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h-11 l-07 paolo-15 u-03 vb Idraulica antica: cisterna della Dragonara

… Si piace a vuie, piace pure a me!

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di Silverio Lamonica

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Avrei voluto mettere un commento in calce all’ultimo scritto del mio carissimo amico e collega Franco de Luca, “A quindici giorni dal voto” ma essendo piuttosto articolato, preferisco scrivere a parte il mio pensiero. Premetto anche: non metto affatto in discussione la propaganda per l’amico Gennaro Di Fazio, anzi confermo e ribadisco quanto ho scritto con l’articolo “La preferenza” apparsa su questo sito il 30 gennaio scorso, sottolineando la necessità di avere un referente locale a livello regionale.

Caro Franco, non mi trovi pienamente d’accordo nella parte in cui affermi: “Ora le perplessità sulla precedente Presidenza Zingaretti rimangono vive. Ponza non ha avuto nessuna apparente provvidenza favorevole, mentre sono state palesi le magagne: Acqualatina, la cessione dissennata della Laziomar, la chiusura mentale ai divieti imposti dal PAI alle isole”

La giunta Zingaretti ha le sue responsabilità, sono pienamente d’accordo con te. Ma nessun altro ha responsabilità?
E cioè, quando a livello regionale si è trattato di deliberare o decidere in merito ai tre punti sopra richiamati, qual è stato l’atteggiamento delle amministrazioni di Ponza e Ventotene? Quale strategia hanno messo in atto?

Acqualatina. I sindaci di allora hanno sempre approvato perinde ac cadaver, a mo’ dei gesuiti, ogni operato di quei dirigenti, tanto è vero che l’attuale sindaco di Ventotene s’è trovato, tra capo e collo, il dissalatore voluto da chi era sindaco prima di lui e nonostante le sue ripetute ordinanze di divieto, il macchinario è stato impiantato e fa bella mostra di sé nei pressi del porto dell’isola. Un atteggiamento similare lo ebbe l’allora sindaco di Ponza e mi sa che prima o poi avremo anche noi il nostro bel dissalatore. Invece non mi sembra, fino ad oggi, che Acqualatina abbia posto in essere una seria programmazione di rinnovo delle tubature nelle due isole, al fine di limitarne le dispersioni.

Cessione dissennata della Laziomar. La gestione della Società di Navigazione Regionale è stata aggiudicata dalla Regione Lazio ad un gruppo di armatori privati napoletani con un’apposita gara e relativo capitolato di appalto. Domande:

  • Chi ha scritto materialmente quel capitolato d’appalto che prevede l’uso di “mezzi veloci” sulla tratta continente – isole al posto degli aliscafi, ben più stabili, veloci e sicuri dei catamarani che non reggono a certe ondate, come è stato appurato non molto tempo fa nei pressi di Zannone, con lo sfondamento di un portellone, per fortuna senza causare vittime?
  • Prevede il capitolato d’appalto, per l’interruzione dei collegamenti, una penale e di quale entità? E fino a quale intensità del moto ondoso, secondo il bollettino della Capitaneria di Porto, i mezzi possono viaggiare?
  • Prevede il capitolato d’appalto il rinnovo del naviglio, usato o “fresco di cantiere”, con quali caratteristiche e con quali scadenze?
  • Quando veniva approntato il capitolato d’appalto, le amministrazioni di allora hanno mai pensato di far sentire la loro voce affiancando con apposita delega, i tecnici regionali con esperti di loro fiducia: comandanti, ingegneri navali e altri addetti ai lavori che molto probabilmente si sarebbero prestati anche gratis, in modo da farci viaggiare con puntualità e con aliscafi degni di questo nome?

Divieti imposti dal PAI. Le amministrazioni del recente passato – fino a prova contraria – si sono sempre adeguate alle disposizioni che “piovevano dall’alto” ed ora, da circa sei anni, abbiamo il tunnel di Chiaia di Luna sbarrato da una cancellata di ferro e dopo la recentissima sentenza della Cassazione che condanna due ex sindaci di Ventotene per la frana della spiaggia di Cala Rossano, che causò due giovani vittime, sarà arduo mettere in atto progetti per fruire ancora della meravigliosa spiaggia di Chiaia di Luna, mettendo anche in conto una condanna di un ex sindaco di Ponza, per un’analoga disgrazia sulla medesima spiaggia, accaduta alcuni anni fa. Esprimo qui la piena solidarietà e vicinanza ai parenti di quelle giovani vittime; una maggiore e più adeguata vigilanza le avrebbe potute salvare. Ma sono pure in attesa di sapere se analoghe sentenze varranno anche per la disgrazia di Rigopiano in Abruzzo, dove un albergo con diverse decine di persone fu travolto da una valanga, con numerosi morti, purtroppo, e per altre analoghe calamità con vittime nei vari centri invernali alpini per frane, slavine e valanghe varie.

Domanda: Le passate amministrazioni locali, nel momento in cui la Regione Lazio e/o l’Autorità di Bacino stilavano il famigerato PAI, hanno fatto pervenire le loro osservazioni? In quali termini?

E’ logico che le attuali amministrazioni devono premere sulla Regione Lazio per far sì che le spiagge, con gli opportuni accorgimenti e cautele, siano di nuovo fruibili, come accade in tante altre località balneari d’Italia e d’Europa con caratteristiche simili: arenili limitati da falesie friabili. L’Amministrazione potrebbe sbloccare questa incresciosa situazione incaricando geologi di fiducia per stilare oculate perizie, da contrapporre alle decisioni dei funzionari regionali e delle Autorità di Bacino e sarebbero – a mio avviso – soldi spesi bene. Una eventuale elezione di Gennaro di Fazio, anche sotto questo aspetto, potrebbe rivelarsi quanto mai preziosa.

Per concludere, gli amministratori regionali del Lazio, nei confronti di Ponza e Ventotene, in passato hanno agito né più né meno come si comportò la “Bella del Grano” quando, nel giugno del 1857, Pisacane e i suoi sbarcarono a Ponza. Ebbene, come narra Giulio Vitiello in Ponza, brevis Insula, brevis historia, un giovane rivoltoso incontrò la “Bella del Grano”, bellissima ragazza immortalata anche dal Mattei nel 1847, che viveva nelle grotte dell’attuale tunnel di Sant’Antonio, e le impose di gridare “Viva l’Italia”. La giovane, pensando di fare cosa gradita, rispose: “E viva ‘u Re”.
Il rivoluzionario le puntò contro il fucile e la ragazza: “Nu mument’ signuri’, si piace a vuie, piace pure a me, VIVA L’ITALIA!”

E così s’è comportato Zingaretti nei confronti dei due ex sindaci di Ponza e Ventotene, dopo aver sentito le loro relative sviolinate: “Se Acqualatina, la Laziomar e il PAI, così come sono, piacciono a voi, piacciono pure a me!”.

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