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La Posta dei Lettori. La tassa di sbarco e le difficoltà per ottenerne l’esenzione

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a cura della Redazione

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Riceviamo da una nostra lettrice, Annalisa Vitiello, sulla posta del sito questa lettera:

Gentile Redazione,
mi rivolgo a voi per segnalarvi quali difficoltà ho incontrato, quale proprietaria di un appartamento sull’isola, per ottenere l’esenzione dalla tassa di sbarco per me e per i miei familiari conviventi, come da “Regolamento di Applicazione della Tassa di sbarco”, adottato dal Comune di Ponza (LT), nell’ambito della podestà regolamentare attribuita dal D.Lgs. 466/1997.

Già nel corso del 2017 ho faticato non poco ad ottenere tale esonero pur avendo inviato tutti i documenti richiesti all’Ufficio Tributi del Comune ma, alla fine, dopo grande sforzo, ho ottenuto tale beneficio.
Quest’anno le cose sono ancora più complicate: dopo aver inviato al predetto Ufficio la richiesta in data 7 febbraio u.s., non ho ottenuto alcun riscontro dal predetto Ufficio anzi, ogni mio tentativo di sollecito telefonico, è andato a vuoto risultando, il telefono del centralino o dell’ufficio interessato, spesso occupati.
Non vi nascondo che tale situazione mi amareggia non tanto per la mancata fruizione di un beneficio la cui mancanza, sicuramente, non inciderà particolarmente sulle  mie finanze, ma si tratta a questo punto di una questione di principio il non poter fruire di un diritto sancito con provvedimento adottato dall’organo di governo della nostra amata isola, a causa del silenzio adottato da chi dovrebbe trattare la pratica. Nell’attesa di Vostri graditi suggerimenti utili a risolvere quanto segnalato, colgo l’occasione per augurare Buon lavoro a Voi tutti,

Annalisa Vitiello

Nota della Redazione

L’argomento “tassa di sbarco” e difficoltà relative per ottenerne l’esenzione è stato già affrontato su questo sito da Enzo Di Fazio con l’articolo La tassa di sbarco“. 
Effettivamente il rilascio della documentazione che consente di poter beneficiare dell’esenzione è molto artificioso e la trafila va ripetuta ogni anno.
Possibile che non si riesca a semplificare?
Basterebbe rendere più efficiente l’ufficio preposto al rilascio delle certificazioni utilizzando per l’inoltro all’utente, in maniera sistematica, il servizio di posta elettronica.
Meglio ancora se si potesse ricorrere all’autocertificazione, ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. n.445 del 28 dicembre 2000, corredando la dichiarazione delle copie dell’IMU pagata. In questo modo i tempi oggi dedicati, da parte delle risorse comunali, a questo servizio potrebbero essere, più proficuamente, utilizzati per altri adempimenti.

 

 

 

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