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Paura e danni sulla corsa di stamattina del mezzo veloce partito da Ponza

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la Redazione

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Tanta paura e numerosi danni sull’Airone Jet, il catamarano partito da Ponza stamani alle 7,45.
Un’ onda di notevoli dimensioni, più grande delle altre, provocata dal vento di libeccio lo ha seriamente danneggiato causando quasi una tragedia.

Dal bollettino diramato nella notte dalla Protezione Civile avevamo letto del peggioramento in corso con venti provenienti da sud/sud-ovest in aumento e mare da molto mosso ad agitato, molto agitato.

A poche miglia fuori Zannone il catamarano (mezzo forse non proprio adatto a queste condizioni di mare)  è impattato in un’onda anomala talmente violenta da comprometterne il portellone di prua con conseguente passaggio di una massa d’acqua che ha causato apprensione nell’equipaggio e spavento nei pochi passeggeri diretti a Formia.
Informate le istituzioni di soccorso è sopraggiunta una motovedetta della capitaneria che ha scortato il mezzo fino al raggiungimento del porto di Formia avvenuto nella tarda mattinata.

Tanto spavento, molti danni e qualche bagaglio perso in mare ma, per fortuna – pare – nessuna conseguenza per le persone.

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7 commenti per Paura e danni sulla corsa di stamattina del mezzo veloce partito da Ponza

  • Biagio Vitiello

    Il giorno 13 scorso mi sono recato a Gaeta insieme a Isidoro, per un corso obbligatorio di aggiornamento indetto dalla nostra ASL. Al ritorno (nel pomeriggio), le condizioni meteo erano notevolmente peggiorate, ma partimmo lo stesso da Formia con questo mezzo (anche perché chi ci avrebbe sostituito, l’indomani, nei rispettivi studi?).
    Il capitano, per poter navigare al meglio, arrivò prima al Circeo e da lì puntò su Zannone.

    Devo dire che se non vomitai fu solo perchè credevo che tra una “capata” e l’altra, venisse meno qualche rivetto che manteneva le lamiere dello scafo, con conseguente affondamento per la falla che si creava al mezzo. Almeno così temetti per tutto il viaggio.

    Arrivato a Ponza, mi sono ripromesso di non fare più un simile viaggio con tale mezzo.

  • silverio lamonica1

    Ma il RINA, Registro Italiano Navale, ha rilasciato con oculatezza l idoneita’ di questo mezzo a coprire la tratta Formia Isole Ponziane?

  • Ci lamentiamo di questi mezzi da sempre ma noi ci lamentiamo di quello che siamo in grado di giudicare con le nostre sensazioni ed esperienze vissute: vomitiamo, notiamo rumori, non ci sono appigli sulle poltrone, si sentono rumori strani… per cui diciamo che non vanno bene nella tratta Ponza-Formia.

    Siccome queste sono sensazioni, diventano aspetti soggettivi che molto spesso non vengono presi seriamente da chi ha le responsabilità di tutelare un servizio che dovrebbe sempre essere: efficiente, efficace e sicuro.
    Ma il ponzese (individuo) che ha giudicato negativamente questi mezzi di trasporto, deve pur partire e ritornare a Ponza per cui è costretto a farlo e – pur sapendo di soffrire – si mette nelle mani del comandante di turno.
    Molte volte quest’anno, con mari meno impetuosi di ieri, il comandante ha deciso di non partire (in questo caso c’è un disservizio); ieri ha deciso di partire e quel mare di libeccio ha dimostrato – al comandante, al RINA, agli Amministratori e a tutti i ponzesi – che questi mezzi oltre a far soffrire mettono in serio pericolo la vita dei ponzesi.
    Non si può più continuare a scherzare, ad essere superficiali: non stiamo al cinema. Le immagini e il racconto della tragedia sfiorata ieri sono realtà e ci dicono che bisogna che l’amministrazione Ferraiuolo intervenga a difesa della vita dei passeggeri e dei ponzesi.
    C’erano delle premesse inascoltate da tempo; oggi sappiamo che non solo su questi mezzi si soffre ma si rischia la vita.

