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Ci stanno uccidendo il mare…

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segnalato dalla Redazione

 

Non c’è giorno che non si apprenda di un nuovo allarme sul degrado dell’ambiente marino: è di ieri la segnalazione della moria di lanaperle a Ponza (leggi qui); sul giornale di oggi la notizia e le foto dei rifiuti in mare a Torre Astura (leggi qui).
Ci sembra quanto mai appropriato e attuale riproporre questa canzone-pamphlet del ’77 (…come tutti i geni, Dalla anticipava i tempi!).
E di “prove di fine del mondo”, abbiamo già scritto, sul sito (leggi qui).

Sconsolato, il commento di un ascoltatore sotto il video di Youtube: Se non è riuscito Lucio a cambiare il mondo con questa canzone dubito che qualcos’altro ci riuscirà…

Com’è profondo il mare, di Lucio Dalla
Tratto da “Come è profondo il mare”, ottavo disco di Lucio Dalla, registrato nel 1977. Dalla è autore di musica e testi (immagini del video: Giardini-Naxos e Taormina, Messina).

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Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Dei linotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti

Siamo i pessimisti

Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
di quaglie e di fagiani
caccia via queste mosche
che non mi fanno dormire
che mi fanno arrabbiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

E’ inutile
non c’è più lavoro
non c’è più decoro
Dio o chi per lui
sta cercando di dividerci
di farci del male
di farci annegare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
l’uomo diventò qualcuno
resuscitò anche i morti
spalancò prigioni
bloccò sei treni
con relativi vagoni
innalzò per un attimo il povero
ad un ruolo difficile da mantenere
poi lo lasciò cadere
a piangere e a urlare
solo in mezzo al mare
Com’è profondo il mare

Poi da solo l’urlo
diventò un tamburo
e il povero come un lampo
nel cielo sicuro
cominciò una guerra
per conquistare
quello scherzo di terra
che il suo grande cuore
doveva coltivare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Ma la terra
gli fu portata via
compresa quella rimasta addosso
fu scaraventato
in un palazzo, in un fosso
non ricordo bene
poi una storia di catene
bastonate
e chirurgia sperimentale
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Intanto un mistico
forse un aviatore
inventò la commozione
e rimise d’accordo tutti
i belli con i brutti
con qualche danno per i brutti
che si videro consegnare
un pezzo di specchio
così da potersi guardare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Frattanto i pesci
dai quali discendiamo tutti
assistettero curiosi
al dramma collettivo
di questo mondo
che a loro indubbiamente
doveva sembrar cattivo
e cominciarono a pensare
nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare

È chiaro
che il pensiero dà fastidio
anche se chi pensa
è muto come un pesce
anzi è un pesce
e come pesce è difficile da bloccare
perché lo protegge il mare
Com’è profondo il mare

Certo
chi comanda
non è disposto a fare distinzioni poetiche
il pensiero come l’oceano
non lo puoi bloccare
non lo puoi recintare
Ci stanno bruciando il mare
Ci stanno uccidendo il mare
Ci stanno umiliando il mare
Ci stanno piegando il mare

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Immagine di copertina: Lucio Dalla visto da Milo Manara

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