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Sei secondi, cinquant’anni e due utopie

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di Giuseppe Mazzella di Rurillo

 

– L’avvio del Piano Urbanistico Comunale (PUC) Intercomunale di Casamicciola e Lacco Ameno o scioglimento dei due Consigli Comunali e Commissario Straordinario della Repubblica;
– una Cabina di Regia Istituzionale per la Ricostruzione con tutte le leggi della Repubblica;
– una Consulta di Cittadini per la Ricostruzione e la Terza Rinascita;
– il primo Piano Urbanistico Attuativo è quello del recupero delle rovine del Pio Monte della Misericordia per una nuova “missione storica” ed il recupero della “Bellezza del Litorale Casamicciola-Lacco Ameno”
– Casamicciola ha 2600 circa abitanti in meno, Lacco Ameno 500;
– avviare il Sistema Locale di Sviluppo dell’isola d’Ischia ai sensi del PTR della Campania per una effettiva Coesione Economica e Sociale;
– unire in un sol Comune immediatamente Lacco Ameno e Casamicciola;
– senza un “disegno urbanistico” non si può discutere di nulla.


Sei secondi, cinquant’anni e due utopie per la ricostruzione di Casamicciola e Lacco Ameno e il rilancio dell’isola d’Ischia

Le meravigliose circostanze
Il mio libretto o instant book “I sei secondi che sconvolsero Ischia” è stato scritto in poco meno o poco più di 10 giorni.
È nato per una serie di coincidenze perché “le circostanze si muovono in un modo meraviglioso” come scrive William Faulkner ne “La paga del soldato”.
Se non ci fosse stata quella telefonata al prof. Giuseppe Luongo per la rettifica dell’epicentro del terremoto del 21 agosto, la sua disponibilità a venire a Casamicciola per vedere i luoghi del sisma e tenere una conferenza stampa.
Se quella conferenza stampa di sabato 26 agosto non fosse stata integralmente registrata da una piccola stazione di web-tv e quindi sbobinata e messa su carta. Se il bravo fotografo Franco Trani non avesse fatto un eccezionale servizio fotografico. Se la stampa italiana e locale fosse stata più precisa e meno cinica tanto da far nascere una riflessione sul ruolo dell’informazione al tempo di internet e sul ruolo dei social. Se non ci fossero state tutte queste circostanze il “libro istantaneo” non sarebbe mai nato. Bastava la completa monografia di Gino Barbieri (con il quale abbiamo intrapreso fin dal giorno dopo il 21 agosto una intensa collaborazione), “Sisma nell’ isola d’Ischia- Tutta la verità”, per lasciare una traccia scritta su “la cronaca, le storie, le prospettive” del tredicesimo terremoto dell’isola d’Ischia in epoca storica.

Ma mi è parso necessario conservare memoria particolare di quella giornata del 26 agosto, 5 giorni dal terremoto, perché emblematica dello sfascio istituzionale che stiamo vivendo con questa Seconda Repubblica. Infatti è emerso che in Italia:

1 – Non abbiamo un efficiente controllo sismico attraverso l’insufficienza dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. E quindi la riorganizzazione dell’ex- Servizio Sismico Nazionale è assolutamente carente.

2 – Non abbiamo una sufficiente sorveglianza sismica nella nostra isola di Ischia che è una delle tre aree vulcaniche del Napoletano nonostante gli appelli antichissimi – risalgono al 1942 – el prof. Cristofaro Mennella (1907-1976) che si è battuto fino alla morte affinché non solo fosse ripristinato l’ Osservatorio Geofisico sulla Gran Sentinella ma fosse costituito un Centro Scientifico Pluridisciplinare diviso in ben dieci Sezioni. Sono risultati vani tutti i tentativi dalla Comunità Scientifica – nazionale e locale – effettuati dal 1983 al 2003, vent’anni, affinché fosse riaperto, potenziato, modernizzato l’Osservatorio Geofisico oggi in completo abbandono e al centro di una complessa vicenda per lavori di “restauro” con fondi europei. È emersa una enorme divisione tra “Comunità Scientifica” locale ed una classe politica locale mentre avrebbero dovuto camminare insieme con l’unico e comune obiettivo di diffondere ed attuare una “Cultura della Sicurezza” perché viviamo tutti in un’area a rischio sismico.

