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Triste risveglio!

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di Vincenzo Ambrosino

 

Il Depuratore svanito nel nulla!
Ci hanno detto che il depuratore di Cala Feola, programmato almeno dal 1982 con una legge regionale, che è costato milioni di lire e poi di euro, non è un depuratore!
Questa sembra essere la verità pura e cruda: ce lo confermano nel loro comunicato stampa i vertici di Acqualatina.
Stropicciandoci gli occhi facciamo fatica a comprendere e credere: “ma che cosa manca a quella struttura di Cala Feola per essere un depuratore? Ma quello che manca non si può costruire?”
Noi credevamo che bastasse fare gli allacci, dopotutto Vigorelli ci aveva mostrato fotografie di operai di Acqualatina che finalmente avevano ripreso i lavori e da un giorno all’altro avrebbero messo in funzione le “pompe”… (febbraio 2017: leggi qui).
Ferraiuolo ha chiesto un “tavolo tecnico” per capire, ma noi ci chiediamo: “se questa è la verità, di chi è la colpa di questo disastro, politico – finanziario – ambientale?”


Chiaia di Luna: stessa spiaggia, stesso pianto!
Abbiamo speso milioni di euro per ritrovarla ancora chiusa e inaccessibile.
Ci hanno fatto sognare una possibilità di rivederla aperta in sicurezza: “tunnel romano rimesso a nuovo, scogliere frangiflutti semi-sommerse e un grande “ripascimento” della spiaggia per allontanarsi dalla falesia killer e ottenere una fruizione in sicurezza!
Noi anche nel sogno ci domandavamo: “Ma come è possibile che a Chiaia di Luna le reti non vanno bene e al contrario (le stesse) si appongono a Frontone dove ci sono le distanze di sicurezza dalla falesia?” Mistero della fede negli appalti!
Quei milioni di euro spesi inutilmente a Chiaia di Luna gridano vendetta.


Il Piano integrato a Cala Cecata si è disintegrato?
Abbiamo ascoltato di terreni espropriati male per costruire la scuola e il campo di calcetto della Cavatella per cui per risarcire il proprietario di quei terreni l’amministrazione comunale definiva “un Piano Integrato”. Così facendo ci hanno spiegato che si dava la possibilità ad una società di costruire a Cala Cecata nuovi appartamenti ma in cambio la società costruiva per la comunità campi da tennis, verde pubblico, parchi e altro…
Triste risveglio: abbiamo avuto la stradina interrotta per circa un anno e quella zona rimane un campo minato con molti cartelli “vendesi”.


Il museo: un self-service
La struttura costruita almeno vent’anni fa, poi allestito con qualche anfora e alcuni quadri architettonici  è diventato nel tempo una sala polifunzionale che ospita anche servizi sanitari e socio sanitari nonché la sala consiliare.
Anni fa alcune associazioni presentarono progetti per riorganizzarlo e gestirlo: vennero ignorate.
L’anno scorso il Comune ha interessato un professore “esperto”: affinché presentasse un progetto di riorganizzazione del nostro museo.
Oggi scopriamo che prima di parlare di allestimento e riorganizzazione, il futuro, possibile Museo, deve essere liberato da tutta una serie di associazione e privati che lo hanno occupato.
Quindi mentre sognavamo il grande Museo, i locali diventavano un self-service al servizio dell’improvvisazione.
Soldi pubblici spesi male!


Dissalatori: l’elefante ha partorito un topolino.
Abbiamo sognato di avere acqua infinita a prezzi politici. Via le bettoline. Dovevamo costruire un dissalatore in zona Capo Bianco, ma poi è diventato un dissalatore portatile dietro la Caletta, ma siccome era portatile lo hanno spostato a Cala dell’Acqua. Questa estate si era prevista la emergenza idrica per cui era un’urgenza costruire il dissalatore portatile a Cala dell’Acqua. Non si è fatto niente!
Abbiamo superato un’altra estate senza grosse emergenze idriche, grazie alle vecchissime bettoline, che con lentezza ma costanza, per fortuna, continuano a rifornirci di acqua.
Si sono spesi soldi pubblici solo per fare “Conferenze dei servizi”; di chi è la colpa?


