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Elezioni nello Sri-Lanka. Le riflessioni del ns. inviato speciale

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di Domenico Musco

 

Notizie dallo Sri-Lanka
Colombo (AsiaNews) – Il partito dell’ex presidente Mahinda Rajapaksa ha trionfato
alle elezioni amministrative locali. Le votazioni si sono svolte lo scorso 10 febbraio.
Si tratta della prima tornata elettorale dal gennaio 2015, quando è stato eletto
l’attuale capo di Stato Maithripala Sirisena.
Lo Sri Lanka People’s Front dell’ex presidente si aggiudica oltre 230 seggi su 341.
Il partito del capo di Stato Sirisena guadagna appena l’8%.
Chiesto lo scioglimento del Parlamento ed elezioni anticipate.
La sconfitta “serva da lezione al governo, che deve mantenere le promesse”.
[Da asianews.it del 13 febbr. 2018]

Due giorni fa in Sri Lanka si sono svolte le elezioni locali un po’ come le nostre comunali, provinciali e regionali e contrariamente a tutte le previsioni ha stravinto la lista del vecchio presidente. Fuochi d’artificio, botti e cortei sonori erano in ogni angolo di strada… Tutti in festa per la vittoria .
Detta così la storia sembra una cosa  normale, ma in realtà c’è molto da riflettere!

Cominciamo a dire che il vecchio presidente ne ha combinate di cotte e di crude… Provo a riassumervi un po’ la sua attività al potere .
Qui in Sri Lanka non esistono mezzi termini: chi vince comanda, chi perde viene con qualche scusa messo in galera !
Il vecchio presidente è rimasto famoso per aver sterminato i ribelli Tamil (sanguinario gruppo di opposizione) e tutte le loro famiglie, eliminato tutti i giornalisti contrari al potere, venduto il paese alla Cina che ha comprato praticamente tutto lo specchio acqueo di fronte al lungomare della capitale e sta costruendo sul mare un’altra città tipo Manhattan.
Ha fatto una legge prima delle ultime elezioni governative  che diceva più o meno che il presidente  non deve mai andare in galera perché è il simbolo dello Sri Lanka .
Il figlio, il fratello, la moglie, la sorella, gli zii e che più ha più ne mette sono andati tutti in prigione per mille reati e ruberie contro il popolo singalese.
Lui per la famosa legge ad personam si è salvato.
Il figliolo lo hanno preso a Hong Kong con due Ferrari, una Lamborghini e una Porche: se le era portate via prima dell’ultima votazione Fiutando il pericolo di sconfitta alle elezioni.
Il fratello che era ministro delle forze armate, già dai primi voti dello spoglio capì che stava andando male e voleva annullare le elezioni per fare un colpo di stato, ma i miliari per fortuna si rifiutarono di ubbidire .
Con il nuovo governo si è scoperto tutto il traffico di soldi e gli imbrogli che erano stati fatti, ma il presidente non si poteva toccare!
Adesso con le elezioni locali ha stravinto su tutti i partiti !

Ecco la riflessione che mi viene da fare. È vero quindi che il popolo ha la memoria corta? Che tutto si dimentica e anche i politici morti e sepolti sotto tre metri di terra risorgono sempre?
Possibile che questa cosa non sia solo italiana ma una caratteristica che si ripete in ogni paese?

Ho fatto delle riflessioni sul voto con l’operaio singalese che lavora con me quando sono in Sri Lanka, Mangiu, che era tutto felice della vittoria del vecchio presidente; anche lui ha votato con il dito intinto nell’inchiostro come si usa qua a posto della scheda elettorale.
Gli ho fatto notare che la linea politica era quella molto campanilista di difesa del territorio contro gli investitori stranieri e quindi avrebbe portato avanti il programma di cacciare “i bianchi” e se io ero costretto ad andarmene lui rimaneva senza lavoro!
Ha perso immediatamente il sorriso e ha detto che non ci aveva pensato.

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