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Genova è mia moglie. La città di Fabrizio De André

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segnalato da Tea Ranno

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Ci sono libri che li apri e subito capisci che ti riguardano: a occhio, a naso, a pelle lo capisci, perché già buttando lo sguardo sulle parole, già osservando le immagini che per molta parte li compongono, ascoltando i suoni che evocano – di chitarra, di onda che si sfascia sugli scogli, di basilico che fruscia in quel preciso vento – avverti una familiarità che ti permette di dire: «Ecco, qui ci sono pure io».

Genova è mia moglie è per me uno di questi. Probabilmente perché parla di una città di mare e io vengo da una terra di mare dove sempre ritorno, perché è intriso della voce di un poeta che ha cantato mari, genti, naviganti, assassini, marinelle e bocchedirosa, perché leggere di lui – Fabrizio De André – e guardare le fotografie che ritraggono i luoghi in cui è vissuto, mi riporta al tempo in cui pensavo che non sarebbe morto mai e che la sua voce avrebbe continuato per sempre a popolare le mie stanze di puttane, pescatori, zingari, assassini, papaveri rossi e poesia.

O forse perché la tessitura di narrazione e immagini che ne hanno fatto Patrizia Traverso e Stefano Tettamanti è così armoniosa, rigorosa, talvolta sontuosa e commovente – in certe velature, certe effusioni d’oro, certi rapidi guizzi di bianco e di nero – che non si può non rimanere incagliati in essa e diventare dunque parte di quel visto/narrato che mostra Genova nei suoi palazzi e nelle sue strade, nei ponti, nei monumenti, nelle ville, nelle case e nelle barche, in quelle trazzere che s’inoltrano per un mare che corre verso il mio, incontrando delfini e bastardelli di rema e forse, persino, una di quelle femminote che ancora pratica il contrabbando del sale e trasborda di notte, per trazzere d’acqua solo a lei conosciute, quell’Andrea/’Ndrja che in canto e in cunto si fa presente (*), come in cunto e in canto si faranno sempre presenti Piero, Marinella, Boccadirosa, Fabrizio…

Genova è mia moglie
La città di Fabrizio De André
di Patrizia Traverso e Stefano Tettamanti; Rizzoli Ed.

genova-mia-moglie-Scheda-editoriale.pdf


Note
(a cura della Redazione)
L’Autrice della recensione, Tea Ranno, recentemente ospite nelle pagine del sito insieme a Simone Perotti (leggi qui) è nata a Melilli, in provincia di Siracusa. Laureata in giurisprudenza ha sempre affiancato allo studio del diritto la pratica della scrittura. Dal 1994 vive e lavora a Roma. Per gli scritti di Tea sul sito e le presentazioni dei suoi libri Cerca – Ranno – nell’Indice per Autori

(*) Il riferimento è al capolavoro di Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, in riferimento al quale sono stati pubblicati sul sito i seguenti articoli di Tea Ranno
Horcynus Orca. Ritratti di donne (1)
Horcynus Orca. Ritratti di donne (2). Le fere, la deissa
Horcynus Orca. Ritratti di donne (3). Marosa
Horcynus Orca. Ritratti di donne (4). Marosa

 

 

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