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Isole… di lago. Gita a Bolsena (2)

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di Sandro Russo

 

Come previsto, il vento sul lago è sensibilmente calato nel pomeriggio e abbiamo potuto fare la programmata escursione alle due isole: ma solo girandoci intorno, senza poterci approdare, essendo entrambe di proprietà privata.


Il battello dell’escursione. Sullo sfondo il borgo di Capodimonte con la Rocca Farnese

L’isola Bisentina (di 17 ettari, facente parte del territorio comunale di Capodimonte dal quale dista circa 3 Km) è la più grande delle due isole del lago di Bolsena (l’altra è l’isola Martana, di poco più di 10 ettari).

La Bisentina risulta più amena e verdeggiante rispetto all’altra e presenta al suo interno ben 7 piccoli edifici tra cappelle e chiese rurali (costruiti tra il XV e XVI secolo); oltre a dei giardini, più o meno abbandonati.

Interessante la genesi di questi edifici. Risalgono al tempo in cui era fiorente, da parte della Chiesa, il cosiddetto “mercato delle indulgenze”. La visita alle sette chiese (*) di questo sito era allora considerata una specie di destinazione “per poveri”, per coloro che non potevano affrontare il pellegrinaggio classico alle tre destinazioni più importanti per “acquisire meriti nella vita terrena”, che erano, oltre a Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme.
Il cosiddetto “mercato delle indulgenze” fu se non l’unico tra i principali motivi di critica di Martin Lutero (1515) alla Chiesa Cattolica, con lo Scisma Protestante che ne seguì.


La “Rocchetta”, cosiddetta per il richiamo alla più maestosa Rocca Farnese di Capodimonte, di cui richiama la pianta ottagonale; sempre di Antonio di Sangallo il giovane

Ci dicono che al tempo di massimo splendore dell’isola i sette luoghi di culto erano splendidamente tenuti, con affreschi e piccoli capolavori di architettura, ad opera delle modeste comunità monastiche ivi residenti.
Anche i nomi sono evocativi: monte Tabor (analogo a una collina della Galilea); monte Oliveto, monte Calvario o del Crocefisso, e altri…


La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, il monumento più importante dell’isola, con una cupola del Vignola

Un’altra costruzione su una propaggine dell’isola che dall’alto appare grossolanamente triangolare (vedi le due foto qui sotto, dal web)

Interessante questo mondo, che ci riporta al tempo in cui anche Ponza e Zannone erano sedi monastiche…

Ruderi del monastero di Santa Maria a Zannone

Già prima dell’anno 1000 e nei secoli successivi le isole ponziane erano sede di varie comunità di monaci che si ritiravano in meditazione, povertà e silenzio in quelle isole remote e nei luoghi più inaccessibili di esse. Chi ha presenti i resti del monastero di Zannone e ancor più la caverna scavata nella roccia della falesia di Palmarola, inaccessibile sia dal basso che dall’alto, sa cosa intendo.

Se si ingrandisce (cliccando) la foto della spiaggia principale di Palmarola si vede, proprio al centro della falesia, lo speco di una piccola caverna

Successivsmente da Zannone, ma anche da Ponza, le comunità monastiche furono spinte ad allontanarsi dalle ricorrenti incursioni saracene, con conseguente eccidi e deportazioni, ma qui a Bolsena saranno state più al sicuro, nell’entroterra e sotto la diretta protezione del potere di Roma.

Associata ai luoghi di culto, sull’isola Bisentina, c’è anche una terribile prigione detta “la Malta dei Papi – un carcere che arriva fino a 30 m sotto terra destinato ai condannati per eresia, dotato di un solo piccolo buco per la luce, dove chi entrava non usciva vivo! Tensione alla santità e crudeltà estrema, associati in modo inestricabili e senza apparire contraddittori, ai tempi di cui parliamo, come non lo erano il potere assoluto dei papi e la lussuria (vedi nella prima parte di questo reportage).

Un leone in pietra abbozzato su una roccia dell’isola

 

L’isola Martana. Situata di fronte al centro abitato di Marta, da cui prende il nome e al quale appartiene territorialmente.
L’isola Martana è stata anche al centro della tragica vicenda storica di Amalasunta, regina dei Goti, che prese il potere alla morte di Teodorico: dopo essere stata portata con l’inganno sull’isola, vi fu trucidata dal cugino Teodato nel 535.

L’isola Martana, sopra, vista dalla Rocca Farnese e più da vicino, dal battello

Brutta fama avevano le isole! Hanno sempre costituito un posto lontano da occhi indiscreti dove far scomparire le persone scomode! Ne abbiamo triste memoria nelle nostre isole, dai tempi antichi e anche in tempi più recenti…

Ma bando ai pensieri. Chiudiamo con una  breve rassegna di uccelli che abbiamo visto sul lago; alcuni noti anche a noi marinari, altri no; per esempio gli aironi cenerini e i cormorani li vediamo anche da noi, per non parlare di fenicotteri rosa..!.

Cigni. Sullo sfondo l’isola Bisentina

Airone cenerino (Ardea cinerea)

Cormorano (Phalacrocorax carbo) in volo e, sotto, con una sua preda (pesce gatto)

Oche, germani reali e una folaga nel porto di Capodimonte

Dimorfismo sessuale del germano reale (Anas platyrhynchos). Femmina e maschio 

Un maschio di germano reale. Le penne dello specchio comprendono una macchia azzurra dai margini neri e poi bianchi


Folaga eurasiatica
(Fulica atra); sotto con i piccoli dalla testa rossa e arancio

Il Fistione turco (Netta rufina) è un uccello della famiglia delle Anatidae, dalla caratteristica testa ramata. Anche questo visto al lago

 

Note

(*) – Il giro delle sette chiese. Sempre a fini di indulgenza, nella sua forma originaria esso consiste in un percorso ad anello di 20 km circa che tocca le principali chiese di Roma; le prime quattro sono le basiliche papali maggiori:
Basilica di San Giovanni in Laterano
Basilica di San Pietro in Vaticano
Basilica di San Paolo fuori le mura
Basilica di Santa Maria Maggiore
Basilica di San Lorenzo fuori le mura
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
Santuario della Madonna del Divino Amore
Un sentito ringraziamento a Vera Risi – guida turistica nonché giornalista e scrittrice – per l’ispirazione e per molte delle informazioni contenute nel testo

[Isole… di lago. Gita a Bolsena (2) – Fine]

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