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I pescatori-ranger che proteggono i pesci

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segnalato dalla redazione

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Una notizie è una notizia. La riportiamo perché ha colpito anche noi, quale segnale di un mondo che cambia, forse troppo velocemente per riuscire ad adattarci.
Non siamo in grado di commentarla, ma chiediamo a esperti del ramo, delegati alla pesca e biologi marini di farlo in nostra vece…

Da la Repubblica di lunedì 18 giugno 2018

SCIENZE
La storia
Senza rete
“Noi pescatori-ranger ora proteggiamo i pesci”
L’esperimento Wwf in Costa Azzurra: una riserva gestita da chi in mare ci vive
Raddoppiate in 5 anni le risorse ittiche 

di Giacomo Talignani

Cap Roux. All’ombra della grande montagna rossa dell’Esterel, nelle acque turchesi di Cap Roux, tra Cannes e Saint-Raphael, va in scena un paradosso difficile da immaginare. Qui i pescatori proteggono il pesce.
Guai a chi si azzarda a calare reti, multe salatissime a chi butta lenze e ami.
«Fino a quella punta laggiù – dice orgoglioso il pescatore esperto Olivier Bardoux mentre saliamo sulla sua barca – è riserva, e l’abbiamo creata noi».

In Francia, a meno di 70 chilometri dalle coste italiane, da 15 anni esiste una zona di mare protetta (Mpa, Marine protected areas) decisa e realizzata – uno dei primi casi in Europa – proprio dai pescatori e sono loro a gestirla direttamente.

Nel 2003 un gruppo che riforniva abitualmente i mercati della Costa Azzurra ha ascoltato i segnali del mare. C’era sempre meno pesce e quello pescato era sempre più piccolo. Inoltre, centinaia di pescatori amatoriali saccheggiavano ogni estate quelle acque. E poi l’inquinamento da plastica in aumento, il sovra-sfruttamento della pesca (overfishing) e il surriscaldamento globale: tutti fattori che contribuiscono al cambiamento degli ecosistemi.
Insomma Olivier e colleghi dovevano fare qualcosa, così hanno scelto: basta pesca nelle acque di Cap Roux. «Saremo noi i guardiani del mare».

In breve tempo i francesi hanno delimitato con boe gialle e altri segnali un’area di 450 ettari dove non si pesca, permettendo così ai pesci di riprodursi e crescere. E, sorpresa, cinque anni dopo, spiega Patrice Francour, «il pesce è raddoppiato per numero e dimensioni».

Francour, biologo marino dell’Università di Nizza, coordina la missione scientifica del programma europeo Fishing MPA Blue2 sostenuto dal Wwf e conferma che si tratta di un risultato inatteso: «Pensavamo ci volesse più tempo…».

Coinvolgere direttamente i pescatori come protettori dell’ambiente marino, è la stessa cosa in cui si sta impegnando il Wwf in tutto il Mediterraneo. Fra le migliaia di piccole riserve nei nostri mari sono state infatti scelte undici Mpa pilota, in Italia per esempio le Egadi, Torre Guaceto e Portofino, per vedere se e come stavano funzionando.
Ma quella di Cap Roux è un caso particolare, con i pescatori in prima linea.

«Crediamo nell’idea di piccole riserve gestite direttamente da loro, aiutandoli ad adottare modelli sostenibili. Questo è un laboratorio, se funziona sarà la strada del cambiamento», dice Anne Remy, responsabile comunicazione Wwf del progetto.
Fuori dalla riserva per 300 giorni l’anno i pescatori catturano orate, branzini, pesci spada, piccole aragoste e diverse altre specie.
Intanto nell’area protetta il pesce cresce, così come le indispensabili poseidonie.
Ma mantenere i piccoli equilibri di questo modello, dove 22 pescatori sono i difensori di uno specchio di mare, non è semplice. «Il problema maggiore è la sorveglianza», spiega uno di loro, Patrick Martins. «Di notte a volte pescatori illegali calano le reti ed è difficile per noi controllare».

Qualcuno vorrebbe un ranger dedicato, altri chiedono di essere pagati come guardiani. «Siamo divisi ma troveremo una soluzione. Al momento, l’unica cosa che possiamo fare è istruire ed educare le persone sulla riserva e ammonire chi ne abusa».
Ma in questa parte della Costa Azzurra, parte dei turisti e degli abitanti nemmeno sanno dell’esistenza della riserva.
«Per questo – dice il Wwfvogliamo responsabilizzare i pescatori, ma anche le autorità locali e i cittadini». La Ue ha investito 3,5 milioni di euro negli 11 progetti pilota entro il 2019, ma se il successo sarà confermato, potrebbero arrivare nuovi fondi.

Perché non è solo una questione d’ambiente, ma di lavoro: nel Mediterraneo operano 137mila piccoli pescatori, con una flotta che rappresenta l’80 per cento delle barche. Presto potrebbero essere loro i “guardiani” del mare.

Saint-Raphaël – Beach Cap Roux

Foto di copertina : Wwf Mediterranea. Cristina Mastrandrea
Qui il file .pdf dell’articolo con notizie aggiuntive, note e schede: Da ‘la Repubblica’. Pescatori-ranger

 

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