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A un mese dal voto

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di Francesco De Luca

 

Apparentemente la scelta elettorale si ascrive fra i comportamenti più semplici da esprimere. La scelta è connaturata ad ogni atto di volontà e quindi è prassi normale eseguirla. Abitudinaria. Niente affatto problematica.

Eppure non è così. Per questa tornata elettorale non è così. La percezione comune è che la prossima scelta elettorale sarà confusa, contraddittoria. E lo confessano bellamente anche gli analisti di cose politiche, non soltanto i semplicioni come me.
E allora ?

Allora invito ad affrontare l’impegno, perché tale è, con l’intelligenza dell’uomo comune. Di colui che sa di esercitare un diritto e di doverlo fare con quanto la natura gli ha concesso di discernimento.
E dunque con il minimo della cognizione possibile. Perché il minimo? Perché il massimo lo lasciamo ai saccenti, agli esperti del settore, a quelli dalle analisi sottili.
Il minimo è a disposizione di tutti, e su quello puntiamo.Non occorre padroneggiare cognizioni politiche emancipate. Un criterio normale ci sarà pure?
Propongo la credibilità.
Beh, di quella ciascuno se n’ è fatta una ragione. Le esperienze passate avranno avvertito su quale forza politica abbia un minimo (anche qui) di credibilità.

La credibilità non è fondata sull’ideologia, né sulla simpatia, né sull’interesse immediato. La credibilità non si porta su scenari futuri, non anticipa soluzioni. In modo lineare avverte che le parole proferite siano confacenti alla persona che le esprime. Tutto qui.

Basterà? Per districarsi in mezzo a questo bailamme di promesse a vuoto, di proclami fasulli, basterà?

Sì, basterà. Non occorrono qualità politiche per discernere chi merita il nostro voto. Guardiamo alle qualità umane. Non dobbiamo aver paura dei nostri giudizi. Seguiamo il vecchio criterio: un onesto vale di più di un competente malfidato, un onesto vale di più di un potente pronto a ricattarti.
Chi ha mostrato di essere credibile, quello va eletto.
La credibilità non è una sicurezza assoluta. No. E’ relativa. D’altra parte chi garantisce sicurezza assoluta è un mentitore consapevole.
Lasciamo la strada della creduloneria. La ragione ci supporta abbastanza per avvertirci che tutti coloro che garantiscono a parole il massimo sono degli incalliti bugiardi. Di cui abbiamo avuto riscontro nel recente passato e abbiamo subito i danni della loro malafede.

La credibilità possiede all’interno un fattore di rischio, ma è quel fattore lì che rende la scelta razionale e non istintiva, di testa e non di pancia.
Il rischio va affrontato e controllato. Se appare evidente il fallimento della scelta si abbandona il consenso e ci si allontana. In ogni caso la scelta è nata da una volontà e non da condizionamenti.
Tutto questo aumenta il grado di partecipazione e di coinvolgimento. Aumenta e irrobustisce il nostro essere portatori di diritti.

Se si rinuncia ad esercitare un proprio diritto si avalla la possibilità che altri possano restringere la sfera dei nostri diritti personali. E a nessuno deve essere permesso questo. In definitiva, allora… chi votare ?

E’ domanda superflua. E’ chiaro a chi darò il mio voto, e sono fiducioso che chiaro sarà anche il vostro.

 

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2 commenti per A un mese dal voto

  • Cerchiamo di seguire il discorso di Franco per capire almeno chi non voterà:

    Si va a votare seguendo la credibilità: “La credibilità non è fondata sull’ideologia, né sulla simpatia, né sull’interesse immediato. La credibilità non si porta su scenari futuri, non anticipa soluzioni. In modo lineare avverte che le parole proferite siano confacenti alla persona che le esprime. Tutto qui.”
    In che modo troviamo la credibilità in questi politici?
    Dice Franco: “Guardiamo alle qualità umane. Non dobbiamo aver paura dei nostri giudizi. Seguiamo il vecchio criterio: un onesto vale di più di un competente malfidato, un onesto vale di più di un potente pronto a ricattarti”.

    Renzi al contrario di Franco ha detto di scegliere il PD perché sono Competenti e non serve a niente dire essere Onesti (come fanno i Cinque Stelle) e ha ripetuto una frase Di Benedetto Croce: “Un politico non deve essere Onesto ma Capace”.

    Da questo discorsetto dovremmo dedurre che Franco certamente non vota PD?

  • Pasquale Scarpati

    Personalmente sono nella più grande indecisione. Ma solo perché non mi è stata data la possibilità di scegliere il candidato come avviene alle regionali e alle comunali.
    Hanno voglia di gridare che i candidati sono tutti competenti e/o onesti. Hai visto mai un venditore dire che la sua marce è di scadente qualità?
    Una volta, quando si vendeva l’acqua nei chioschi e nelle brocche di terracotta, a chi chiedeva: “Acquaiolo, com’è l’acqua?” Quello, inevitabilmente e lapidariamente, rispondeva: “E’ fresca”. Che altro avrebbe potuto dire?
    Così fanno chi si espone o viene esposto sui mass-media.
    Noi andiamo a votare un Carneade: “Carneade, chi era costui?”. Ci viene detto, ci viene segnalato, ci viene raccomandato (per non dire ci viene imposto) da altri, ma in fondo in fondo, è un emerito… sconosciuto.
    Votiamo, pertanto, un partito o un movimento non l’uomo che lo rappresenta o lo dovrebbe rappresentare. Ma si sa il partito o i movimenti sono composti da tante anime che è difficile, se non impossibile, sondare capillarmente.
    Dall’altra parte c’è pure l’altro detto: Chi è senza colpa scagli la prima pietra. Nel senso che è difficile se non quasi impossibile trovare chi sia scevro da “colpe” perché, a volte, siamo come in una gabbia stretta stretta: basta un nonnulla (che viene poi ingigantito o sminuito all’occorrenza) per essere considerati… illegali”.

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