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2009-07-19_12-33-50 i-15 108 44 arrivo-in-spiaggia Una colonia di Cladocora caespitosa

Zannone… alle radici della fede

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di Isidoro Feola

 

Sabato 9 settembre 2017 si è tenuta una gita-pellegrinaggio a Zannone, su interessamento del parroco don Ramon, quale prologo della missione popolare a Ponza, dal 10 al 14, voluta da sua Eccellenza Monsignor Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta, coadiuvato da sacerdoti e seminaristi diocesani.

Un gruppo di una sessantina di persone si sono recate a Zannone con barconi messi a disposizione da Silverio Costanzo (“Arcobaleno”) e Silverio Scotti (“Cocò”), scortati dal gommone e dai volontari della Protezione Civile.

Dopo essere sbarcati sull’isola e raggiunti i ruderi del vecchio monastero, dopo le foto di rito, si è tenuta una santa Messa all’ombra di un albero adiacente al vecchio forno del monastero, concelebrata da tre sacerdoti.
Nell’omelia il Parroco si è augurato che il luogo sia rivalutato e per l’avvenire posa diventare soprattutto una testimonianza delle “radici della fede”, dal momento che Zannone è stato in passato monastero Benedettino, anche sede di Abate (che sovrintendeva sui monasteri delle altre isole e quelli del continente che affacciavano sul mare).
La comunità monastica fu poi costretta ad abbandonare l’isola tanti secoli fa, per le continue scorrerie dei pirati (come ha raccontato anche di recente Francesco De Luca – leggi qui e qui).
Si è voluto con questo viaggio ricordare un periodo della storia delle isole ponziane che necessiterebbe di un maggiore approfondimento.

Dopo la funzione religiosa, passeggiata attraverso il bosco di lecci e eriche arboree, fino alla costruzione del Faro sull’altro versante, e quindi ritorno al porto di Ponza.

Fotoracconto:

 

 

 

 

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1 commento per Zannone… alle radici della fede

  • Biagio Vitiello

    A seguito di questa visita, con un gruppo di amici, abbiamo deciso di dar vita a un “Comitato Pro Zannone”, aperto alla partecipazione di cittadini, ponzesi e non, a cui stia a cuore la sorte prossima di Zannone.
    Il comitato avrà nel suo statuto dei punti fermi, da affermare e perseguire, tra cui:
    – Zannone non deve essere bene del Parco, né del Comune, ma dei ponzesi;
    – il bene Zannone, lasciatoci dai monaci in enfiteusi, deve essere salvaguardato e rivalutato a tutto vantaggio dei ponzesi;
    – per il degrado di Zannone si cercheranno i colpevoli, i quali dovranno rimediare al danno arrecato all’erario comunale e a noi isolani (al riguardo non ci sono che due indiziati: Il Parco e/o le amministrazioni passate!).
    – infine valorizzazione di Zannone sotto anche l’aspetto religioso, con l’approntamento di un progetto apposito.

    Bisogna ricordare che a Zannone – bene dei Ponzesi – fino agli anni cinquanta si andava a far legna per farne carbone da cucina, secondo regole sancite dalle amministrazioni comunali del tempo; e questa pratica non ha mai nociuto all’ambiente.
    Il comitato non si presterà a strumentalizzazioni elettoralistiche o populiste, come potrebbe essere un referendum abrogativo dell’inserimento nel Parco, proposto da qualcuno che quanto prima sarà dimenticato, ma vuole far proposte e progettazioni di rivalutazione di Zannone.
    Si spera che l’attuale amministrazione sia sensibile alle proposte fatte da noi cittadini, come promesso in campagna elettorale. Una discordia su questo tema così rilevante non porterebbe a niente di buono.
    Se questo Comitato avrà rilevanza o meno, lo dimostreranno il tempo e i fatti.

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