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Lascia stare i santi. La proiezione a Ponza il 7 dicembre

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a cura della Redazione

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La frase è solo il secondo termine del modo di dire: “Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”, quindi, lungi dal suonare blasfema, sottolinea la sacralità che in Italia tuttora pervade la cultura popolare.

Un viaggio lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Santi antichi e più recenti, madonne bianche e nere, processioni devozionali, sono espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che così lontano non è – ha sottolineato Enzo Bonifacio dalla locandina, annunciando la proiezione del film al Cinema Corso di Latina, nel febbraio scorso (leggi qui).

Lascia stare i santi
di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna
Italia, 2016, 75’
Un documentario di Gianfranco Pannone, con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. Un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare, grazie al prezioso repertorio dell’Archivio Luce. Alla Festa del Cinema di Roma 2016

E Luisa Guarino successivamente alla proiezione (leggi qui), commenta:

“Il film documentario, prodotto dall’Istituto Luce – Cinecittà, con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, presenta un viaggio lungo praticamente un secolo che testimonia il bisogno di sacro e il senso collettivo di stare insieme per condividere esperienze che vengono fuori da qualcosa che appartiene a tutti, a prescindere dalla fede. Molte delle immagini, la maggior parte in bianco e nero, sono indimenticabili, e raccontano tradizioni, processioni, ma non solo, attraversando tutto il sud: Campania, Calabria, Sicilia, Lucania; soffermandosi su Lazio, Umbria, Abruzzo, e arrivando fino in Sardegna. La narrazione non è di carattere storico, quindi non segue un ordine, e si srotola volutamente senza una successione dall’inizio del Novecento fino al 2015, anno appunto dell’Immacolata di Ponza”.


“Su tutto e su tutti domina la musica, popolare e insieme raffinata, struggente e vibrante, con canti che superano ogni preghiera, perché, per dirla con Sant’Agostino, citato per l’occasione anche dallo stesso Sparagna 
“chi canta prega due volte”. Il movimento è circolare, il tempo non esiste, a volte si ha la sensazione di perdersi…”.

Buon terzo, a scriverne – last, but not least -, Enzo Di Giovanni, che ha assistito alla proiezione all’Ariston di Gaeta (leggi qui):

“…abbiamo partecipato ad un viaggio in un’Italia parallela, in cui i termini di arcaico o contemporaneo non hanno valore alcuno: semplicemente è un mondo che ci scorre accanto, invisibile ma prorompente, a-storico ma attuale, umile ma potente, violento nelle sue espressività.
(…)
“Non è solo il bisogno di sacro: è tutto un mondo, in gran parte rurale (quel mondo contadino che è stato l’ossatura del nostro paese per secoli), che si riappropria dei propri simboli e li rielabora. Ogni paese secondo una propria sensibilità e propria caratterizzazione”.
(…)
“La cosa che più traspare, in quello che sembra un carnevale di suoni e colori è la gioia. La gioia spontanea, primitiva, di far parte di una comunità.
E di essere in comunione non solo tra le persone, ma anche con la natura: come nel pezzo forte, violento, della mattanza di Favignana, in cui i pescatori della tonnara invocano il Cristo non solo per propiziare la pesca, ma anche per chiedere perdono alla natura offesa, al sacrificio del sangue versato dai tonni per il proprio sostentamento”.
Tutto il documento ci scorre davanti senza un attimo di tregua, e durante tutta la visione un interrogativo ci accompagna come un mantra: che cosa abbiamo perso?
(…)
“È fragile il filo che lega un popolo: il nostro mondo è troppo veloce ed immemore ed è incredibile pensare che bastino a volte pochi anni per cancellare usi secolari, a volte millenari.

Ora il docu-film viene proposto a Ponza.
Sarà interessarne registrarne l’impatto – anche eventualmente su queste pagine – sulle persone che vi si rivedono: in bilico tra il giorno e la notte, il passato e il presente. Tra la realtà e il sogno… 


Ambrogio Sparagna
musicista e studioso delle tradizioni popolari 

Il 7 dicembre alle ore 18 nella Chiesa della SS. Trinità Ambrogio Sparagna introdurrà la proiezione del film-documentario di cui è coautore, insieme a Gianfranco Pannone, sul tema delle “tradizioni popolari legate alle pratiche religiose”, dal titolo: Lascia stare i santi

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