  • Admeto Verde

    In verità l’idoneità la rilascia la capitaneria di porto, non il RINA.
    Comunque questi mezzi hanno offerto le stesse “prestazioni” anche nel golfo di Napoli. Solo che lì, alla minima avvisaglia di cattivo tempo, sospendono le corse. Non si capisce perché invece dovrebbero navigare tra Formia e Ponza dove la differenza non sta nell’intensità del mare agitato (anche il golfo di Napoli sa essere tempestoso) ma nella durata del viaggio.
    La verità è che questi mezzi veloci, catamarani e monocarena, sono nati per i fiordi norvegesi, non per le acque aperte. Gli aliscafi si comportano un po’ meno peggio, ma comunque scontano le loro minori dimensioni.
    Insomma, col mare agitato si viaggia in nave, non con il mezzo veloce. Non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca.

  • Gianluca De Martino (delegato ai trasporti)

    Riguardo all’incidente, capitato ieri al catamarano Airone Jet, credo ci sia da fare un po’ di chiarezza. L’Amministrazione, in questi mesi, ha avuto diversi incontri con la Regione Lazio riguardo la situazione trasporti e non solo. Vi assicuriamo che in ognuna di queste riunioni, a volte anche congiunte con l’Amministrazione di Ventotene, è stata sempre sottolineata la carenza e l’inadeguatezza del naviglio, sollecitando più volte la necessità di avere ALISCAFI e non unità veloci, come è scritto nelle clausole aggiuntive inserite nel contratto di servizio.
    Ieri, purtroppo, ne abbiamo avuto conferma. Fortunatamente il buon San Silverio ci ha messo la sua mano.
    La decisione del comandante di affrontare il viaggio, anche con condizioni meteo avverse, non sta all’Amministrazione e a nessun altro giudicarla in quanto rientra esclusivamente nelle sue competenze. Questo non significa che l’Amministrazione non si stia adoperando per migliorare il servizio e ciò vale anche per le altre tratte nel periodo estivo per cercare di allungare la stagione.
    L’Amministrazione, nonostante le difficoltà riscontrate in questi mesi, rimane sempre ferma al fianco della popolazione.

  • silverio lamonica1

    Il RINA (Registro Italiano Navale) stabilisce la “classe” delle navi che sono soggette a visite periodiche. Se il RINA declassa la nave, questa non può più navigare o solcare certi mari
    https://it.wikipedia.org/wiki/Registro_italiano_navale

    La Capitaneria di Porto, tra i vari compiti, “ispeziona il naviglio nazionale mercantile”, logicamente se conforme o meno ai dettami del RINA https://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_delle_capitanerie_di_porto_-_Guardia_costiera

  • Admeto Verde

    Lungi da me l’intenzione di innescare un botta e risposta, ma solo per fornire un contributo alla conoscenza dell’argomento:
    In breve, il RINA, come altri enti di classifica, rilascia la “classe” della nave, che è una sorta di giudizio sulla robustezza strutturale e dell’apparato motore. Il rapporto tra RINA e armatore e quasi di natura privatistica, non essendo il certificato di classe un documento “statutario”.
    Invece le navi italiane, per poter navigare devono essere munite di un certificato di sicurezza rilasciato dall’autorità marittima (ovvero la capitaneria di porto). Il Regolamento di Sicurezza per la Navigazione (dpr 435 del 1991), che è la Bibbia del trasporto marittimo, prescrive il rilascio di un “certificato di idoneità” per il trasporto passeggeri. Poi è entrato in vigore il dl 45 del 2000 con le successive modifiche, che ha recepito in Italia la direttiva europea 98/18 in tema di trasporto passeggeri marittimo, e si è aggiunto al regolamento del 1991. Adesso perciò il certificato si chiama “sicurezza passeggeri”, ed è sempre rilasciato dalla capitaneria a seguito delle visite che la stessa esegue a bordo.
    Ma non solo: sempre a norma del regolamento di sicurezza, la capitaneria rilascia ogni anno un certificato obbligatorio che si chiama “servizi di bordo” e che testimonia la perfetta preparazione dell’equipaggio (anche la Costa Concordia aveva il suo bravo certificato dei servizi di bordo rilasciato dalla capitaneria di Savona…); e ogni anno la capitaneria esegue una visita a bordo ai sensi del dl 28 del 2001, per l’esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti auto e di unità’ veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea.
    Sempre la capitaneria di porto ogni anno esegue visite negli uffici delle società armatrici e a bordo delle navi per verificare il sistema di gestione della sicurezza.
    Quello che scrivo lo so per esperienza diretta, ma è facilmente verificabile.
    Infine vorrei dare un modesto suggerimento: mai fermarsi a Wikipedia, anzi, mai fidarsi…

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