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Epicrisi 137. Qui si raccolgono le storie

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di Sandro Russo

 

Questa settimana di Ponzaracconta è stata piena zeppa di storie – 25 articoli nel corso della settimana non sono pochi! – di ogni argomento, tono e colore.

Cominciamo dalla più triste di tutte: la scomparsa di Teresa.
Conoscevo molto bene Teresa e potrei sottoscrivere ogni parola degli amici che ne hanno scritto, nell’articolo e nei commenti. Ma una cosa è stata dimenticata. Teresa era uno scrigno di storie! Sapeva raccontare di tutto, con precisione di particolari, in prevalenza storie vere – teneva saldamente a freno la fantasia – ma era nella forma più rarefatta della poesia dialettale che eccelleva.

Ricordo le tante volte che – nel cortile fuori Sant’Antonio di casa di Antonietta – mi ha dato (sempre con una certa ritrosia) un fogliettino scritto a matita che subito dopo mi ha chiesto indietro; e di fronte alle mie richieste di pubblicarlo, mi diceva che ci doveva pensare: dopo… forse… chissà! Raramente è accaduto. E quella voce, quei pensieri, ora saranno silenti per tutti noi. Anche questo abbiamo perduto di lei…
[“E tutte queste cose andranno perdute… come lacrime nella pioggia”: leggi qui, in commento].

Un’altra storia – un po’ triste, un po’ dolce-amara – ha conquistato in settimana i cuori di molti lettori, che fanno i duri e i disincantati, ma poi nel numero degli accessi la verità emerge: sono dei teneroni! È il racconto Marcia trionfale di Clara Sereni.
Anche gli altri articoli della serie delle “Madri”, questa settimana (leggi qui e qui), hanno registrato un bell’interesse. Grazie a Roberto Landolfi che ha proposto il tema (noi l’abbiamo solo ripreso e ampliato), e grazie a quanti vorranno contribuire con una loro propria testimonianza.

Saltabeccando qua e là, in ordine non cronologico, succede anche che una mattina, alle prime luci dell’alba, uno si affacci fuori dal Belvedere dalla parte del porto e trovi ormeggiato alle banchine un gran veliero nero che spicca tra tutti, con gli 85 metri di lunghezza e i suoi tre alberi: La signora del vento! E che fa, dopo il primo …Ooh! di meraviglia e dopo aver scattato qualche foto? Ci confeziona una storia intorno e la manda a Ponzaracconta! Che altro se no?

La grande storia è fatta di tante piccole storie – ciascuna per la sua parte minima e parziale -, che vengono organizzate secondo un metodo: “storiografico” appunto.

Il bello e il vario è che questo criterio non è / non è stato lo stesso per tutte le epoche, e molto diverse sono anche le scuole di pensiero che presiedono all’organizzazione dei dati. Per dire… esiste una storiografia greca, romana, illuministica, romantica, marxista… e tante altre.
Fino alla storiografia moderna, che include le scienze sociologiche, l’antropologia e gli apporti alla grande storia delle culture marginali o minori (nel senso delle “microstorie” di Carlo Ginzburg); come pure tiene conto delle manipolazioni dell’informazione proprie degli anni recenti [leggi qui sulla post-verità:
La realtà aumentata  che include un articolo in .pdf di Marino Niola: “Aristotele, Adorno e l’inganno della post-verità”);
Zannon-exit. Uscire nell’era della post].

Occorre però ricordare che, a parte le fonti classiche – manufatti, documenti, notizie da archivi vari – abbiamo continuamente sotto gli occhi fonti meno definite. Ogni persona, ogni paesaggio è un concentrato di informazioni della sua storia. Si può affermare che il mondo intero è una grande raccolta di fonti e che pertanto ciascun ambiente, paesaggio e territorio è fonte, archivio e museo della sua storia [da Wikipedia: Storiografia].

Secondo la corrente filosofica del Narrativismo, la storiografia e le spiegazioni storiche prendono forma di narrazione.
Fino ad eccessi aberranti..! Anche la pubblicità, per proporre un prodotto, non ne elenca le caratteristiche, ma preferisce raccontarlo in forma di storia, fosse anche la promozione di un succo di frutta. Ci ironizzava sopra Alessandro Baricco, in un articolo pubblicato qualche tempo fa che ricordavo come “Storie di pere” (ma poi il titolo era un altro… buffo no?) [leggi qui nell’Approfondimento: le moderne tendenze del marketing: Baricco.-Dall’America-a-un-frullato.-Così-tutto-diventa-‘storia’.pdf.

Lo “storytelling” è ormai l’unica lingua riconosciuta. Vince chi la usa meglio, che sia Obama o un frullato – appunta Baricco e cita Walter Benjamin come nume tutelare (anche per imparare a difendersene).

Pensavo a questo dopo aver letto il bell’articolo di Giuseppe Mazzella: Una responsabilità collettiva in cui esorta tutti gli isolani a rinunciare a sterili polemiche e a rimboccarsi le maniche, nell’impresa non di poco conto di dare un futuro all’isola pur se in questi tempi calamitosi. Le motivazioni di Giuseppe a scrivere – per quel poco/tanto che lo conosco (nei sei anni di lavoro comune del sito, non da prima!), non sono mai dirette, contingenti; egli risponde piuttosto a stimoli etici, riassuntivi e globali. Immagino che stavolta sia stato spinto dalle intemperanze di un noto politico del passato (“recente, infausto passato”) che non si sa dar pace di aver perso – lui, il grande comunicatore – proprio sul piano della comunicazione (nel senso di cui sopra). In altre parole, perché i suoi avversari “l’hanno raccontata” meglio di lui.

Tralascio – perché troppo facili esempi – altri pezzi che fanno della narrazione la loro essenza: la serie dei “racconti d’estate” di Franco De Luca (questa settimana le puntate (2) e (3); il Telegono di Usai recensito da Rosanna Conte; la versione di Ponza datata 1885 di John Peter proposta da Enzo Di Giovanni. Ma anche gli altri, a volerne parlare, ne hanno raccontate, di storie..!

Chiuderei con una sfida: Il mistero della campana, un quesito posto da un signore spagnolo (o sudamericano?), corrispondente di Paolo Scotti. Per chiedere ai lettori di cimentarsi – solo dopo aver esperito tutte le possibilità di trovare una spiegazione – con i tanti spunti narrativi che la scritta “ISOLA DI PONZA” su una campana può suggerire.

 

…Ma quanto mi piacerebbe se in un ipotetico futuro si potessero avere informazioni sul lontano passato, compulsando su qualche desueto supporto le microstorie delle annate di Ponzaracconta..!

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