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a2-10 sc fl-02 111 scansione0003 Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato

Lettera aperta all’Amministrazione su Zannone

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di Biagio Vitiello

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Ho letto con molto interesse quanto hanno scritto il sindaco Ferraiuolo (leggi qui) e Mimma Califano (leggi qui) sulla posizione della nuova Amministrazione riguardo a Zannone. Ho delle perplessità su alcuni punti: guardiano e cooperativa per Zannone.

Premetto. Ancor prima che l’amministrazione fosse orientata a mettere di nuovo il guardiano per Zannone (e parlo di mesi fa), già circolava il nome del “papabile”: consuetudine molto diffusa nel passato amministrativo di Ponza, dove si sapeva con molto anticipo chi avrebbe vinto un concorso ancor prima che uscisse il relativo bando.
Ciò detto, penso che l’idea di mettere un’unica persona come guardiano dell’isola non è fattibile per vari motivi.

1) il Comune non può assumere altro personale, a meno che non faccia parte dello staff del Sindaco, ma così diventerebbe un posto che può essere ricoperto da una qualsiasi persona a tempo determinato (tre mesi) purché “nelle grazie” del Sindaco?

2) Nel caso si trovasse un modo per assumere un guardiano, bisognerebbe fare un concorso; e quali dovrebbero essere i requisiti?

Se ci fossero fondi a sufficienza, metterei su Zannone una triade di guardiani che dovrebbero espletare il servizio come i guardiani del faro di Caponegro, negli anni ’60; essi facevano una turnazione, due restavano sull’isola e il terzo andava a casa per una settimana.
Il guardiano, secondo me, deve sorvegliare l’isola; deve rappresentare il Comune; deve avere anche una buona cultura, come conoscere la storia dell’isola e avere padronanza di almeno una lingua estera.

Per quanto concerne la Cooperativa di giovani da inserire sull’isola, bisogna crearla pubblicamente, e gli appartenenti ad essa dovrebbero (per ogni singolo componente) avere dei requisiti specifici e fondamentali: cultura, esperienza di botanica, conoscenza di almeno una lingua estera, manualità da operaio edile, ecc…

Altra cosa che consiglierei è non perdere altro tempo in chiacchiere, ma concentrarsi a fare i fatti e subito (anche piccoli), come prendere possesso di una piccola porzione agibile del fabbricato denominato la “casa del guardiano o casa di caccia”. Non è possibile più aspettare la realizzazione di progetti e relativi finanziamenti.

Poi bisogna assolutamente trovare il colpevole (o i colpevoli), del grave danno arrecato alla nostra comunità. E bisogna sempre ricordare che l’isola è un bene di noi ponzesi, dataci dai monaci in enfiteusi e per questo motivo (fino agli anni ’50) si andava a far legna, diritto mai rescisso né mai menzionato, né fatto rispettare.

Altra mia idea per Zannone, è istituire un Comitato di Probiviri (quelli che Zannone ce l’hanno nel cuore!), operanti a titolo gratuito, da affiancare all’Amministrazione come consiglieri e garanti dell’intero patrimonio comunale dell’isola.

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