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Il Mistero di Ponza, di Paolo Iannuccelli

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recensione di Silverio Lamonica

 

Oltre un mese fa, Paolo Iannuccelli mi invitò alla presentazione della sua ultima fatica: Il Mistero di Ponza, che si tenne a Le Forna l’8 luglio scorso. Purtroppo non mi fu possibile partecipare a causa di un precedente impegno analogo, nel medesimo giorno e alla stessa ora, dove non potevo mancare, perché ero uno dei relatori. Che peccato non possedere il dono dell’ubiquità!

Conosco alcune opere di Paolo, tra cui Gente di Ponza, ammiro il suo stile, molto scorrevole e avvincente, quindi ho acquistato il volumetto che ho letto quasi tutto d’un fiato e non sono rimasto affatto deluso, anzi …

Nella controcopertina del libro, accanto alla foto dell’autore, leggo: “Considera Ponza la patria del cuore”. Ma l’amico Paolo è un mio carissimo concittadino a tutti gli effetti, anche perché “ … di Ponza vuole sapere tutto, in particolare del passato.” E in questo lavoro, I’Autore si mostra il “giornalista di razza” qual è, proprio perché ama l’indagine minuziosa non solo dei testi, ma privilegia altresì riportare fedelmente i fatti che emergono dalla memoria collettiva. In questo modo Iannuccelli, sulla scia di Tricoli, Sandolo, Prudente, Corvisieri e altri studiosi, ci mostra uno spaccato molto interessante ed approfondito della società ponzese tra la seconda metà dell’ottocento e i primi decenni del novecento, quando la miseria dilagante e la prevaricazione di alcuni “notabili” spinse tanti nostri concittadini ad emigrare, nella disperata ricerca di un mondo migliore. Salvo poi a trovare nella così detta “terra promessa” altre forme di sfruttamento, non meno aberranti, come accadde purtroppo anche a Luigi Feola. La tragica fine nella miniera di Monongah, West Virginia,   del nostro povero concittadino è ampiamente descritta e documentata, ed è messa in tutta evidenza la truffa che subirono la vedova e i figli, ai quali non arrivò un cent del generoso risarcimento di oltre mille dollari, stabilito dai proprietari della miniera e da un’associazione umanitaria.

In quell’epoca di analfabetismo dilagante non era raro il caso in cui “chi sapeva tenere la penna in mano” approfittava dell’analfabeta. L’avv. Giulio Vitiello, scomparso qualche decennio fa, figlio del sindaco Gaetano Vitiello e autore di Ponza, brevis insula, brevis historia, verso la metà degli anni ‘70 mi raccontò un giorno uno strano episodio. Un vecchio maestro elementare di Ponza comprava a credito i beni di consumo in un negozietto di una sua ex alunna e a fine mese saldava il conto. Mi riferì che assistette al seguente colloquio:

Il maestro: “Allora, ho comprato diciannove bottiglie di vino locale a centesimi novanta l’uno. In totale fanno lire dieci e ottanta centesimi.”
La bottegaia: “No, maest, ve sbagliate, so diciassette lire e dieci centesimi, guardate a somma che aggio fatto” e mostrava in colonna 0,90 + 0,90 + 0,90 + … per ben diciannove volte.
“Ma no, non devi fare l’addizione, troppo lunga e puoi sbagliare, come è successo. Fa la moltiplicazione: diciannove le bottiglie per novanta centesimi, allora, nove per nove, ottantuno, otto si scrive e uno si riporta, poi, nove per uno fa nove e uno di riporto fa dieci; mettiamo la virgola e viene lire dieci e ottanta centesimi. Te le ho insegnate io queste cose, perbacco!”.
Ma i’ nun me trovo accussì! A me vene diciassette lire e dieci centesimi … ” Ribatté con sacro timore la negoziante.

E la cosa andò avanti per un bel pezzo. L’avvocato non seppe dirmi come andò a finire, perché si allontanò dalla scena, preso dai giochi dell’infanzia. Eravamo ai primi del Novecento, l’epoca in cui avvenne la truffa, ben più grave, ai danni della famiglia di Luigi Feola.
Ma episodi analoghi dovevano essere all’ordine del giorno, che vedevano come protagonista non solo quel “maestro” che di certo non faceva onore alla categoria cui modestamente anch’io appartengo, ma anche tante altre persone “istruite”.

Molto interessante è anche il parallelo tra quella funesta miniera di carbone del West Virginia e la ex miniera di bentonite di Le Forna, causa di gravi disastri ambientali e anche su questo versante, la raccolta di notizie dell’autore è stata molto accurata ed elaborata con la dovuta attenzione.

Un libro da leggere e su cui riflettere.

 

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