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Corpo e anima. Un film e una canzone

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proposto da Sandro Russo

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Stavo giusto cercando di sviluppare delle indicazioni e un indice per i pezzi musicali comparsi su Ponzaracconta – tipo una rubrica settimanale dal titolo “Una canzone per la domenica” – quando è arrivato il pezzo di Franco De Luca (leggi qui).
Antinomie e convergenze tra Anima, Mente e Corpo… Roba grossa!
Il problema è effettivamente complesso e forse più facilmente ci si intende per esempi.

Cade a proposito allora, un pezzo – presentazione di un film recente corredato di una bella canzone – che avevo pensato di proporre per una delle prossime volte che, anche se non è domenica, sembra fatto apposta per questa occasione!

Corpo e anima è un film ungherese del 2017, scritto e diretto da Ildikó Enyedi. Orso d’Oro al Festival di Berlino 2017; candidato all’Oscar 2018 quale miglior film straniero.

Trama e impressioni sul film
Il film metta in scena due persone inadeguate. È l’antefatto del film, già nella presentazione dei personaggi; sono due “coeurs en hiver”.
Lui, Endre, ha un braccio paralizzato e si è chiuso ai rapporti con le donne; mantiene un livello di normale convivenza con i dipendenti della sua azienda di macellazione di bovini (di cui è il consulente finanziario).
Lei, Mária (ma non vuole essere chiamata per nome), ha un’apparenza e una sostanza algide. Lavora (assunta da poco) come addetta al controllo di qualità nella stessa ditta. Ha una memoria prodigiosa (alla Rain man) e tratti caratteriali infantili, vagamente autistici; per esempio continua a consultare il suo psicologo infantile – di cui evidentemente si fida molto; parla da sola facendosi come si dice “i film nella testa”, ma utilizza solo elementi reali; è come se avesse bandito dalla sua vita, oltre ai rapporti umani, anche la fantasia.

La svolta e l’originalità del film è quando queste due persone lontane e tra loro sconosciute scoprono, davanti alla psicologa della ditta, di condividere lo stesso sogno. Lui è un cervo e lei una cerva che si muovono in una foresta innevata alla ricerca delle poche foglie disponibili (…freddo e cibo: da questo punto in poi la metafora con le loro vite è trasparente). Un sogno che si ripete… Vagano nella neve e tra gli alberi, ma non si accoppiano tra loro (è una precisa domanda dalla psicologa).

 

La storia del film è quella del progressivo avvicinamento delle due anime e – con molta lentezza e circospezione -, anche dei loro corpi. Entrambi fanno dei cambiamenti, mostrano esitazioni e fanno errori. Fino ad un probabile/possibile incontro di vite. Non un “miracolo dell’amore”, ma una conquista, anche duramente costruita. Infatti il finale del film è sulla “mattina dopo”.

Un messaggio collaterale è anche una sensibilizzazione su cosa c’è dietro ad ogni bistecca che mangiamo.

Un film esemplare direi, con le giuste ellissi, scene costruite in modo non banale, con una costante attesa / sorpresa ad ogni snodo. Personaggi costruiti con abilità (non furbizia), credibili; gli attori bravissimi nella loro recitazione minimale. Finale coerente, senza voler essere happy end a tutti i costi.

La canzone di Laura Marling è quella che Mària ossessivamente ascolta e riascolta ad uno snodo importante del film (il testo non risulta del tutto chiaro, neanche nella traduzione italiana), ma la canzone è suggestiva.

Trailer da Youtube del film Corpo e anima (Testről és lélekről, noto anche con il titolo internazionale On Body and Soul). La canzone scritta e cantata da Laura Marling si intitola What he Wrote

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Testo e traduzione (cliccare per ingrandire):

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1 commento per Corpo e anima. Un film e una canzone

  • Rinaldo Fiore

    Qualche anno fa, quando i capelli erano tanti senza ombre di bianco, lavoravo in una casa di cura del Lazio e una mattina, come tante altre prima, entrai dall’ingresso principale e subito mi recai ad una stanza attigua per salutare gli amici e i colleghi. In quel momento, ancor prima di poter raggiungere lo studio comparve una collega che, vedendomi, mi appellò dicendomi “Riccardo…Riccardo” indicandomi con l’indice agitato davanti e con un sorriso stampato in viso. Io sorrisi immediatamente e capii: quella notte avevo sognato l’amica in una nostra storia d’amore e lei aveva fatto altrettanto…
    I meandri della mente seguono il loro filo logico e portano in superficie quello che desiderano.
    La collega era una donna affascinante e del tutto meritevole dei miei sogni; non è che la conoscessi granché ma i nostri incontri quotidiani professionali erano stati sufficienti per far scattare l’imprinting amoroso… Non l’ho più vista da circa trentacinque anni e non ricordo neanche il suo nome!

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