3 – Non ha alcuna “efficienza, efficacia ed economicità” – le tre magiche parole dell’ ennesima riforma della Pubblica Amministrazione avviata vent’anni fa dal Ministro Bassanini – spezzettare l’ isola in sei comuni ciascuno assolutamente autonomo dall’ altro perché la riforma o la contro-riforma degli enti locali – quella della Legge Gava n.142/90, il Testo Unico sugli Enti Locali del 2000, la “controriforma Del Rio” del 2004 sullo “svuotamento” delle Province e la nascita della Città Metropolitana di Napoli – non hanno imposto alcuna forma di coordinamento istituzionale per avviare la Pianificazione Territoriale e la Programmazione Economica che restano nel “libro dei sogni” che la Regione Campania, oltre la “destra” e la “sinistra”, continua a “scrivere” con un Piano Territoriale Regionale (PTR) approvato nel 2008, dieci anni fa, e con il quale individua con 500 Comuni solo 45 Sistemi Locali di Sviluppo di cui 14 della sola ex-Provincia di Napoli di cui uno nella isola d’ Ischia senza avviarlo concretamente mentre approva nel 2004 – ma “allunga” i termini con una leggina del 2017 – una Legge Urbanistica Regionale che impone ai Comuni di predisporre entro il 2018 un Piano Urbanistico Comunale ( PUC) che è “sottordinato” rispetto al Piano Paesistico in vigore approvato nel 1995 dal Ministro dei Beni Culturali ed Ambientali Antonio Paolucci completamente obsoleto e che vieta qualsiasi modifica del territorio vista l’“inadempienza” della Regione Campania per undici anni dalla “Legge Galasso” del 1984.
Gli appelli e gli scritti di Osvaldo Cammarota apparsi sulla stampa cittadina sono prediche nel deserto. È un “marziano” che scrive.

I nodi al pettine
Questi nodi di così lunga durata sono venuti al pettine in sei secondi il 21 agosto 2017 con il tredicesimo terremoto in epoca storica, IX grado della scala Mercalli, che ha colpito soprattutto il Comune e la Comunità di Casamicciola che è in ginocchio. Ma tutto il Sistema Locale di Sviluppo (STR) è in crisi. I dati statistici turistici di settembre 2017 dell’ex-Ente Turistico “inglobato”, per legge regionale, in una “Agenzia Regionale”, dicono: 34% in meno di presenze per la Città d’Ischia e 64% in meno rispetto al 2016 per Casamicciola. Uno studente di Economia che ha sostenuto almeno 3 esami universitari – Economia Politica primo, Statistica, Demografia – saprebbe dire che con il 34% in meno ci troviamo con una Economia in “sofferenza”. Ma con il 64% ci troviamo con una Economia in agonia.
Per non morire questa Economia Locale deve avere una mobilitazione civile tanto da chiedere alla Repubblica Italiana ed all’Unione Europea i necessari aiuti non solo per la Rinascita ma per la riconversione.

“L’efficienza, l’efficacia e l’economicità” della Pubblica Amministrazione – chiamando così l’insieme della Repubblica Costituzionale divisa tra Governo, Regione, Province o Città Metropolitane e Comuni – diventano parole da praticare non solo da predicare.

Ad oltre quattro mesi dall’evento a Casamicciola e Lacco Ameno non è stata avviata la “Ricostruzione”.
Ho proposto il 28 ottobre presentando i libri su questo evento – la monografia di Gino Barbieri ed il mio instant book – di affidare allo studio degli architetti Ferrara di Firenze con la consulenza del prof. Sebastiano Conte, e di altri studiosi locali, il Piano Urbanistico Comunale (PUC) come ha già fatto il Comune di Serrara-Fontana. la politica di pianificazione territoriale e di programmazione economica è strada obbligata, non ha né alternative né scorciatoie! Impone scelte coraggiose. Disegnare un nuovo Paese. Dire NO è più difficile di dire .

