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L’otto dicembre con Ambrogio Sparagna a Ponza

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di Francesco De Luca

 

Magia dei canti mariani o dell’aurora che colorava il cielo o delle zampogne di Ambrogio Sparagna… certo è che quest’anno si è vissuta un’esperienza emotiva mai provata. Nemmeno quando si andava per le strade con la complice fisarmonica di don Raimondo Selvaggio.

E’ stato diverso perché le zampogne e le ciaramelle hanno ammantato le voci sguaiate e roche con un’armonia dolce, come quella del caldo del focolare o della cordialità del saluto agli amici.

Nell’unione una coesione ritrovata, una più chiara coscienza di sé, una sicurezza fondata.

La stessa che, copiosa, è stata evidenziata dagli episodi inseriti nel video “Lascia stare i Santi” (video di Pannone e Sparagna, visto nella chiesa al Porto).

Tante le pratiche votive del mondo contadino e non, delle società pre-urbane e non, dove gli uomini con gli scarponi o a piedi nudi, nell’acqua o nella neve si volgono alla statua di un Santo chiedendo protezione contro gli affanni della vita.

È sulla terra che si diventa Santi. Ogni giorno cercando di strappare ai campi il cibo, ogni giorno chiedendo alle greggi il dono del latte, traendo dal mare il pescato o soltanto misurandosi col bisogno che sopravanza le disponibilità.

La vita esige lavoro, dedizione, affanno.
Le pratiche votive alleviano le sofferenze, nella compartecipazione danno sollievo.

Dolce Vergine Maria
del mio mare stella pia
…così cantano i Ponzesi nella ripresa che conclude il video Lascia stare i Santi, e così abbiamo cantato l’otto dicembre insieme alle armonie delle zampogne.
Il mare incorniciava una terra in cui gli uomini per quel giorno hanno osato aspirare al cielo.

La magia si è riproposta a mezzogiorno, in chiesa, dove Ambrogio ha presentato il suo concerto “Dicendo vola vola”. Canti in cui il popolo esprime la sua religiosità.

La cupola della nostra chiesa ha vibrato al suono della ghironda, misto alle voci che hanno presentato canzoni che sanno di fuoco del camino e dell’allegria che genera, di bimbo che allatta al seno.

Un’atmosfera natalizia, quella paesana, familiare, dove l’autenticità diventa sacralità.

Allegria tanta, tanta serenità. Un inizio del tempo natalizio davvero suggestivo.

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