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Pasqua

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tradotto e proposto da Silverio Lamonica

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Di Oscar Wilde (1854 – 1900), poeta e scrittore di origine irlandese, vi ho già proposto una poesia “Sonnet to Liberty” circa tre anni fa, il 15 marzo 2015. Quest’anno, in occasione della Pasqua, vi propongo la lettura, anche nella mia versione in italiano, di un altro sonetto: “Easter Day”, “Giorno di Pasqua”, pubblicato nel 1881 nella raccolta Poems.
La poesia fu composta in seguito ad una sua visita a Roma nella primavera del 1877, durante il periodo pasquale. In quell’occasione il suo amico David Hunter Blair organizzò per lui una udienza privata con Papa Pio IX.
Oscar Wilde rimase molto colpito da quell’incontro che gli ispirò questo sonetto, riportato nel file seguente: https://eafitzsimons.wordpress.com/2016/03/25/wilde-roman-catholicism-easter-day/ ove tra l’altro si legge: “Wilde giustappone lo splendore del papato con le umili origini della fede, in modo che si mostra critico verso le autorità ecclesiastiche che avevano, per usare una citazione irlandese, smarrito il loro percorso”.

Ma esaminando attentamente la biografia dell’autore, la cui vita fu molto movimentata e travagliata, tanto che nel 1895 finì per due anni in carcere per omosessualità, a quei tempi reato, possiamo affermare che questo sonetto, in un certo senso, sia stato profetico della sofferenza e della solitudine che lo affliggerà specie negli ultimi anni della sua esistenza.
La “giustapposizione” io la vedo piuttosto tra l’enorme folla prostrata all’arrivo del papa, unita dalla certezza della fede e la sua raminga solitudine; del resto, nel sonetto egli si esprime in prima persona. Poi non è da sottovalutare il fatto che Oscar Wilde, in punto di morte, si sia convertito al cattolicesimo.

Un’ultima curiosità: il giorno di Pasqua del 1877 coincise col 1° di aprile, proprio come accade quest’anno.

Easter Day

by Oscar Wilde

THE silver trumpets rang across the Dome:

The people knelt upon the ground with awe:

And borne upon the necks of men I saw,

Like some great God, the Holy Lord of Rome.

Priest-like, he wore a robe more white than foam, 5

And, king-like, swathed himself in royal red,

Three crowns of gold rose high upon his head:

In splendour and in light the Pope passed home.

My heart stole back across wide wastes of years

To One who wandered by a lonely sea, 10

And sought in vain for any place of rest:

Foxes have holes, and every bird its nest,

I, only I, must wander wearily,

And bruise my feet, and drink wine salt with tears.”

Giorno di Pasqua

Squilli di trombe argentine traversan la volta:

genuflessa la gente a terra compunta;

e sovra i colli degli uomini spuntare io vidi

quale gran Dio, il Santo Signore di Roma.

Sacerdotale, vestito di tunica della spuma più bianca,

e come un re, l’avvolgeva un rosso regale,

tre corone di rose dorate, in alto il suo capo cingevan:

in un luminoso splendore, il Papa la soglia varcò.

Ai tanti anni sprecati il mio cuore riandò,

come stupito da plaga solitaria marina,

invano un luogo cercando per un dolce riposo:

“La tana han le volpi e il nido gli uccelli,

io, sol io, stanco, costretto a vagare,

coi lividi ai piedi e bevendo lacrime amare”.

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Buona Pasqua a tutti! … Happy Easter everyone!

 

Silverio Lamonica 
in condivisione con www.ponzaracconta.it e www.news-24.it

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