Sciogliere i consigli comunali di Casamicciola e Lacco Ameno e unificare i due Comuni
Se il Sindaco di Casamicciola, G.B. Castagna, la sua giunta e l’intero Consiglio Comunale non sono capaci, è meglio un Commissario Straordinario! Perché la prima cosa che farà un Commissario Straordinario della Repubblica sarà la redazione del Piano ai sensi della legge regionale n.16/2004 i cui termini di adozione e approvazione per effetto della legge regionale del 22 giugno 2017 n.19 sono stati spostati al 31 dicembre 2018. E lo farà insieme alla Città Metropolitana di Napoli ex-Provincia che è tenuta a fare un “Piano Strategico” “sovraordinato” (mi affido alla pazienza del Cittadino per il cambiamento della terminologia urbanistica simile a quella fiscale: le tasse che cambiano nome per essere sempre le stesse; la pianificazione territoriale che cambia nome per restare nel libro dei sogni!) di cui si è parlato lo scorso mese di dicembre a Napoli all’Unione Industriali in Piazza dei Martiri con il convegno: “Pianificare le città metropolitane in Italia” mentre su “Repubblica-Napoli” usciva un intervento di Francesco Domenico Moccia su “Aree Metropolitane senza governo”.

A Casamicciola la formulazione del PUC è più urgente che altrove perché si tratta di mettere in sicurezza o in “mitigazione sismica” (gli eufemismi sono utilizzati dagli esperti non da me) i 2/3 della cittadina; di trovare localizzazione di sufficiente “mitigazione sismica” per tutta l’edilizia scolastica comunale che aveva una popolazione scolastica dell’obbligo di 800 alunni oggi ridotti a 600 con una “emigrazione” di oltre 200 bambini e ragazzi verso altre scuole dell’isola; di realizzare un nuova edilizia economica e popolare ai sensi della legge n. 865/71.
È stimabile che circa 2600 abitanti di Casamicciola si sono “trasferiti” o sono “provvisoriamente” ospitati in altre abitazioni degli altri 5 Comuni o ancora in alberghi per l’emergenza. La sola “zona rossa” – Majo-La Rita-Purgatorio – è stata evacuata da 1400 persone dalle loro case.

Pianificazione territoriale: unica strada
Solo
nell’ambito della Pianificazione Territoriale e della Programmazione Economica ci può essere non solo il coordinamento delle diverse leggi di finanziamento – statali, regionali ed europee – per la “ricostruzione ed il rilancio” in attesa di una legge speciale per l’isola d’Ischia ma la “restituzione della qualità insediativa all’isola d’Ischia” nella sua interezza nella particolarità delle sue località come scrivono nel loro “messaggio” gli architetti Guido Ferrara e Giuliana Campioni dello studio Ferrara che considero i conoscitori urbanistici più completi della nostra isola.

Con l’incarico allo Studio Ferrara (che ha già redatto 12 anni fa la proposta di Piano Urbanistico Territoriale (PUT) ex-Piano Paesistico per iniziativa ed onere finanziario dei sei Comuni come proposta di legge regionale rimasta lettera morta) il Sindaco di Casamicciola, con il Consiglio Comunale, dovrebbe costituire una cabina di regia istituzionale con la partecipazione del Ministero della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno con la sua Agenzia per la Coesione Territoriale e la società pubblica Invitalia, della Regione Campania con la sua società pubblica Sviluppo Campania, della Città Metropolitana di Napoli che ha un consigliere delegato al Piano Strategico di cui nessuno conosce l’utilità.
Ed ancora: “la pratica da seguire dovrebbe essere quella della massima partecipazione, discussione, valutazione, perché i tecnici formulano ipotesi e proposte, ma sono i cittadini che le debbono condividere, perché tocca comunque a loro condurle alla loro concreta realizzazione” scrivono Ferrara e Campioni e sottolineano ancora che “questa procedura viene invece ignorata e i cittadini sono sempre più emarginati convinti che le loro indicazioni non valgono nulla”. E così non solo una Cabina di Regia ma una consulta dei cittadini per la terza rinascita di Casamicciola e la costituzione di un Ufficio Tecnico Multidisciplinare con alte professionalità.

