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Epicrisi 156. Fuochi e fiamme

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di Rita Bosso

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La prima settimana dell’anno è stata rovente: iniziata con i botti, si  è conclusa con le fiamme, domate dai volontari della Protezione Civile con un intervento non privo di rischi per l’incolumità  degli stessi soccorritori, fortunatamente andato a buon fine.

Two Capodann is meglio che one? Tutt’altro, secondo la nostra direttora Luisa Guarino che, senza mezzi termini, scrive “ormai la frittata è fatta.”
Martina Carannante, delegata ai rapporti con le Associazioni, ha provato a convincere che trattasi di un potenziamento dell’offerta turistico-ricreativa (per dirla in didattichese), alla stregua della scelta tra panettone o pandoro, tanto più che prendi due e paghi uno. Martina ha esordito con un “Tranquilli. Non è successo nulla” che, tradotto, è più o meno: “C’è una guerra in corso ma  non si è ancora capito chi la vincerà”. Gli interventi che si sono succeduti (di Emilio Aprea, di Eva La Torraca, di Tommaso Andreozzi) ne sono stati il puntuale bollettino.

Quanta gente è scesa in piazza la notte di Capodanno? Quanta ha volutamente evitato le piazze perché non voleva che persino il brindisi dell’ultimo dell’anno fosse etichettato come pro-tizio, anti-caio? Di sicuro Ponza non è – non è ancora- un attrattore per le vacanze invernali. Le isole d’inverno hanno un innegabile appeal, come implicitamente ammette anche la signora spaventata dall’isolamento/solitudine; a Capodanno Ischia ha registrato 36mila arrivi, Capri ha riempito un quarto delle proprie strutture ricettive, Ventotene ha proposto un programma dai costi contenuti ma allettante per chi voglia conoscere l’isola nella sua dimensione più autentica.
A Ponza c’è ancora da lavorare in questa direzione, non tanto e non solo per il ritorno economico immediato ma per interrompere il lungo periodo di inerzia e di abbandono invernale i cui costi in termini emotivi, culturali e sociali sono enormi.


La Befana ieri è riuscita a star dietro a tutte le manifestazioni senza provocare malumori.

Ha assistito allo spettacolo del Nuovo Teatro Ponzese, si è intrufolata tra i pastori del Presepe Vivente realizzato dalla Priezza.
Ha fatto un salto al Saracino per assaggiare le squisite tielle gaetane sfornate da Iva Aversano.
Poi è volata a Roma, al Teatro Sistina, per applaudire la primadonna Sabrina Marciano, ponzese doc, cultivar Bancherrotta.

La Befana ha premiato i partecipanti della gara dei presepi indetta dall’associazione Calafelci.
Oggi la saggia, infaticabile e parsimoniosa Vecchina ricorda che si può ancora votare per attribuire il premio Maria Di Fazio a uno dei presepi: guardateli, poi andate a fondo pagina e, nella finestra dei commenti, esprimete la vostra preferenza.

L’immagine inviata da Biagio Vitiello

 

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