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Cosa dire?

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di Francesco De Luca

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Quando non si ha nulla da dire è meglio tacere. Questa massima non ha origine popolare bensì filosofica. Tacendo infatti si permette a chi ha tesi proficue di esternarle e di farle diventare basi di verità. L’uomo della strada spesso non s’avvede quando l’esternazione è fuori luogo, e parla, anche a sproposito.

Questo Sito dal suo nascere ha dato voce a chi nel passato non aveva mezzi per esprimere la sua critica. A mio vedere la comunità ponzese attraverso Ponzaracconta non ha soltanto rotto il silenzio ma ha imparato pure ad articolare le critiche, ad inserirle nel ventre di una coscienza pubblica. Fatta di memoria e di speranza, di metabolizzazione del passato storico e di previsione.

Se si allude esplicitamente alle ideologie di destra e sinistra vuol dire che i lettori hanno chiari i riferimenti. Anche Ponza ha avuto esperienze di politiche che rimandavano a scelte sociali di destra, a impostazioni economiche di destra, così come, per contrasto, spesso sono ricordate scelte comunali di chiara marca di sinistra, con metodi di governo di sinistra.

Oggi queste due visioni sociali non riescono a trovare spazio.
Sul Sito domina il silenzio. La mia impressione è che il silenzio sia motivato dall’attesa. Si è, me compreso, in attesa che l’anima vera della compagine amministrativa dia segni.

Più volte, nella passata Amministrazione, ho avanzato domande.
Le Amministrazioni sono espressioni di forze economiche (leggi qui)? Risposi sì, e furono individuate in alcuni potentati romani che avevano eletto Ponza come terreno per le loro iniziative speculative, e vedevano i Ponzesi come i facchini di tali imprese. Le Amministrazioni sono espressione della cultura cittadina (leggi qui e qui)?
Risposi che lo dovrebbero essere sempre, altrimenti snaturano il territorio e disperdono la cultura locale. Come stava avvenendo nella passata Amministrazione.

Riproposte queste stesse domande non troverebbero, oggi, alcuna risposta. Non riesco a trovare risposte confacenti nella pratica quotidiana della vita cittadina. Può darsi che non sia abbastanza lucido da discernerle. Può darsi che non sia data la giusta comunicazione. E’ ininfluente che io sia o no consapevole, l’importante è che, metabolizzato il passato pericolo, ci si impegni a costruire. Tutti insieme e non separatamente. Con una visione comune da armonizzare e non con progetti singoli, svincolati gli uni dagli altri.

Credo fortemente nell’onestà dell’attuale Amministrazione e penso che sia nelle sue corde farsi ricordare per lo spirito solidale che l’anima.
Ma dite qualcosa !

A me pare che il Caporedattore del Sito abbia gettato uno struggente appello (leggi qui). Perché vorrebbe sapere, come tutti noi, quali prospettive nutra l’Amministrazione sulle grandi questioni che attanagliano la società ponzese.
Se l’economia è la base per trattenere i residenti allora cosa si prevede per la pesca, cosa per il turismo.
Domande gravi a cui si affiancano quelle sul trasporto (marittimo e terrestre), sulla Scuola, quelle sulla relazione funzionari-politici nelle determine comunali. Tutte domande sospese. Non di destra né di sinistra, soltanto domande vitali.

Possono essere lasciate nel silenzio. Per la disperazione di taluni.
Io nutro fiducia che si trovi la strada perché divengano oggetto di risoluzione.

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