Con Gino Barbieri abbiamo lanciato la sottoscrizione per una nuova “Missione Storica” del complesso in rovina del Pio Monte della Misericordia ed è necessario formulare immediatamente un Piano Urbanistico Attuativo (PUA) – il primo di almeno tre per ogni “Rione” – che potremmo chiamare della Riviera di Casamicciola & Piazza dei Bagni del Gurgitello 1588” come Piano di Recupero e di messa in sicurezza prioritario sia per affrontare le emergenze abitative degli sfollati sia per rilanciare un sistema economico che rischia di crollare con una nuova economia locale fondata sui “sistemi portuali pubblici e privati”; sulla balneazione sul meraviglioso litorale Casamicciola- Lacco Ameno ed un ripascimento della spiaggia di Suorangela effettuato con la sabbia prelevata dallo specchio d’acqua antistante il Pio Monte della Misericordia destinato a diventare un caratteristico porticciolo turistico come fatto a Lacco Ameno ed ancora recuperare lo spazio sul Litorale dove si voleva far sorgere una “pompa di benzina” per un giardino-parcheggio da dedicare alle due vittime del terremoto, Lina Balestrieri e Marilena Romanini con una Stele-Ricordo. Ed ancora puntare sulla Rivalutazione dell’antica sorgente del Gurgitello in Piazza Bagni che Julio Jasolino nel 1588 definì “miracolosa” perché “felicemente esperimentata” anche con il recupero delle rovine delle “fonti” del Pio Monte della Misericordia del 1604 oggi “res nullius” senza che si conosca il “pieno proprietario”. Uno slogan: “Casamicciola, dove l’Acqua è Vita” potrebbe andar bene.
Ma l’ancoraggio al Diritto vigente e cioè al Testo Unico DPR n. 327 del 2001: l’esproprio per pubblica utilità di aree “dismesse” in un Comune “terremotato”. L’“indennità di esproprio” è calcolabile, per l’“avente diritto” in 50 centesimi a metro cubo trattandosi di “area dismessa” da 50 anni per una “riutilizzazione” di interesse pubblico. In corretta applicazione del “prezzo corrente” stabilito dalla Corte Costituzionale.
Lacco Ameno non può non aderire ad un Piano “intercomunale”. Ma il complesso Pio Monte è solo il primo passo per una campagna di espropri di aree e terreni abbandonati o in lite familiari per le “divisioni”. La campagna di espropri è vasta.

Pluridisciplina il metodo
La pluridisciplina è il metodo. Ce lo ha insegnato il prof. Giuseppe Luogo. Abbiamo tutti i suoi libri, la sua esperienza e, buon’ultima, la sua disponibilità. Abbiamo la relazione fondamentale del prof. Sebastiano Conte, dove è sottolineato l’ art. 44 comma 4 della legge regionale n.16/2004; quella altrettanto importante del prof. Giuseppe De Natale ancora più dettagliata con ammonimenti ancora più forti (“la messa in sicurezza di Ischia richiede priorità e risoluzione in tempi brevissimi”) ed ancora quella giuridica dell’avv. Lorenzo Bruno Molinaro che assimila i “Piani di Recupero” ai Piani Urbanistici Attuativi (PUA). Sono tre relazioni estremamente preziose. Ed ancora abbiamo tutto quanto abbiamo prodotto con l’arch. Caterina Iacono dal 2012 con almeno cinque Convegni e con la sottoscrizione al FAI per i “Luoghi del Cuore” ed il progetto dei 16 punti presentato il 29 novembre 2014 alla presenza del prof. Amedeo Lepore, oggi assessore regionale alle attività produttive, e del prof. arch. Massimo Pica Ciamarra il cui studio di architettura ha redatto il Piano Urbanistico Comunale di Caserta.
I 16 punti dovranno essere rivisti alla luce del terremoto del 21 agosto 2017. Ed ancora con Osvaldo Cammarota e con il convegno del 5 marzo 2016 dei Lions Club Isola d’Ischia su “L’Europa a Mezzogiorno” con l’assessore regionale ai fondi europei, Serena Angioli, per il piano 2014-2020 e con il workshop con Sviluppo Campania del 7 aprile 2016 abbiamo richiamato la necessità di avviare il Sistema Territoriale di Sviluppo (STS) previsto dalla legge regionale del 2008 sul Piano Territoriale Regionale (PTR).
In questa pletora di leggi, leggine, piani e programmi, dobbiamo trovare una strada maestra per la Ricostruzione ed il rilancio economico e sociale non solo di Casamicciola e Lacco Ameno ma dell’intera isola d’Ischia perché “stiamo tutti nella stessa barca” come ho affermato il 26 agosto 2017 aprendo la conferenza stampa del prof. Giuseppe Luongo che costituisce il cuore del mio libretto “I sei secondi che sconvolsero Ischia”.

