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Storie di Madri (10). L’origine dell’amore

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a cura della Redazione

Riprendiamo con qualche altro scritto di lettori, sempre dal blog madrigaleperlucia.org, in attesa di altri contributi, testimonianze, ricordi…

 

L’origine dell’amore
di Agnese Palmieri

Nella vita, consapevoli o meno, tutti cerchiamo un’unica cosa: l’amore. Questo è vero in ogni caso. In alcuni è immediato, per altri invece appare mascherato, non è facile capire come e che tipo di amore stanno inseguendo, ma ogni nostra azione è alla fine una ricerca continua verso di esso. Una giovane ragazza romantica in viaggio per il modo, che spera di incontrare tra tanti l’anima gemella; l’ambizioso imprenditore che vuole ottenere potere per alimentare l’amore per se stesso; il vero fedele che vive la sua quotidianità mostrando e agendo in nome dell’amore per il prossimo. Questo è vero in ogni caso, in ogni sua forma e questo è quello che ci rende umani.

Ma da cosa nasce questa continua ricerca? A volte mi sono chiesta se l’origine di tutto questo non derivi dai primi attimi della nostra esistenza. Quando lasciamo il nido del grembo di nostra madre per venire al mondo, siamo totalmente circondati da amore. La felicità di vedersi per la prima volta con colei che ci ha protetto, ci protegge e ci proteggerà per sempre. Il primo sguardo con lei è l’immagine più grande dell’amore. È l’amore divino che si manifesta in tutta la sua natura per noi. A volte credo che la nostra esistenza sia inconsapevolmente la ricerca di quel momento, un momento di cui neanche ci ricordiamo ma che ha determinato la nostra vita, senza nessun dubbio. In fondo, quale amore è più puro di quello di una madre? Quale amore è più incondizionato, più grande, più severo, terribile e devastante? Di quale altro amore noi ci nutriamo? Come tutte le storie d’amore, quando l’abbiamo lo diamo per scontato, ma quando ci viene meno siamo persi e disorientati. Sappiamo che è insostituibile e andiamo avanti nel ricordo di quello che è stato, e nella fantasia di come sarebbe se ce ne potessimo ancora nutrire.

La mia personale storia d’amore più grande è sicuramente quella con mia madre. Breve, intensa, che a volte ormai rappresenta solo un ricordo svanito, ma che ancora oggi, dopo dieci anni, mi provoca un morso allo stomaco. La mia personale storia è stata a tempo, sono cresciuta consapevole che il tempo non era nostro amico, e che dovevo osservare con calma ogni dettaglio dei momenti passati insieme, per imprimerli nella mia mente e nutrirmi di essi per sempre. Può sembrare una storia triste, ma non lo è: io sono cresciuta consapevole che la mia relazione più importante (come tutte le più grandi storie d’amore della letteratura) sarebbe stata breve, ma di un’intensità unica nel suo genere. Questa idea era talmente radicata dentro in me, che quando stava per finire non me ne sono accorta.
Solo un forte shock come le parole di mia zia che sul terrazzo di casa alla fine di una giornata pesante in ospedale mi ha detto senza maschere “Tua madre sta morendo”, mi potevano svegliare da quel sogno meraviglioso che era la mia storia d’amore.

Ho potuto recentemente ritrovare quell’amore, quella sensazione di sicurezza e di passione. L’ho ritrovata in mia sorella, con il suo primo figlio. Certo, io non ne faccio parte, ma mi basta guardarli mentre si addormentano abbracciati sul divano per nutrirmi ancora di quel ricordo. E allora mi sono detta: “Ecco, questa è l’origine dell’amore”. Questo influenza la nostra natura, questo è l’unica certezza della vita insieme alla morte. E l’unico modo che abbiamo per ripagare le nostre madri di tutti gli sforzi è vivere per essere noi stessi artefici di quest’amore.

Gustav Klimt. Particolare dal dipinto del 1905: le tre età della donna (Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma)

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