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Epicrisi 142. Della ricerca di senso

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di Rosanna Conte

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Scavare nel cuore umano alla ricerca dei caratteri dell’affetto che viene considerato unico, puro, incontrastabile, intoccabile, quello che lega madri e figli, non è piacevole per chi dà tutto per scontato. Le diverse relazioni emerse dalle Storie di Madri (leggi qui), che il sito Madrigale per Lucia ha voluto condividere con i nostri lettori, ci hanno messo davanti una pluralità di situazioni che ci indicano come il sentimento per eccellenza, quello filiale-materno non è così semplice, lineare, dolce e costruttivo come normalmente viene ritenuto.

E’ difficile districarsi in quel coacervo di percezioni, emozioni, sentimenti, idee che costituiscono l’essere umano, ma da che mondo è mondo, gli scrittori, nella loro ricerca del senso dell’umanità, si sono mossi all’interno dell’animo umano dissotterrando le radici di sentimenti a volte inconfessabili, incomprensibili alla mentalità diffusa.

Anche la penna, però, fa la sua parte. Come definire il ritratto di Agnese che Gabriella Nardacci ci ha regalato? Caldo e generoso, come da tradizione, promana una ricchezza di sentimenti che sfiorano l’ineffabile.

Quanto possono le parole lo sa anche Silveria Aroma che, in Annunciazione! Annunciazione! cantando la fine di un improbabile amore e le incertezze, la fredda solitudine che riserva il futuro, va alla ricerca del senso della vita col suo filare e sfilare parole.

Chi invece va alla ricerca di una sponda che possa comprendere e accogliere la sua battaglia contro il rumore è Gigi Tagliamonte che in La tortura del rumore ci illustra i danni derivanti dall’assorbimento di decibel oltre la norma. Ma pare che sia più semplice accettare una mamma anomala che ottenere, a Ponza, un abbassamento di volume della musica notturna.
Eppure bisognerebbe capire che la possibilità di riposo oltre ad essere un diritto di chi lavora – e i ponzesi lavorano tutti in estate – è anche una componente del livello qualitativo delle località turistiche insieme all’offerta di servizi, alla pulizia del territorio, alla gradevolezza dell’arredo urbano, alla cordialità e cortesia dei residenti e tanti altri aspetti.

Un articolo come quello di Gillian McGuire, Cosa c’è di bello da vedere e da fare a Ponza, che segue quello  della scorsa settimana pubblicato su Condé Nast Traveller, ci gratifica parecchio, eppure non mi stanco di pensare che dovremmo fare molto di più. Se le scelte di tutti gli operatori turistici puntassero al top, probabilmente avremmo una forza economica più salda e in grado di creare un movimento turistico migliore e più ampio. Le località turistiche in cui la qualità delle offerte ha una diffusione territoriale elevata possono consentirsi standard di prezzi superiori a quelli presenti nei luoghi in cui sono poche le eccellenze.

Se vogliamo un incremento turistico qualitativo, non possiamo affidarci solo alle nostre bellezze naturali e alla pubblicità gratuita. La ricaduta positiva di articoli su riviste e di premi per racconti o lavori teatrali ambientati a Ponza (vedi quiqui) dura il tempo di una stagione se gli ospiti arrivati in frotte si ritrovano in stanze e appartamenti eufemisticamente poco attrezzati, se vanno in ristoranti dal servizio scadente dove il prezzo non corrisponde alla qualità, se le strade sono poco praticabili e così via.
Bisogna procedere, amministrazione e cittadini, con un progetto comune che a tutt’oggi ancora non si vede. Ovviamente, come dice Franco De Luca, sono diverse le modalità di intervento nei cambi di amministrazione, ma, Crisi o lisi, l’importante è il risultato.


Sarebbe interessante al riguardo ripercorrere l’esperienza avviata dal sindaco di Latina Coletta che col progetto Comuni… in Comune organizza confronti sui problemi che le amministrazioni si trovano ad affrontare. Avviare un dialogo con le isole minori, incominciando da quelle partenopee, non sarebbe un’idea peregrina e potrebbe essere utile in tutti i sensi.

Certo, continueremo ancora a vedere i Giggino che vanno in vacanza a Cuba, simbolo nell’immaginario di Sang’ ’i Retunne della fuga dopo la rapina, e tornare in occasione del Natale (Mo’ vene Natale…), festa che aggrega la comunità e in cui è possibile ritessere rapporti orizzontali facendo finta di niente. Ma è la continuità senza fratture la condizione in cui si combatte la precarietà e a questo bisogna tenacemente puntare, ovviamente da parte dell’amministrazione, ma anche da parte di chi a Ponza, d’estate, guadagna.

Ci piacerebbe veder decollare la nostra isola come è decollata la manifestazione della Barcolana a Trieste. Qui il tutto si è sviluppato intorno all’amore per la vela, la presenza di strutture e l’efficienza dell’organizzazione, senza trascurare l’educazione dei piccoli. Sul lungomare di Napoli, ogni anno, quando ci sono le gare degli Optimist, arrivano anche i ragazzini del circolo di Barcola. Sono loro che, continuando la tradizione velica, costituiscono una garanzia per il futuro della Barcolana.

Il passaggio di testimone fra le generazioni è fondamentale nella vita delle comunità perché riesce a dar senso alle cose e il nostro sito non lo perde mai di vista, andando a investigare i diversi ambiti per rintracciarne eventuali percorsi.


La nostra settimana si è chiusa con un evento molto bello e sentito da tutta la redazione: il matrimonio di Antonio, il nostro bravissimo webmaster, e Alessia: Oggi sposi.
Gli auguri di felicità che abbiamo loro inviato sono stati accompagnati dalle foto di un altro matrimonio, quello dei suoi nonni materni, avvenuto tanti anni fa.

E’ la vita che continua guardando alle proprie radici!

 

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