Il Porto Turistico di Cala Dell’Acqua: sarà pure partito ma è ancora in alto mare.
Ci hanno fatto credere che “la prima pietra sarebbe stata impiantata a Gennaio 2018” e  che nel 2020 tutto sarebbe stato “compiuto”.
Alla conferenza dei miracoli di luglio, tutti hanno potuto constatare che i tempi saranno ancora lunghi.


Conclusione
Queste problematiche strutturali avevano – secondo la politica liberista di Vigorelli  – delle logiche risposte. Forse Vigorelli avrebbe avuto bisogno di altri anni, ma quanti anni ha avuto a disposizione per esempio Balzano per non vedere finito quello che lui sognava, non sono bastati 12 anni e allo stesso Porzio non sono bastati 8 anni.
Quanto tempo serve ad un amministratore per vedere completato un progetto!?

Ferraiuolo forse l’ha visto iniziato quel depuratore a Cala Feola, decine e decine di anni fa e per il porto a Le Forna nella zona ex-Samip lui ha dato l’impulso iniziale, bloccando l’asta che voleva quel terreno Samip venduto all’asta. Tempo sprecato?

Non c’è più tempo, amici amministratori, la gente sta andando via da Ponza! L’isola d’inverno è diventata un dormitorio e d’estate è un caos senza un minimo di organizzazione dove si arricchiscono sempre i soliti.
Le aule delle nostre scuole sono quasi deserte. I nostri ragazzi non vanno neanche più a giocare a calcio. La sera dopo le 22 l’isola è un cimitero. La gente di Ponza che rimane è depressa, e spera di fare un viaggio miracoloso.

Caro Ferraiuolo, tu hai una grossa responsabilità, finire e sistemare quello che non è stato fatto ma soprattutto ridare coraggio a quei ponzesi che hanno deciso di vivere l’isola.
Questo triste risveglio, non fare che diventi un incubo e che resti tale!

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1 commento per Triste risveglio!

  • Sul dissalatore di Ventotene vi invito a leggere questa “Botta e risposta tra Ministero dell’Ambiente e il Comune di Ventotene”.

    http://www.h24notizie.com/2017/10/dissalatore-a-ventotene-botta-e-risposta-tra-comune-ministero-ambiente/2/

    A me sembra che anche a Ventotene si cominci a non mettere in dubbio la possibilità di costruire il dissalatore (dopotutto la crisi idrica è oggettiva e potrebbe diventare irreversibile) ma i dubbi sull’inquinamento ambientale permangono e sono serissimi.

    Infatti nella risposta del Comune al Ministero si smentiscono categoricamente le assicurazioni date dal responsabile del Ministero:

    “Non è così in quanto la dispersione di un soluto ad alta concentrazione salina nelle acque del mare ne altera le caratteristiche fisico chimiche in modo tale da cambiare la salute, la struttura e l’abbondanza degli esseri viventi, soprattutto in merito a ciò che non viene compensato da una reazione naturale (o antropica) che ne annulli completamente gli effetti negativi. Altro discorso sarebbe lo stoccaggio a terra della salamoia (e di ogni altro inquinante) con smaltimento per uso commerciale. In tal caso si eviterebbe del tutto ogni problema legato allo sversamento in mare. La manutenzione delle membrane per la Osmosi Inversa è caratterizzata dall’uso di numerose sostanze chimiche antincrostanti, antivegetative, biocide. Numerose sono le sostanze acide impiegate tra cui acido Citrico, Ossalico, Solforico, Cloridrico, Acido Etilendiamintetraoacetico (EDTA) e ancora Idrossido di Sodio, Perborato di Sodio, Ipoclorito di Sodio, ecc.”
    “Queste sostanze non possono e non devono essere disperse in mare ma allontanate e smaltite come rifiuti speciali….”

    Caro Ferraiuolo e Assessore ai Lavori Pubblici vedete anche Ventotene ragiona sulla qualità, sull’efficienza, quindi sulle soluzioni per migliorare l’impianto di dissalazione e non più sulla alternativa a tale soluzione di approvvigionamento idrico.

    C’è un altro aspetto da discutere ed è quello del costo di gestione, che assolutamente non dovrà essere a carico degli isolani ma a carico dello Stato, perché lo Stato ha garantito per legge che gli isolani avessero nelle loro case l’acqua gratis: a carico degli isolani solo il loro consumo.

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