Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

d-02 i-31 c1-16 ss18 hp0053 La spugna nocciolina: Chondrilla nucula

Appello di padre Alex Zanotelli ai giornalisti italiani

Condividi questo articolo

riceviamo in Redazione e all’unanimità facciamo nostra questa richiesta

Appello di padre Alex Zanotelli (*) ai giornalisti italiani:
«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo
Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.
So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi (lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimanere in silenzio (i nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).
Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?
Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.
( *) – Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa  e direttore della rivista Mosaico di Pace
Condividi questo articolo

2 commenti per Appello di padre Alex Zanotelli ai giornalisti italiani

  • Sandro Russo

    Ricordavo bene, quasi ogni parola dell’accorato appello di Alex Zanottelli, solo che non mi ricordavo dove l’avevo letto.
    Ma senza andare troppo lontano… proprio qui, sul sito!
    L’avevamo ‘rilanciato’ da “Lazio sud”, la bella rivista di Lido Chiusano in data 28 ottobre 1917 (leggi qui)
    E lo introducevamo con queste parole:
    “Riprendiamo da Lazio Sud, pubblicato stamattina in versione integrale .pdf su questo sito, un potente articolo di padre Alex Zanottelli. Non è un argomento che riguarda strettamente Ponza – si potrebbe obbiettare – né riguarda soltanto il Lazio sud: riguarda tutti noi!
    La Redazione”

    E in un commento ad un articolo di Enzo Di Giovanni dello scorso febbraio (leggi qui) citavamo un recente film di Andrea Segre “L’ordine delle cose” (2017) che smaschera la profonda ipocrisia della asserzione “Aiutiamoli a casa loro”, da tradurre più realisticamente con: “chiudiamoli dentro per bene e buttiamo la chiave”.
    …Come se fosse possibile arrestare l’esodo biblico dagli orrori che padre Zanottelli così analiticamente descrive!

  • Rinaldo Fiore

    Ogni giorno è un giorno buono per i migranti, per “il colonialismo di ritorno”.
    Loro portano vite; noi, “popoli civili”, occidentali, portavamo le nostre malattie, il nostro potere e ci prendevamo le loro vite, vite da schiavi; uranio, petrolio, diamanti e altre infinite ricchezze abbiamo rubato, assieme alle loro vite e alle loro speranze.
    Anche i migranti hanno figli come accade agli uomini bianchi, con occhioni grandi e profondi, luccicanti di paura e di fame…
    Il colonialismo di ritorno conquisterà il mondo perché siamo diventati vecchi, impauriti dalla vita ancor prima che dalla morte ineluttabile, prigionieri delle nostre ricchezze o presunte tali, prigionieri delle auto e dei frigoriferi, dei cellulari e delle TV…
    Non siamo più in grado di abbracciare, di accarezzare, di dare un bacio, non siamo più in grado di generare. Affido alle mie parole il mio modo di essere libero, di sentirmi libero in un mondo violento.
    Una volta e ancora oggi il limo del Nilo dà da vivere a milioni di persone mentre il mar Mediterraneo si prosciuga per diventare cimitero di corpi e di anime…

Devi essere collegato per poter inserire un commento.