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Discutendo di Leadership con Emilio Iodice

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di Rosanna Conte

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La giornata di ieri è stata dedicata dal professor Emilio Iodice alla presentazione dei suoi due libri Riflessioni e Ritratti di Ledearship pubblicati da Amazon, i cui proventi sono destinati alla beneficenza.

In mattinata ha incontrato gli studenti ponzesi della scuola media e superiore nell’edificio di via Cavatella, alle Forna, alla presenza del Delegato alla Cultura del Comune di Ponza, Enzo Di Giovanni.


Nel tardo pomeriggio, invece, ha parlato davanti ad un pubblico variegato convenuto sulla terrazza del residence Casa di Civitina a Cala Caparra, alla presenza della vicesindaco, Eva La Torraca, di Giuseppe Mazzella, di Ponza racconta, che ha organizzato la serata, e Paolo Iannuccelli che ha presentato.

L’incontro mattutino con la folta scolaresca formalmente riguardava la presentazione delle due pubblicazioni, ma in realtà si è trattato di gettare un ponte comunicativo tra una grande personalità e tante giovani vite per far passare un messaggio di forte valenza formativa.

Era chiaro che la mattinata era dedicata ai ragazzi e che l’ospite, per quanto illustre, doveva trasformare la centralità della sua persona in uno specchio in cui far riflettere i giovani. E nelle due ore dell’incontro, è avvenuto proprio questo.

Va detto in premessa che Riflessioni contiene brevi racconti sulla famiglia dell’autore, che si snodano sull’onda dei ricordi scelti in relazioni allo sviluppo della sua personalità, mentre Ritratti di Leadership riguarda le vite di grandi della storia, da Cesare a Donald Reagan e Margaret Thatcher, frutto, quindi di ricerche storiche, ma anche di ricordi personali, visto che alcuni di essi Emilio Iodice li ha conosciuti personalmente.

Eppure fra le due tematiche, così differenti, ci sono stati rimandi continui poiché dall’esperienza di vita venivano suggerimenti per leggere anche i motivi di successo delle grandi leadership che per essere tali non possono trascurare i sentimenti e l’emotività.

Molto bravo è stato il professor Pinto che ha gestito l’incontro.

Dopo una sua breve presentazione si è aperto il dialogo attraverso le domande che ponevano i ragazzi e le risposte chiare ed esaurienti di Emilio Iodice.

Ma davvero i piccoli ponzesi che stavano nel Bronx desideravano le patatine fritte? Perché è stata importante Eleonora Roosevelt? E quelle statuette di San Silverio distrutte da chi le aveva fatte? E le donne in America come vivono la loro indipendenza?

Domande che hanno richiamato i brevi racconti di Riflessioni dando l’opportunità di parlare dei sentimenti, del rispetto, dell’assunzione di responsabilità, specie negli errori, come di qualità fondamentali per chi ha una leadership.

Dai ricordi della famiglia di Emilio è emersa anche l’emancipazione femminile. Il ritratto di sua madre, Giovannina, laboriosa, compassionevole, pronta ad aiutare gli altri, consapevole di dover essere un esempio, assume una connotazione emancipatrice nei valori trasmessi ai figli.

Già perché l’emancipazione non è un concetto astratto di libertà, ma una sua applicazione alla possibilità per tutti di riconoscere i propri talenti e metterli in atto. E’ la missione che abbiamo nella vita e le donne, se riescono a mettere in gioco i loro talenti, possono cambiare tutto, possono cambiare il mondo.

Non poteva mancare la figura paterna e le vicende del sedicenne Silverio (Silvio) Iodice, giunto a New York nel 1929, nel pieno di una gravissima crisi economica, senza una lira e con la valigia di cartone, portano il discorso sulla necessità di reagire con coraggio alle avversità e agli imprevisti della vita. Non lasciarsi demoralizzare, dare fiducia agli altri e coltivare ambizioni sono altri aspetti che vanno a confluire nella formazione di una leadership.

Ovviamente è stato toccato anche il tema delle leadership negative, quelle delle dittature che hanno portato ai gravissimi disastri delle guerre e che hanno sempre avuto la caratteristica di avere fondamento nella paura.
Il grande leader, quello positivo la cui azione porta benefici collettivi, poggia il suo carisma sul rispetto per gli altri, ha l’umiltà di saper ascoltare e sa convincere riconducendo posizioni diversificate su obiettivi condivisi.

