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Deh! Turismo

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di Gigi Tagliamonte

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Inizio dal titolo, stavolta voglio chiarire e chiarirmi bene di che parliamo, avrei messo una preposizione d’argomento “de” , ma per le ridotte dimensioni dello scritto e per lo stupore che noi (“noi” qui inteso solo in senso etnico geografico) abbiamo ogni volta che scopriamo che il turismo può essere economia valida e propulsiva per l’isola, ho preferito aggiungerci l’acca.

L’argomento sul quale voglio ragionare è ben più piccolo del turismo in genere, qualcuno lo definirebbe “diversificazione del target”, ma non voglio e non posso fare un ragionamento tecnicistico. Quello che vorrei è illustrare e ragionare attorno a delle semplici osservazioni.

Fin dall’inizio alla nascita del turismo a Ponza apparve evidente agli operatori che l’allungamento della stagione turistica fosse un obbiettivo irrinunciabile. Non sto ad aggiungere altro oltre alle perdite di professionalità ed al troppo breve tempo di remunerazione del capitale. Tra molti fallimenti e qualche risultato, ancora oggi, la stagione turistica è troppo corta.

La celebrazione di San Silverio era una festa interamente ponzese allora posizionata negli ultimi giorni prima dell’inizio della stagione turistica; ora, in piena stagione, occasione di ritorno vacanziero di emigrati anche di seconda e terza generazione. Numericamente un piccolo gruppo, ma dal grande legame culturale-affettivo.
Non posso credere che qualcuno li voglia respingere, perché molti sono ospitati, non vanno al ristorante, sono anziani. Anche loro contribuisco al totale delle presenze sull’isola.
Questo per citare una piccola entità, ce ne sono tante, quelli che vengono per fare trekking, nuoto, subacquea, vela e persino shopping; una lista di incredibili varietà di motivi spingono il turista a venire a Ponza.
C’è chi viene per cenare in un famoso ristorante, chi è stato in tutte le isole italiane, chi vorrebbe toccare tutte le isole del Mediterraneo, chi vuol percorrere luoghi della storia, ricordo anche uno che a Formia… aveva sbagliato traghetto (!). Una grandissima parte viene per riposare.

Per allungare l’effimera stagione turistica dobbiamo essere in grado di non escludere nessuna componente, per quanto piccola, dei turisti che vogliono venire sull’isola. La chiusura di Chiaia di Luna taglia via tutti quelli che vorrebbero andare in spiaggia a piedi, la riapertura delle spiagge nel porto è un palliativo, certo meglio di niente. Altri accessi al mare sono chiusi. I sentieri fuoristrada continuano a non essere segnati, impraticabili ed in qualche punto pericolosi. I crocieristi devono fare un viaggio per poter sbarcare. I collegamenti con il continente spariscono. Gli eventi sono organizzati e concentrati in luglio e agosto. Chi più ne ha più ne metta. Da qualche parte occorrerà cominciare.

Dobbiamo quindi trovare lo spazio per tutti, ma non ha nessuna ragionevolezza pretendere di avere uno spazio per fare musica incastonato tra le camere da letto di chi vuole dormire.
Io inizio da qui.

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