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Le luminarie del mare

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di Luciano Bernardo

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Gli ctenofori sono creature marine affascinanti, sembrano esseri d’un altro mondo. Sono trasparenti e delicatissimi, quasi evanescenti. Si muovono lentamente nell’acqua attraverso otto file di lamelle vibratili che percorrono l’intero corpo e generano onde di riflessi iridescenti.
Il risultato è uno spettacolare “effetto spaziale” da far stropicciare gli occhi a chi li vede per la prima volta.
Sono organismi del plancton, cioè vagabondi del mare che si lasciano trasportare passivamente dalla corrente. Possono essere confusi con le meduse, ma sono innocui e non urticanti.
Catturano le loro piccole prede con due lunghi tentacoli provvisti di cellule adesive (colloblasti). Il cibo viene successivamente portato alla bocca, che si apre sul lato rivolto verso il basso. Sul lato superiore, invece, è presente un organo dell’equilibrio, detto statocisti.
Sono animali ermafroditi, cioè producono contemporaneamente uova e spermatozoi che rilasciano nell’acqua, dove avviene la fecondazione. Sono tra gli animali più semplici del pianeta, formati per oltre il 90% di acqua, eppure vivono da centinaia di milioni d’anni. Se ne conoscono oltre cento specie diffuse in tutti i mari del mondo, anche nelle profondità abissali.

Le foto sono state fatte davanti la spiaggia del Frontone all’isola di Ponza e si riferiscono a una specie chiamata “ctenoforo coi veli” (Leucothea multicornis).

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