Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

a3-23a nip capone-silverio-01 l-09 Foto di gruppo q-01

Diciamo qualcosa di civiltà sociale ed economica

Condividi questo articolo

di Vincenzo Ambrosino

Manifesto Marziano

Cari elettori
Sarà difficile che vi verrà voglia di votarci perché non espelleremo nessun emigrante giacché è impossibile né li faremo entrare tutti perché è disumano farli entrare e abbandonarli per strada; servono organizzazione e umanità. Non abbasseremo le tasse, non ne leveremo alcuna, ora impossibile. Non creeremo posti di lavoro perché non è la politica a crearli ma la società se è dinamica e la politica deve assecondarla. Non ci taglieremo lo stipendio, cercheremo di meritarcelo (Mattia Feltri)

Avete mai sentito un candidato parlare in questo modo in campagna elettorale?
Mai! Il candidato per essere eletto dice che chi ha governato prima di lui ha sbagliato tutto e lui una volta al potere sistemerà ogni cosa.

È successo, succede e succederà anche a Ponza che in campagna elettorale il candidato fa promesse – anche quelle che non si potranno assolutamente mantenere in cinque anni -; addirittura fa promesse che potrà mantenere solo a rischio di contraddire le leggi vigenti.
Il candidato eletto sulla scorta di quelle promesse una volta al potere è costretto ad ammette con i suoi elettori che non ha la bacchetta magica, comincia quindi a giustificarsi e a prendere tempo.
A questo punto i cittadini s’incazzano, giurano di “tagliarsi le mani”, quelli che governano – presi alla sprovvista del rapido cambiamento di opinione del loro elettorato – continuano a fare promesse chiedendo pazienza e fiducia e quelli dell’opposizione diventano protagonisti nel fare ironie e sarcasmi sull’incapacità palese dei governanti.
Questo è il teatrino della politica oggi, e come dappertutto anche nel nostro Paese.


È in questo teatrino degli equivoci che dobbiamo inquadrare soprattutto le problematiche PAI, che hanno portato nel tempo a redigere solo ordinanze di chiusure e interdizioni di cale e calette non certo ad aperture e nuovi accessi.

Qual è la cosa “civile” da dire? Quale potrebbe essere il nostro manifesto marziano?

“Cari cittadini,
sarà difficile che vi verrà voglia di rivotarci perché oggi noi ammettiamo che contro i disastri naturali e la burocrazia c’è poco da fare: la risoluzione di questi problemi richiedono tempi lunghi e se sbagliamo iter diventerà impossibile risolverli. Non c’è angolo dell’isola che non abbia problemi di sicurezza, per cui chiediamo a tutti i cittadini serietà, consapevolezza e solidarietà perché quello che oggi è successo a Cala Fonte domani potrebbe succedere in qualunque altra parte dell’isola, anche interna. L’isola frana e franerà, quindi dobbiamo cominciare a trovare soluzioni di fruizioni turistiche che siano distanti dalle falesie e non sappiamo minimamente da dove cominciare. Il territorio isolano oltre a essere fragile, è anche limitato, quindi sarà difficile accontentare tutte le velleità personalistiche: bisognerà quindi trovare nuove forme di convivenza economica per garantire a tutti gli isolani una possibilità di lavoro.
Già siamo al lavoro, da settembre attiveremo tavoli tecnici che coinvolgeranno, rappresentanti delle istituzioni, categorie e associazioni locali per intraprendere un percorso di possibile governo del territorio per garantire a tutti i ponzesi di sopravvivere sull’isola”.

 

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.