Insomma una partecipazione contenutistica e responsabile per un rinascimento di Casamicciola e di Lacco Ameno che saranno sempre più uniti nelle loro microeconomie e nei loro modelli di vita. Ambedue hanno perso per l’immediato “territorio” per circa 3 km2 diventando più “piccoli” ma con una popolazione di circa 12mila abitanti e tutto un sistema economico votato al turismo.
Ma proprio da Casamicciola e Lacco Ameno deve partire la coesione economica e sociale dell’intera isola d’Ischia estirpando la concorrenza – leale o sleale – che la gravità economica potrebbe innescare al posto della effettiva solidarietà che tutto il Sistema Economico dell’isola deve dimostrare poiché la fase dello Sviluppo che stiamo vivendo non è più quella della selvaggia rapina del territorio o della cementificazione diffusa che stima in 100mila vani la consistenza urbanistica attuale ma è un ciclo economico di recessione come insegna Joseph A. Schumpeter. I due Comuni dovrebbero unificarsi in maniera “autonoma” immediatamente per libera scelta e per salvezza economica e sociale senza attendere le decisioni della Regione Campania che non arriveranno.

Se l’Amministrazione Comunale avesse acceso le Luci di Natale con questo annuncio programmatico sarebbero state accese anche le Luci sul Rinascimento e sarebbe stata offerta, come dobbiamo, una concreta speranza di possibile ricostruzione con la necessaria “mitigazione sismica” non solo ai concittadini della zona rossa del Majo e del Fango – circa 2000 persone – ma anche agli sfollati di Via Jasolino, Via Cittadini, Corso Vittorio Emanuele, Piazza dei Bagni, Corso Garibaldi, Via Principessa Margherita che oggi non hanno né le luci né un progetto per il futuro ma solo un doloroso presente.

Bisogna avviare una Strategia Politica ed Economica Unitaria e Concreta.
Il prof. Luongo al termine della conferenza stampa del 26 agosto ci ha chiesto di “volare alto”, di chiedere “un Centro Europeo di Ricerca Scientifica sulla sismicità ed il vulcanesimo dell’isola d’Ischia e di tutto il Mediterraneo”, di “passare alla Storia”. È un’Utopia?

Così come è una Utopia proporre ai Comuni o ai Comuni di Casamicciola e Lacco Ameno uniti fin da adesso con un unico Ufficio Tecnico della Pianificazione Territoriale e della Programmazione in questo oceano di leggi e leggine ed a 50 anni dal fallimento del Piano Regolatore Intercomunale del 1968 redatto dall’arch. Corrado Bequinot, di recente scomparso a 93 anni che ha trovato il tempo di dichiarare che la mancata attuazione del suo Piano Regolatore dell’isola d’Ischia è stata una delle più grandi delusioni della sua grande carriera professionale?

“Scusate il ritardo” è il titolo della “proposta per il Mezzogiorno d’Europa” dell on. Gianni Pittella e del prof. Amedeo Lepore (Donzelli Editore-2015). Richiamiamo gli uomini di Governo al rispetto di quanto scrivono. Parola per parola, punto per punto.

Più che “le scuse per il ritardo” di Lepore e Pittella o il “Fate presto”, il famoso titolo de “Il Mattino” dopo il terremoto dell’ Irpinia del 23 novembre 1980, qui domando: ma quando arriva il Governo? Ma quando le Autonomie Locali – Regione, Città Metropolitana, Comuni – recupereranno il “ritardo” e “faranno presto”?

Si spengono le luci di Natale ma deve accendersi la Luce del Rinascimento.
Ma senza un “documento programmatico” dei consigli comunali di Casamicciola e di Lacco Ameno e meglio ancora dei sei Comuni, è inutile continuare a scrivere.

 

Giuseppe Mazzella – giornalista
Direttore dell’Agenzia Stampa “Il Continente” per il Rinascimento di Casamicciola e dell’isola d’Ischia.

Casamicciola nell’isola d’Ischia – 12 gennaio 2018

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