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Ponza Estate quattro anni dopo

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di Rita Bosso

1° luglio 2013: presentazione di Ponza Estate a Roma

 

Si sa com’è fatto Facebook: ha la fissa dei compleanni, delle commemorazioni. A prima mattina ti ricorda di fare gli auguri a tizio e a caio; ti sbatte in faccia foto di anni fa, invita a “Non perderti un ricordo”, aggiunge che è un modo per “riscoprire i contenuti che hai condiviso”.
Oggi, 1 luglio 2017, mi ripropone due foto del 2013, scattate alla presentazione della prima edizione di Ponza Estate; all’epoca questo sito aveva rapporti amichevoli con l’amministrazione Vigorelli, non era ancora  Ponzaraccontaballe e ricevette l’invito a partecipare all’evento; toccò a Sandro Russo e alla sottoscritta presenziare.
Su Ponza Estate abbiamo espresso riserve e critiche quando era il momento di farlo; le mie perplessità cominciai a palesarle il 3 luglio del 2013, e mi scuso per l’autocitazione.

Dal momento che Facebook mi intima di “non perdere un ricordo”, racconterò che il primo luglio del 2013 la sottoscritta si prese il lusso di fare inkazzare di brutto il neo-sindaco, per la serie “pure le pulci tengono la tosse”. Il ristorante Il San Lorenzo di Roma era affollatissimo, con i rappresentanti di tutte le testate giornalistiche,  con gli organizzatori delle varie sezioni in cui si sarebbe articolata Ponza Estate e perfino con quattro autoctoni: Cordella, Greca del Santa Domitilla, Russo e io.
Vigorelli fu il protagonista indiscusso dell’evento, disinvolto, brillante, trattato con deferenza dai giovani giornalisti che, nelle ore successive, avrebbero diramato veline scarne ed omogenee. Tenne banco con le sue innegabili doti di comunicatore per il novanta per cento del tempo. Informò gli astanti di quale luogo di corruzione e di delinquenza fosse il municipio di Ponza prima della sua venuta; i giornalisti, compunti, assentirono.
Non mi parve corretto né elegante e decisi di ricambiare con pari ineleganza e scorrettezza: stesi per Ponzaracconta un resoconto particolareggiato della presentazione senza citare Vigorelli nemmeno una volta; conclusi con un perfido “questi, in estrema sintesi, gli interventi più significativi”.  Toccò a Sandro Russo beccarsi la telefonata con i graziosi epiteti rivolti alla mia persona: me li ero ampiamente, intenzionalmente guadagnati.

Francesco Cordella alla presentazione di Ponza Estate 2013

Oggi, Facebook intima di “riscoprire i contenuti”,  come a dire: adesso ci si può concedere il beneficio del dubbio; forse, in quella presentazione che all’epoca apparve enfatica, velleitaria ai limiti del surreale, qualcosa di buono c’era.
Per esempio, l’intenzione di uscire dalla dimensione autoreferenziale, autarchica.
Per esempio, l’idea che al turista si debba proporre qualche strumento per fruire del territorio.
Per esempio, che si possano sperimentare contaminazioni tra storia e teatro, tra tradizione e arte, tra gastronomia e antropologia.
Tutto questo, debbo ammetterlo, c’era in quella presentazione a Il San Lorenzo del primo luglio 2013; gli ingredienti erano presenti in dosi ridotte e altri sapori sono risultati prevalenti.

Ponzaracconta ha in passato evidenziato la necessità di procedere per bandi, in trasparenza; all’amministrazione in carica compete la definizione degli indirizzi strategico-operativi, alle associazioni e agli operatori culturali spetta la formulazione delle proposte.
Mischiare i ruoli non ha giovato e, quasi certamente, non gioverebbe.

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