Nella fase conclusiva Emilio Iodice ha posto in evidenza l’importanza della conoscenza portando l’esempio del grande calciatore Pelé che segnava sempre perché sapeva dove sarebbe rimbalzato il pallone.

E qui i ragazzi si sono sentiti interpellati in prima persona: se, come prevedono gli scienziati, la vita di molti giovanissimi di oggi supererà i cento anni, sanno  cosa  faranno in tutti questi anni che hanno davanti? Bisognerà avere le gambe per andare verso un futuro così lungo e le lingue, specialmente l’inglese, possono dare quella mobilità che le prospettive future ci fanno presagire.

In ultimo, ricordando un aneddoto su Marco Aurelio, Emilio Iodice  fa emergere il ruolo di grande incisività dell’insegnante, suggerendo ai giovani di impegnarsi con serietà nell’apprendimento perché è da lì che parte il loro futuro.

Le due ore trascorse nell’androne della scuola della Cavatella certamente non  sono passate senza una ricaduta nei giovanissimi ascoltatori. La semplicità del linguaggio e degli esempi, che sempre  facilita la comunicazione, aiuta anche a fissare nella mente quanto appreso .

Nell’incontro pomeridiano, dopo l’introduzione del giornalista Paolo Iannuccelli e i saluti dell’Amministrazione, Emilio ha illustrato le grandi figure presenti nel volume sulla Leadership attraversandone le diverse caratteristiche.

Siamo passati da Cesare ed Augusto, leader moderni per la loro capacità di aggregare su un progetto comune o  ridurre dissensi e divergenze su posizioni condivise, a Napoleone, diventato leader per la sua determinazione e per la capacità di guardare nel futuro. Ha fatto riflettere il riferimento alla bassezza fisica del grande generale, oggetto di bullismo da parte dei compagni, ma anche stimolo a fare di più. Il grande còrso non si è mai depresso, anzi ha rafforzato il suo carattere, e il suo sguardo in avanti gli ha fatto prevedere la supremazia assoluta dell’artiglieria sulla cavalleria spianandogli la strada verso il trono.

Si è proseguito con Abramo Lincoln, colui che ha condotto alla vittoria gli stati liberisti del nord contro quelli schiavisti del sud e che per i suoi ideali fu assassinato. La sua leadership poggiava sulla capacità di saper dare fiducia nel raggiungimento di un obiettivo, anche attraverso l’esempio personale. Nonostante gli imprevisti e i dispiaceri della vita – pazzia della moglie, morte di due figli –  non ha mai distolto lo sguardo dalla meta.

Fra coloro che hanno avuto leadership mediante anche l’esempio della loro vita ci sono Eleonora Roosevelt, che ha dedicato la sua vita agli altri, al riscatto dei deboli, all’emancipazione delle donne, e Martin Luther King, la cui dedizione alla causa non solo degli afro-americani, ma di tutte le altre minoranze etniche diseredate non si è fermata nemmeno davanti alla certezza di essere ucciso.

Interessante il riferimento al giudice Falcone, assassinato nel 1992, col quale Emilio Iodice aveva cenato la sera prima che fosse ucciso. Gli aveva chiesto chi avrebbe voluto essere e Falcone aveva risposto che se avesse potuto scegliere avrebbe voluto essere Abramo Lincoln.

La carrellata fatta da Emilio Iodice, comprendente anche altri personaggi, è stata seguita con attenzione.

Al termine, Giuseppe Mazzella, ha messo in relazione l’occasione di discutere di leadership con la realtà ponzese. E’ una coincidenza non casuale avere la disponibilità di una personalità come Emilio Iodice a Ponza in un momento in cui è diventato improcrastinabile il cambiamento sulla nostra isola. Sono settant’anni che si cerca il decollo economico, ma il prevalere della difesa del piccolo orticello personale ha fatto arenare qualsiasi iniziativa.
Oggi una sana leadership potrebbe condurre alla svolta desiderata.

Conclusi gli interventi previsti, la discussione non è finita, ma ha continuato ad essere calda e vivace tra le persone rimaste sulla terrazza del residence mentre avanzava la fresca ed umida serata autunnale.

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