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Epicrisi 173. Quel silenzio che dice più delle parole

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di Luisa Guarino

 

Da diversi anni a questa parte, secondo una delle tante mode di carattere linguistico che si alternano nel nostro Paese, alla parola silenzio si associa spesso l’aggettivo assordante. E mi sembra proprio questo tipo di silenzio il protagonista della settimana che si è appena conclusa, sbocciata a fine aprile e diventata subito maggio.

A partire dallo scritto segnalato da Sandro Russo con il titolo Dite qualcosa di sinistra… Dite qualcosa, che prendendo spunto dalla messa al bando della plastica nelle isole Tremiti in base a un’ordinanza del sindaco, vuole sollecitare anche la nostra isola a prendere una posizione al riguardo. Ma, al di là del titolo, che fa finta di giocare ancora con altre due parole, destra e sinistra, quello che Sandro vuole sollecitare è una qualunque presa di posizione, un pronunciamento qualsiasi: un segno di vita insomma.

Su questo solco si inserisce perfettamente Francesco De Luca con Cosa dire?, in cui accenna a un’aria di attesa: “Sul sito domina il silenzio” dice, e non è quello dei redattori né della Posta dei lettori, che anzi questa settimana fa registrare due simpatici interventi (leggi qui e qui). E anche Vincenzo Ambrosino coglie da par suo la palla al balzo per suggerire: “Diciamo qualcosa di civiltà sociale ed economica” prospettando provocatoriamente un manifesto marziano in cui si affrontino alcune tra le problematiche che immobilizzano l’isola, a cominciare dal Pai.

L’apoteosi arriva senza mezzi termini con il parere espresso da Sang’ ‘i Retunne in E s’i ciucce nun ràgliene?. La regola vorrebbe che un asino che non raglia “o sta faticando o sta mangiando”. Troppo semplice, commenta il prode Giggino: c’è una terza ipotesi, “che stia dormendo doce doce“. E qui torniamo a quel benedetto silenzio…

A proposito di notizie riguardanti l’Amministrazione, più nebulosamente da un comunicato pubblicato sul sito dalla “Casa dei Ponzesi” (leggi qui), e più chiaramente da un articolo riportato nella rassegna stampa di ieri 05/5 (leggi qui), apprendiamo di un’ennesima diatriba a proposito dell’apertura al pubblico delle due cisterne nella prossima estate, messa in dubbio dalla minoranza, e in primis da Piero Vigorelli. Immaginiamo che questa polemica proseguirà: solo il tempo ci darà modo di sapere chi ha ragione.

Qualche buona notizia arriva sul fronte sportivo, con il successo della Gaeta Handball 84, seconda alla Jarun Cup, categoria Under 16, come racconta con entusiasmo Antonio Viola; e con la notizia che Ponza nel mese di luglio ospiterà un Camp estivo di basket per giovani cestisti. La kermesse è organizzata dalla Ac Sports Events e vedrà, a metà strada tra sport e spettacolo, la partecipazione del gruppo Da Move, che si è esibito di recente addirittura davanti a Papa Francesco.

Vorrei concludere comunque nominando ancora una volta la figura di Pierino, ricordata lo scorso 29 aprile, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, con la presentazione di un libro a lui dedicato. Una presentazione – ci informa Enzo Di Giovanni – che non ha suscitato grande interesse e non ha registrato molte presenze. Nell’unico commento all’articolo, Vincenzo Ambrosino rimprovera Enzo di non esprimere a chiare lettere la sua delusione: un sentimento che, dice lui, potrebbe scuotere le coscienze e suscitare una reazione diversa.


Eppure, forse Vincenzo non se n’è accorto, quella delusione è in ogni parola, in ogni sillaba: si fa tangibile, e chi non la coglie è perché non vuole coglierla. In “Perché” mi ha colpito in particolare il passaggio in cui Enzo dice: “Il libro che potete trovare a Ponza se avete voglia di cercarlo”. Già, perché basta “avere voglia di cercare” per “poter trovare”: vale per il libro, sarebbe potuto valere per Pierino. E per tutte le persone e le cose che invece non vogliamo vedere.

Pierino Coppa. S. Silverio

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1 commento per Epicrisi 173. Quel silenzio che dice più delle parole

  • Non era facile elaborare l’Epicrisi questa settimana, perché il bravo caporedattore aveva indirizzato la settimana nel pieno di un vuoto dove regnava un assordante silenzio.

    E’ infatti Luisa l’ha chiarito ulteriormente: “Quello che Sandro vuole sollecitare è una qualunque presa di posizione, un pronunciamento qualsiasi: un segno di vita insomma”.

    Ma a chi chiedeva questo segnale di vita il bravo caporedattore?
    Lo cerca di chiarire anche Luisa: “Sul sito domina il silenzio” dice, e non è quello dei redattori né della Posta dei lettori,….”

    E allora chi tace?

    “Grida e tutti ti sentono. Sussurra e solo chi ti è vicino capisce quello che dici. Taci e solo il tuo amico migliore sa ciò che vuoi dire”.
    (Linda MacFarlane)

    Ponzaracconta ha bisogno di credere che ci si incammini verso un cambiamento culturale, non vuole che si sussurri, peggio, assolutamente non deve volere che si taccia perché il cambiamento va spiegato e fatto comprendere.

    Ponzaracconta, a mio avviso non può permettersi questo, ogni giorno è chiamata in “balle” da Vigorelli, come se al governo del paese ci fosse il Sito.

    C’è Ponzaracconta al Comune?

    Il bravo caporedattore comincia a mostrare insofferenza nei confronti del “D’Alema ponzese”
    Ma anche Rita nella sua Epicrisi del 29 aprile ha detto dell’altro: “Ponzaraccontaballe ha avuto un senso quando è stato creato, è piaciuta al suo inventore Vigorelli, è piaciuta a noi che ci siamo sentiti orgogliosi di raccontare le balle altrui; ma oggi, chi ripete pedissequamente, che senso gli dà? Oggi questo sito ha otto redattori, ciascuno con un suo specifico ambito d’interesse; può darsi che ognuno di noi scriva delle enormi scemenze o racconti qualche balla ma lo fa a titolo personale, non c’è un suggeritore o un burattinaio.
    E allora, non sarebbe più produttivo interloquire con i singoli, criticarli, bacchettarli duramente se è il caso anziché evocare il fantasma di Ponzaraccontaballe?
    Provare a leggerci e poi chiamarci in causa uno per uno: Luisa, Rosanna, Rita – per citare i contributi di questa settimana- anziché tutti in paranza: è chiedere troppo?

    Io penso che stia iniziando una riflessione all’interno e all’esterno di Ponzaracconta, una riflessione che coinvolge i rapporti del Sito con l’Amministrazione Comunale, riflessione a mio avviso utile al progresso civile e culturale dell’isola intera.

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