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v2-22 cortese ss01 marie-la-moglie-di-giovanni-1973 Camera principale delle grotte di Pilato Il re delle triglie: Apogon imberbis

Il Daily Telegraph, il quotidiano di Londra, “scopre” Ponza

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segnalato dalla redazione, traduzione di Silverio Lamonica

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Riprendiamo la notizia da: https://www.ilgazzettino.it/ di oggi.

«La bellissima isola italiana della quale probabilmente non hai mai sentito parlare».

E’ il titolo di un articolo del Telegraph, il quotidiano di Londra che non conosceva Ponza. Strano ma vero, l’isola pontina incoronata dalle riviste di tutto il mondo, meta di personaggi famosi, era “sconosciuta” almeno a Griff Rhys Jones che racconta il suo viaggio partendo dalla visita di Rihanna  ed elencando, poi, un’altra serie di star che scelgono l’isola lunata.

The beautiful Italian island you’ve probably never heard of
by Griff Rhys Jones – 1 February 2018
http://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/europe/italy/articles/ponza-italy-secret-island-you-must-visit/


Così il racconto si snoda tra il paragone con la Grecia e quello con Porto Venere, parla di «bidoni della spazzatura e desolazione» sul lembo di terra ferma ma anche di «posto romantico» e di un’isola «calda e magnifica». Che comprende anche le disabitate Palmarola e Zannone – dove si arriva solo con gite in barca – oltre a zone «non raggiungibili o osservabili solo dal mare». Palmarola che, per Folco Quilici, è «la più bella isola del Mediterraneo»

Non la conosceva davvero, Ponza, o è stato un approccio per raccontare questo viaggio fuori stagione? Chissà. Di certo avrà probabilmente compreso il motivo per il quale non solo Rihanna ma personaggi politici, vip, calciatori famosi e star internazionali dello spettacolo, prima o poi passano tutti per l’isola pontina.

Note
Foto da il gazzettino.it e dal Daily Telegraph
Qui di seguito la traduzione dell’articolo:

La bella isola italiana di cui, probabilmente, non hai mai sentito parlare

di Griff Rhis Jones – The Telegraph – 1° febbr. 2018

Il giornale locale strillava con eccitazione e senza fiato: “Rihanna, la sirena sexy, a Ponza!”. E pure io! Ero allora a Ponza! Anche se ventiquattro ore prima io non sapessi che quel posto esistesse (Attenzione, non sono abbastanza sicuro sull’esatto status di Rihanna).

Le isole ponziane sono simili ad un insieme di gobbe di draghi sparsi che affiorano dal mare a sud di Roma, dove chi ne è a conoscenza (voglio dire chi sa della loro esistenza) prende delle pause interessanti per il fine settimana, incluso – come mi è stato detto – Beyoncé e Jay Z. Ed ora, naturalmente, Rihanna “sirena sexy”.
Dato che, secondo il New York Times, l’isola principale era “una vera sorpresa per i geologi”, questa era una nuova intuizione per soddisfare meglio le esigenze di svago di alcune delle nostre più celebri star discografiche.

Si ritiene che questa lunga striscia di roccia martoriata di cinque miglia e mezzo, sia stata la residenza estiva non delle sirene, ma della Maga Circe (che nella mitologia greca intrappolò Ulisse per un po’). Sembrava più adatta agli alpinisti anziché agli artisti pop. Il centro abitato principale intorno al porto, è abbarbicato arditamente lungo alte falesie che circondano la baia. Lì per lì sembra più greca che italiana. I suoi sentieri vertiginosi competono con quelli di Santorini. Non ho mai sbirciato oltre un muro, per vedere sul retro un giardino abbastanza lontano al di sotto di me. Reggiti su forti gambe alla gallese, se puoi. Se devi proprio, preparati a calarti di nuovo al porto dal tuo hotel – boutique. Ma sii pronto ad arrampicarti.

