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Epicrisi 130. Tra mostri e diversi: ma non è la fine del mondo

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di Luisa Guarino

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Strana settimana quella che si è appena conclusa: i primi giorni scorrono un po’ lenti, con pochi scritti che comunque lasciano il segno; con venerdì invece (sarà l’effetto Sang’ ‘i Retunne?) gli interventi aumentano sensibilmente.
Costruiamola dunque insieme questa epicrisi a cifra tonda, sottolineando gli argomenti che ci hanno colpito di più e tenendo presente che si tratta comunque di un’operazione di carattere soggettivo.
Punto di forza resta come di consueto la Rassegna Stampa, che nel corso di questi giorni ci ha informato su maltempo, disagi per la navigazione, corse soppresse, vari problemi legati ad Acqualatina, dissalatori, incendi, collegamenti marittimi. E proprio in merito ai collegamenti “difficili” registriamo un intervento della consigliera regionale Gaia Pernarella del M5S che richiama la Laziomar a rispettare il “contratto di servizio“, riportato ieri dalla stampa.

Personalmente non amo molto gli argomenti di carattere nazionale e/o internazionale, ma devo riconoscere quasi con stupore e profondamente colpita, l’enorme impatto che la scomparsa di Paolo Villaggio ha avuto su noi tutti, che lo abbiamo riscoperto figura fondamentale per la nostra cultura e vita sociale: un genio che ha rivoluzionato il lessico e ha reso la vita più ricca e meno banale. Ci ha parlato di lui Sandro Russo, al quale si deve anche la pubblicazione di alcuni scritti di esperti su un tema cruciale come quello del Mediterraneo, dei migranti, e del ruolo dell’Italia.

Con due scritti su temi diversi, “Lunario e bilancio” e “C’era una volta la Protezione Civile“, Isidoro Feola tocca due punti nevralgici: nel primo usando la metafora della “luna piena” e della “luna nera” e citando casi molto reali; nel secondo mettendo sotto gli occhi di tutti una vicenda paradossale, che è stata capace di azzerare nell’arco di cinque anni un miracolo del volontariato che aveva fatto di Ponza un luogo all’avanguarda fin dal lontano 1988, quasi trenta anni fa. Ma qualche cosa già si sta cominciando a recuperare, a quasi un mese dall’insediamento della nuova Amministrazione.

Si susseguono intanto con l’inizio di luglio gli eventi culturali sia a Ventotene che a Ponza, con mostre d’arte, presentazioni di libri e spettacoli all’interno della Cisterna della Dragonara, da sabato 22 e con altre quattro repliche.
Cultura e storia in primo piano anche con gli scritti di Franco De Luca e le prime due puntate di “‘U Casecavallo” (leggi qui e qui).
Affascinante e suggestiva inoltre l’immagine della “liburna” proposta da Vincenzo Bonifacio: all’epoca dei Romani solcava il mare di Ponza dove c’era una base logistica per il rifornimento dell’acqua. Peccato che il progetto dell’Università Ferdinando II di Napoli per costruirne un esemplare non sia andato a buon fine. Sarebbe stato davvero bello, come suggerisce Enzo, portare la liburna nel nostro mare facendo un salto millenario nella storia: un’incredibile suggestione; altro che le gondole di “Ponza Estate”!

Da sottolineare con un ideale evidenziatore la lettera aperta al nuovo sindaco di Ponza sulla migrazione degli uccelli, da parte delle associazioni Cabs e Lac, che definiscono tale fenomeno “un incanto che promuove il turismo”. Cabs e Lac auspicano “l’avvio di un dialogo” dopo essere state sempre contrastate dalla precedente Amministrazione, con attacchi sgradevoli e frasi offensive e pesanti. Questo non lo dicono loro: lo diciamo noi di Ponzaracconta, che tra l’altro tante volte siamo stati accusati di essere “ambientalisti” come se se si trattasse di un’offesa. Speriamo che facciano riflettere anche le belle parole de “Il cacciatore” di Michel Delpech.

A distanza di quasi un mese da quando quello che nell’isola sembrava ‘u Pataterno “é stato acciso”, Giggino si rende conto che in fondo non è “la fine del mondo”. Non solo: forse non si trattava neanche d’u Pataterno, visto che dopo tre giorni non è resuscitato.
Alle recenti vicende politiche ponzesi fa riferimento anche Franco De Luca in “La diversità“: quella “diversità ponzese umana oltraggiata” che finalmente ha avuto uno scatto d’orgoglio e ha saputo trovare unità e senso di comunità.

Per chiudere, un momento di tenerezza e un sorriso. Mi riferisco a “Tre neoponzesi e quattro fate“, e alle iguane, che grazie al prof Adriano Madonna abbiamo scoperto essere tra i nostri progenitori: non si finisce mai di imparare. Ecco perché in fondo in fondo non mi sembravano così brutte!

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