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Cose che succedono a Zannone: ambientalisti, comunisti e altri…

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di Sandro Vitiello

 

Insomma intorno e sopra Zannone non c’è pace.
Qualsiasi cosa si fa o che riguarda quell’isola deve finire tutto in gazzarra.
Parole e offese ormai si sprecano.
A marzo il Consiglio Comunale di Ponza – sindaco Vigorelli – ha votato a favore dell’uscita dal Parco del Circeo.
Conviene sapere che da un Parco Nazionale non si entra o si esce come per andare a cinema.
Si è fuori solo dopo un lungo iter istituzionale che si chiude con un decreto del Presidente della Repubblica, dopo aver dimostrato che l’Ente che lo gestisce è colpevole di gravi negligenze.
Negligenze che hanno portato alla perdita di quelle caratteristiche che avevano dato al comune o territorio le ragioni per farne parte.

A Zannone c’è spazzatura e c’è uno stato di grave decadimento della struttura denominata “villa dei Casati”.
La fauna e la flora sono quelle di sempre.
I mufloni ci sono e i vastacciett’ abbondano. I funghi pure.
Verso Zannone però non c’è una giusta politica del Parco che incentivi la conoscenza di questo habitat così prezioso e particolare, nell’ambito delle isole Ponziane.
La spazzatura è stata raccolta ed è stata deposita in sette-otto sacchi insieme a del materiale ferroso sistemato vicino ai sacchi già da diverso tempo.
Poteva essere portata via, sia la spazzatura che l’altro materiale, già prima dell’estate ma Vigorelli e compagnia bella non hanno mai autorizzato il parco a compiere questa singola operazione.
Per l’ex sindaco le guardie forestali non dovrebbero mettere più piede a Zannone.

La villa dei Casati è in stato di abbandono dai primi anni novanta quando Purpettone ha smesso di lavorare per conto del parco sull’isola.
Lui si arrangiava a conservarla in buono stato con piccole manutenzioni.
L’ultima manutenzione importante c’era stata nel settanta; dopo la triste fine dei Casati il comune di Ponza fece un’importante ristrutturazione dando l’incarico a Pietro d’Andrea e al geometra Nubar.
Dal 1993 – andato in pensione Purpettone – sulla villa non c’è stato più nessun intervento.

Questa è la realtà dei fatti.

Sorge una domanda: che bisogno c’è di portare fuori Zannone dal Parco del Circeo?
A Ponza c’è così tanta gente pronta a combattere e morire per riportare questa isola nella piena proprietà del nostro comune?
Io non ho incontrato nessuno che mi ha chiesto espressamente di darci da fare per venire a capo di questa storia.
Le priorità di Ponza sono altre e ne ho sentito tante di parole e di lamenti da parte dei miei amici ponzesi.
Sia chiaro una cosa: una volta che Zannone è uscita dal Parco la sua storia non cambia.
Ci sono tanti di quei vincoli su quell’isola che chi spera di farci i fatti suoi ha proprio sbagliato registro.
Come dice qualcuno: “Ha sbattuto a capa n’terra”.
Zannone va conservata, va preservata e va raccontata a quanti avranno voglia di visitarla nel migliore modo possibile.
Dovranno essere organizzati quei servizi indispensabili se si vuol far approdare le persone in condizione di sicurezza.
Si può aprire una discussione se è cosa buona ospitare anche di notte gruppi limitati di persone nella “villa Casati”, opportunamente risistemata.
Sempre con lo spirito di salvaguardia e promozione di quell’ambiente.
Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Mi sorge il dubbio però… Che dietro alle tante chiacchiere e alle tante polemiche ci sia qualcosa di diverso e meno nobile.
Per capirci “il partito di chi vuole farci i fatti suoi”.
Non si spiega diversamente il livore con cui alcuni “personaggi” stanno tenendo alto il tono del dibattito intorno a Zannone e al suo destino.

E vabbè…
Se tutto questo ragionamento farà di me un ambientalista o peggio ancora un comunista me ne farò una ragione.

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1 commento per Cose che succedono a Zannone: ambientalisti, comunisti e altri…

  • Biagio Vitiello

    Voglio precisare a Sandro Vitiello che non c’è a Zannone nessuna “villa Casati”, ma la “casa del guardiano”: così si è sempre chiamata.
    Inoltre, il Casati era solo uno dei soci che avevano in affitto Zannone; la società affittuaria si chiamava “La Fagiana”, composta da nobili lombardi e ricchi possidenti. Questa società era la stessa che si trovava nel Ticino, dove poi è stato fatto il Parco del Ticino (il caso ha voluto la stessa sorta di Zannone!)

    Consiglierei a Sandro – quando avrà tempo e se si troverà da quelle parti – di far visita a quel parco e fotocopiare dei documenti interessanti ivi conservati che riguardano Zannone, soprattutto la fauna migratoria di quel tempo.

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