica tante attenzioni.


Con la complicità della peggiore Europa.
Salvini ha chiuso i porti italiani e gli altri hanno chiuso le porte ai profughi che cercano di raggiungere il continente europeo.
Questa è una vergogna che ci rimarrà attaccata addosso, alla stessa maniera di quanti fecero finta di non vedere le tirannie che misero in ginocchio l’Europa nel secolo passato.

Noi, l’Europa, siamo il principale responsabile delle distruzioni che hanno portato l’Africa e le sue genti ai disastri che oggi vivono sulla loro pelle.
Eppure oggi, l’Europa civile, figlia della civiltà e della consapevolezza nata dopo la fine della seconda guerra mondiale, volge le spalle a quanti chiedono solo di provare a salvarsi.
Se veramente vogliamo avere speranza nel futuro dobbiamo trovare risposte concrete ai bisogni di quegli uomini, ai bisogni del Sud del mondo.


Le guerre economiche, il commercio delle armi, lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali ai danni delle popolazioni devono essere considerati un crimine contro l’umanità.
Se vogliamo salvarci dobbiamo provare a salvare gli ultimi.

Oggi ho indossato una maglietta rossa.

 

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6 commenti per Oggi ho indossato una maglietta rossa

  • Biagio Vitiello

    Vorrei dire a Sandro Vitiello che i Ponzesi (soprattutto quelli della sua contrada) se ne fottono della maglietta rossa. Ad essi farebbe immenso piacere se parlasse meno di politica nazionale e più delle problematiche ponzesi: chiusura di cala Fonte e tante altre…

    Ricordo che il sito è nato solo per Ponza… se lo snaturano ne nascerà un altro. Meditate gente… Meditate!

  • Sandro Vitiello

    Vorrei dire a Biagio Vitiello che questo sito raccoglie tutto quello che c’è da dire sulla nostra isola, sui suoi problemi e sulle idee per risolverli.
    Inoltre Ponza Racconta non si nega il piacere di riflettere su tutto quello che succede nel mondo.
    Se a Biagio Vitiello certi argomenti non interessano è sufficiente che passi oltre…

  • Enzo Di Giovanni

    Ponza non è fuori fal mondo. L’idea che il mondo finisca oltre lo scoglio rosso è un’idea stantia, figlia di un provincialismo che tanto male ha fatto a Ponza costringendoci spesso a scelte miopi che di fatto sono alla base dei tanti problemi in cui annaspiamo. Per fortuna le cose stanno cambiando, soprattutto tra le nuove generazioni, ma non solo. A riprova di ciò cito un dato concreto: il mio ultimo pezzo, “Portateli a casa vostra”, che parlava di migranti ed inserimento sociale, è stato uno dei più letti dell’ultimo mese. Non lo dico certo per vanagloria ma come testimonianza di una mutata percezione delle cose. Per cui, avanti così!

  • Luisa Guarino

    Senza mettermi d’accordo né con Sandrone né con altri, anche io ieri ho sentito il dovere di indossare una maglietta rossa. E spero che oltre ai ponzesi “che se ne fottono” ce ne siano altri un po’ più attenti e sensibili, loro, che sono “gente di mare”: anche se magari per la giornata di ieri hanno scelto un colore diverso. L’importante è come la pensino dentro, come sappiano guardare oltre quella linea dell’orizzonte fatta di mare, che deve unire e non dividere.

  • Rita Bosso

    Il commento di Biagio mi induce a contare e a raggruppare – secondo un mio criterio personale e discutibile – gli articoli pubblicati negli ultimi dieci giorni. Escludendo rassegne, epicrisi e i pezzi di Sang, conto: 13 pezzi nella categoria “Oltre lo Scoglio Rosso”, 7 pezzi nella sezione “Memoria e nostalgia nei pressi dello Scoglio Rosso”, 3 comunicati, 8 articoli nella categoria “Al di qua dello Scoglio Rosso oggi”.
    Cerchiamo, tutti, di incrementare l’ultima categoria, che è lo specifico di Ponzaracconta e la sua ragion d’essere; il servizio su Capri del Venerdì dimostra quanto sia difficile, anche per un giornalista professionista, scrivere dei problemi di una comunità senza cadere nella superficialità e nell’ovvio. Mettiamocela tutta, TUTTI.

  • Gennaro Di Fazio

    Oltre il danaro e oltre i beni materiali dei singoli, ci sono cose che appartengono all’Umanità intera e alla Vita del nostro Pianeta. Oltre la nostra Isola c’è qualcosa che deve riguardare tutti, soprattutto in questo periodo storico dove l’esaltazione dell’Io sta chiudendo i confini e con essi le opportunità di collegare le idee e gli affetti. Noi viviamo in un sistema complesso formato e gestito da infiniti altri sistemi sempre complessi dove le interazioni sono più importanti dei contenuti. Rompere i collegamenti e chiudersi a riccio è un modo di morire lentamente rifiutando le vere emozioni che la Vita può dare soprattutto con l’esternazione della bontà, tanto predicata da Cristo e spesso dimenticata da alcuni cattolici che pensano di salvarsi solo perché vanno in chiesa e portano a spalle la barca di S. Silverio. E poi io sono sicuro che non è vero che i Ponzesi se ne fottono della maglietta rossa, al di là di Cala Fonte e di tutti le problematiche di Le Forna e/o di Ponza – comunque importanti – o di quello che rappresenta questo sito da me, insieme ad altri, fondato, il quale oltre a raccogliere la storia e la cultura di Ponza e dei Ponzesi, ha comunque lo scopo di creare comunicazioni e riflessioni che devono andare ben oltre il nostro scoglio e oltre le battute e le volgarità dei social e di altri siti.

    Anch’io ho indossato, anche se solo simbolicamente, la maglietta rossa.

    Gennaro Di Fazio

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