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Storia di un contributo ai pescatori

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di Carlo Marcone

 

Riceviamo in Redazione l’articolo e tre documenti allegati (file .pdf) e pubblichiamo


Imparare da una sentenza

Si dice comunemente che non si smette mai di imparare. Qualche volta però imparare può essere molto doloroso e costoso. A me per esempio stavolta costerà anche circa dodicimila euro.
Ma quando le lezioni costano non si dimenticano.

Perché dovrò pagare dodicimila euro?
Nel 2004 la Regione Lazio ha stabilito di assegnare al Comune di Ponza la somma di duecentomila euro per contribuire ad alleviare i disagi derivati alla nostra pesca da una prescrizione dell’Unione Europea. Noi ponzesi sappiamo bene quanto tutte le attività legate alla pesca siano importanti per l’economia della nostra isola, anche per mantenerne salde le tradizioni e la qualità, e in quel momento la messa al bando delle reti derivanti aveva veramente messo in ginocchio armatori e pescatori.

Per questo è sembrata provvidenziale la delibera della Regione Lazio n. D5059 del 23.11.2004 che recita: “per sopperire ai disagi sociali conseguenti alla dismissione e riconversione delle unità autorizzate alla pesca con reti da posta derivate è concesso al Comune di Ponza un contributo di duecentomila euro”.

L’Amministrazione di cui ho fatto parte dal 2003 al 2007 aveva dato la delega per i problemi legati alla pesca a un giovane pescatore di forti tradizioni familiari, molto legato a tutti i lavoratori del settore, sul quale tutta la Giunta aveva riposto una grande fiducia, perché affrontasse la soluzione di quei problemi in un rapporto costante con tutti i lavoratori.

Ma qui viene l’insegnamento che deriva dalla sentenza. Non basta far contenti i cittadini offrendo, pur se disinteressatamente, qualche lira per sopperire agli stipendi mancanti. L’attività amministrativa deve perseguire un progetto e il progetto doveva essere, anche se non chiaro nelle parole di chi aveva offerto il contributo, quello di favorire la sostituzione delle reti da pesca per consentire di riprendere le attività, così aveva anche stabilito la nostra Giunta con una prima delibera.

Con una successiva delibera, anche io ho partecipato ad alleviare il disagio di qualche pescatore che ha avuto il contributo di tremila euro. Ma con questi non ho favorito la ripresa dell’attività.

A nulla vale per me non averne tratto nessun vantaggio – in quanto né io né nessuno dei miei familiari ed affini esercitano l’attività della pesca – e a nulla vale il fatto che io e tutta la Giunta abbiamo delegato ad altri la scelta di come suddividere il contributo. Il fatto che questo sia stato confusamente distribuito mi impegna a pagare di tasca mia quanto ad altri è stato erroneamente attribuito.

E’ una lezione che non dimenticherò più. Nella mia attività di amministratore ogni mio atto, o ogni atto dell’Amministrazione di cui io faccio o farò parte, dovrà essere finalizzato a un progetto e soprattutto bisognerà sempre saper distinguere le attività di amministrazione da quelle di assistenza.

Pagando questo salatissimo prezzo sarò ancora più capace di fare aderire a questo ruolo di amministratore me stesso e tutti quelli con i quali ho, e avrò, la fortuna di lavorare.


Allegati:

DELIBERA 48-06. Contributo Pesca 2004

DELIBERA 181-2006. Con elenco dei percipienti

SENTENZA 557-2017

 

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1 commento per Storia di un contributo ai pescatori

  • E infatti caro Carlo, probabilmente in modo poco chiaro, c’era il progetto nella delibera Regionale: riconversione del sistema di pesca per cui si davano finanziamenti a chi si impegnava in questa riconversione!?

    Ma al di là dell’insegnamento, non si può amministrare senza un Progetto, per cui invito te e ai tuoi colleghi amministratori a ripetervi ad alta voce: “qual è il nostro progetto di sviluppo economico per l’isola?”
    Stabilito che l’avete, dopo lunga e approfondita discussione collegiale, si passa ad inserire in tale progetto generale gli obiettivi da raggiungere nei vari campi della vita politica e amministrativa.

    Un assessore, un delegato, conoscendo il fine da raggiungere: per esempio “salvaguardia della residenza invernale”, produce idee e azioni per raggiungere quegli obiettivi coerenti al Fine stabilito collegialmente.
    Al contrario, come molto spesso si è fatto in passato, l’amministratore agisce in maniera molto discrezionale.

    Questo tuo riconoscimento pubblico (di un errore politico) che ha lo scopo di fare da insegnamento, è a mio avviso un buon inizio.

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