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Quattro chiacchiere con Mimma* sui famosi olivi

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di Rita Bosso

Luglio 2018: gli ulivi espiantati dalle Banchine e ripiantumati a Le Forna

 

Rita: Amica mia, sei stata una delusione.
Mimma: Pure tu ti ci metti?

R: Dal punto di vista agricolo, intendo.
M: Ma quando mai! Sto raccogliendo pomodori saporiti e abbondanti, zucchine squisite, albicocche spettacolari.

R: Sì vabbè, nel giardino di casa tua; ma col verde pubblico, come la mettiamo? Niente da dire sugli alberi di ulivo?
M: Ah, gli “spelacchi”. Hai visto le foto? Chiome rinsecchite e polloni in abbondanza alla base ma, come sa anche l’ultimo dei giardinieri, i polloni vanno recisi affinché la linfa raggiunga la chioma. D’altra parte, era prevedibile. Guarda la foto: tu cosa pianteresti in una buca profonda non più di quaranta centimetri, a contatto con il basolato che d’estate si arroventa? Interreresti piante secolari e di pregio, costate la bellezza di trentamila euro?

R: Io in riva al mare non pianterei neanche un geranio.
M: Brava! All’epoca Biagio Vitiello fece delle osservazioni sulla regolarità della procedura d’acquisto e sulla tipologia di piante messe a dimora. Non ci voleva la zingara per profetizzare questi esiti.


Luglio 2018: l’aiuola in cui era piantato un ulivo

R: Indubbiamente gli ulivi non furono una scelta felice ma voi della nuova amministrazione cosa avete fatto per curarli e farli sopravvivere?
M: Gli ulivi della Banchina erano considerati agonizzanti già nell’inverno del 2017, allorché l’agronomo di Nomentana Garden – che cura diversi spazi verdi sull’isola- rilevò lo stato di profonda sofferenza e suggerì ai vecchi amministratori di spostarli. L’operazione di trasferimento fu ritenuta troppo dispendiosa e si preferì abbandonarli al loro destino.

R: Ma erano costati trentamila euro!
M: Evidentemente si ritenne che, spostandoli, si sarebbe ammesso l’errore e si sarebbe dato ragione a chi, sin dall’arrivo, aveva considerato la collocazione estremamente infelice e aveva previsto che gli ulivi erano destinati a una brutta fine. Ne è prova l’ulivo collocato a Sant’Antonio, di fronte all’edicola, che è in perfette condizioni e ha avuto lo stesso trattamento degli altri. A differenza degli altri, però, è collocato in una buca profonda e non è esposto agli spruzzi di acqua salata e ai venti.
Per gli ulivi delle Banchine noi abbiamo preso in considerazione diversi interventi ma, alla fine, considerata la gravità della situazione, abbiamo optato per lo spostamento.

Luglio 2018: l’ulivo a Sant’Antonio

R: Adesso dove avete collocato gli ulivi?
M: Sono stati messi a dimora in un terreno di proprietà comunale a Le Forna, vicino al campo sportivo; vengono innaffiati e curati costantemente nella speranza di recuperarli. Non ci facciamo illusioni ma ce la mettiamo tutta, li abbiamo affidati alle cure degli operai comunali e di un valido agronomo.

R: Posso strapparti una promessa? Periodicamente aggiornaci sul loro stato di salute, magari allegando una foto.
M: Certo, è un dovere, gli ulivi sono stati acquistati con denaro pubblico. Vi terrò informati. Parola di Gelsomina.

Luglio 2018: Le operazioni di smantellamento delle aiuole 

(*) – Mimma è Maria Gelsomina Califano, assessore alla Tutela e Sviluppo del Territorio


Inverno 2015: gli ulivi arrivano a Ponza

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