Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

2009-07-21_18-53-06 30-07-2005-19-29-18_0002 s 86 giovanni-darco-1973 veduta-1

A volo d’uccello sulla storia patria

Condividi questo articolo

di Rinaldo Fiore

.

Riceviamo in  redazione e pubblichiamo

Opinione a volo d’uccello sulla storia patria, come da articoli e commenti recenti
Dopo una faticata a tagliare l’erba, raccogliere legna e mangiare ciliegie, mi sono assettato per capire che cosa ha pubblicato Sandro ed ho capito…

Sulla vicenda Moro non voglio entrare perché in realtà so molto poco e lo farò più in la quando mi riposerò dalle fatiche dell’orto e della “cultura” (…è un caso che i termini “cultura” e “coltura” si somiglino tanto?).

L’elenco delle malefatte nel nostro Paese è talmente lungo e doloroso che lascio alla vostra memoria ripensarle ma, e questo mi interessa e lo dico, è evidente che esse accadono perché il nostro Paese è troppo fragile da un punto di vista culturale e democratico, attaccabile da ogni malintenzionato singolo, di gruppo o di una nazione diversa: ognuno fa il proprio gioco senza tenere in alcun conto le vite umane e le speranze dei popoli.
A me piace sempre fare i riferimenti storici e d’altra parte come possiamo evitarli? Sono nato nel ’45 ed ho presente tutta nostra storia fino ad oggi per averla vissuta; quella precedente mi è nota per motivi di studio e di conoscenza civica.


Come è possibile “giudicare” (la regola della psicologia è “ascoltare”, mai “giudicare” le persone!) il nostro attualissimo periodo storico dimenticando chi eravamo?
Facilmente, appena diamo un senso storico alle nostre riflessioni capiamo che potremmo tornare a Carlo Alberto e prima ancora ai Ducati, Principati e Regni vari… Recentemente un amico, amante della storia di Roma ci ha spiegato che i Romani poterono mantenere il loro impero… perché avevano un governo centrale ben saldo e tutti si riconoscevano nel nome di Roma; perché i popoli conquistati acquisivano il diritto di far parte dell’impero (civis romanus sum); e anche perché Roma “pagava” i sudditi che gli erano riconoscenti e i cittadini (vino e grano) e ai suoi nemici elargiva prebende per mantenerli buoni.
Nella nostra Italia si è smarrito nel tempo il modo di tessere le relazioni interne ed esterne lasciando che il desiderio di potere, di conquista e di ricchezza fosse mantenuto dai vari staterelli che nacquero dalla disgregazione dell’impero precedente.
“Staterelli” significò multiproprietà della penisola italiana a carta geografica e divisione culturale ed economica degli stessi; ai poveri diavoli di cittadini capitò di doversi arrangiare per vivere e sopravvivere tramandando “geneticamente” questo loro costume di vita.
Tralasciamo (si fa per dire), l’avvento del fascismo che ha compiuto i disastri che sappiamo, ma non possiamo trascurare quella famosa seconda guerra mondiale (a cui il fascismo partecipò…) che ha stravolto le vite e le società di ogni Paese e quindi siamo arrivati a noi, alla nascita della Repubblica, della democrazia, alla affermazione del principio-potere-denaro voti con conseguenti ingiustizie, degenerazioni di tutti i generi, alle mafie e in ultimo, senza collegamento diretto con le parole precedenti, al governo Salvini-Di Maio…
Essi sono arrivati ora perché i cittadini, stanche di ingiustizie e vessazioni di tutti i tipi hanno voluto scegliere qualcuno apparentemente diverso… Il tempo ci dirà la
“verità” che, comunque, nasce sempre da quel substrato culturale secolare
che ci ha portato ai nostri tempi.
In medicina quando si guarisce da una grave malattia spesso si dimentica che esiste un periodo di convalescenza durante il quale l’organismo recupera stabilmente il suo equilibrio alterato.
In politica il periodo di convalescenza dei nostri governi, della politica e della società in generale è molto lungo, almeno quanto il periodo di malattia… Sono più di settant’anni che soffriamo per una democrazia non compiuta (sarebbe più giusto dire “in divenire”), ebbene i risultati di un buon governo non potranno che richiedere un tempo simile per avverarsi e quindi le parole che usano i politici sono roboanti e spesso fuori dalla realtà perché non danno la nozione del tempo, vedono troppo da vicino il mosaico e non hanno visione del tutto…

Questo nostro povero paese deve imparare a comprendere che un governo non può risolvere in cinque anni problemi che richiedono cento anni, quindi pazienza e pazienza e filare tutti dritti rispettando le regole, e mantenere la vigilanza, facendosi sentire per ciascuna delle angherie che ci propinano…
Ad maiora!

 

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.