Santa Maria: il centro abitato principale intorno al porto è arditamente abbarbicato lungo alte falesie

Lasciando il porto, una cascata di varchi e minuscoli passaggi stretti ci conducono sempre verso l’alto. Cercavamo un posto per fermarci. I passaggi erano così stretti che, verso la sommità, rimanemmo sorpresi nell’incontrare un cittadino intraprendente che cercava di infilare la sua alfa romeo nella strettoia giù per la collina. Auto incagliate, parcheggiate apparentemente là, prima che il resto della frazioncina fosse costruito, erano incastonate su pinnacoli solitari. Come ci sono arrivate? A cosa servivano?

Il paese mi ricordava Porto Venere, l’entrata alle Cinque Terre, circa 300 miglia a Nord, ma le mancava quella dignità di città. A Porto Venere più ti arrampichi e più avverti un senso di pace: una bella chiesa romanica, un imponente castello disabitato e, al di sopra, boschi deserti.

A Ponza abbiamo trovato soltanto bidoni di spazzatura e desolazione. Il labirinto moresco su una scogliera ci tentava verso l’alto. Ma ci imbattemmo nella staccionata di in un recinto: la tana della strega. La villa – boutique che cercavamo, si dimostrava impossibile da trovare, salvo errori finalmente ci siamo capitati. Lontana dalla posizione contrassegnata, in fondo a un vicolo laterale, essendo stato resto inutile Google a causa dei contorni ad incastro del villaggio. Era piena.

Tuttavia, girandoci attorno e guardando indietro, cogliemmo in pieno la misura romantica di questo luogo: il villaggio vicino e la chiesa a cupola, le case in blocchi rosa e gialli, un reticolato ornato a mo’ di cornice di fuochi d’artificio che si protendeva lungo la balconata del paese, prospiciente il profondo riparo del porto, in attesa dell’arrivo di una festa. Una nave cisterna era ancorata laggiù nella baia. Le scogliere e le scarpate si elevavano contro un raggiante cielo azzurro. Ponza era calda e maestosa, splendente in un calore irregolare nell’ultimo sole e supplicava di essere esplorata ulteriormente, anche se ciò stava per dimostrarsi difficile.

Il mare dal “finestrone” di Chiaia di Luna (“La costa frastagliata di Ponza”)

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Dirigendoci per un capriccio verso queste isole, lasciando Roma e navigando su una barca, c’imbattemmo nel canto stanco di un uccello. Si posò prima su mia moglie e poi su un argano che rimpiccioliva la sua sagoma dalla coda corta.
E’ un mangiatore di api. Dichiarai.
Infatti era un pigliamosche. Ci ho quasi azzeccato. Pensai.
Dopo mezz’ora decollò di nuovo e cadde pesantemente in acqua. Poi miracolosamente si alzò e si diresse verso Nord. Temevamo una morte certa, a meno che si aggirasse da qualche parte fuori dalla vista, tornasse ed eventualmente si nascondesse sotto il ponte.

Scivolammo attraverso il canale ad est di Ponza. L’uccello spuntò fuori con la testa e atterrò davanti a noi. Aveva bisogno di Ponza. E tu hai bisogno di essere un uccello per godere al massimo delle solidità rocciose di questi avanzi vulcanici. In molti tratti è semplicemente irraggiungibile e può essere osservata meglio dal mare.

L’intero arcipelago pontino si sviluppa su una zona abbastanza ampia. Su entrambi i lati di Ponza ci sono due affioramenti superficiali non frequentati e disabitati, chiamati Palmarola e Zannone; puoi prenotare un viaggio in barca per avvicinarti ad esse ma non puoi sbarcare (sic!).
L’altra isola abitata si chiama Ventotene e si trova effettivamente a circa venti miglia a Sud, sulla linea diretta verso Ischia, fuori Napoli. Si tratta di vacanze del tutto separate.

http://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/europe/italy/articles/ponza-italy-secret-island-you-must-visit

 

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