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Epicrisi 128. Garofani e mortella

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di Rita Bosso

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Settimana quantitativamente scarsa, questa che si conclude oggi.
Rosalba Scarpati e Silveria Aroma si sono incaricate di far arrivare a chi non era sull’isola la devozione, i suoni, i profumi della festa patronale; Sandro Russo aggiorna il canzoniere mediterraneo includendovi i Nomadi, freschi di esibizione abbasciomamozio.


Franco De Luca, constatato che c’è poca voglia di scrivere e, forse, di leggere, si è assunto l’ingrato compito di cantare e portare la croce: sollecita a partecipare al primo consiglio comunale, porge il saluto agli ospiti elbani, propone un uso alternativo della cisterna della Dragonara, recensisce l’ultima opera di Lamonica-Ferraiuolo-Massari.

Sandro Vitiello scrive le righe che nessuno vorrebbe mai scrivere, in ricordo del fratello Salvatore; usa il tono asciutto della gente di mare, ci regala due immagini difficili da dimenticare. Apre lo scritto col fotogramma tenero del bambino che sente di appartenere più alle pescate notturne che al calduccio del letto e, speranzoso, domanda “Vengo pure io?”; conclude con l’immagine toccante dei due fratelli Sacco oramai adulti, uno il clone dell’altro – stessa stazza, stessa attaccatura dei capelli, solo i baffi a distinguerli – che, seduti fuori a ‘na curteglia furnese,  discorrono quietamente di cieli, di stelle, di mari, di vino, delle terre in cui sono stati, della terra a cui appartengono.

Brutte notizie per chi si aspettava l’uscita di scena di Giggino; più pimpante che mai, il Nostro corre in soccorso dei vincitori. Ovviamente passa subito all’incasso; pare che assilli il neo-sindaco con la richiesta di una delega, di una poltrona, di una sedia a sdraio, ‘i ‘nu scannetiello; gli ricorda che, se non fosse stato per il suo decisivo apporto, la processione con fascia tricolore se la sarebbe sognata; se non fosse stato per la sua  strategia (sottile, sottilissima, si direbbe impalpabile) avremmo ancora  il vessillo elvetico in piazza Pisacane. In attesa di un incarico adeguato alle competenze, Giggino si dedica alla sua opera omnia, De Residentia, una classificazione linneiana  di residenti e di furastieri, completa delle date di partenze e ritorni e delle relative motivazioni. Secondo Enzo Di Giovanni c’entra lo ius soli; secondo Assuntina è una sola tout court.

Franco De Luca segnala la difficoltà a preparare i festoni di mortella; solo pochi ex ragazzi resistono, vanno a raccogliere i rami, li intrecciano, si arrampicano per tendere i festoni.


Chissà perché, va molto più di moda il garofano; prima, durante e dopo la processione ci si spintona per sistemarli e per raccoglierli. Mortella e garofano sono legati al culto in egual misura ma, per qualche misteriosa ragione botanica, la lotta è impari. Bisognerà che qualche esperto ci illumini: Sang’, un bello spunto per il prossimo venerdì…ù

 

Appendice del 25/06, h 17
Commento di Sandro Russo

Ach!
Diavolo di una Rita! Quel titolo mi ha subito suscitato un’eco! Che non riuscivo ad afferrare…
Ma ecco..!
Gabriella, garofano e cannella è un romanzo dello scrittore brasiliano Jorge Amado, pubblicato in Brasile nel 1958.
Con questo romanzo l’autore ha un ritorno al Ciclo del Cacao, creando un universo dei colonnelli, pistoleri, prostitute e truffatori di vario calibro, che disegnano un panorama della società del cacao.

Due copertine del libro: Edizione 1980; Edizione Einaudi collana ET; 2005

Nel 1983 vi fu anche un adattamento cinematografico (Gabriela, Cravo e Canela, uscito in Italia con il titolo di “Gabriela”) ad opera del regista Bruno Barreto, sempre con Sonia Braga (come nelle due telenovela brasiliane) nel ruolo di Gabriella e Marcello Mastroianni nel ruolo di Nacib Saad, l’arabo proprietario del “Bar Vesuvio”, con musiche originali di Antonio Carlos Jobim [a parte il ricordo personale, info prese da Wikipedia – Santo subito! Comme dicette chille!].

Due locandine del film

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1 commento per Epicrisi 128. Garofani e mortella

  • Sandro Russo

    Ach!
    Diavolo di una Rita! Quel titolo mi ha subito suscitato un’eco! Che non riuscivo ad afferrare…
    Ma ecco!

    Due copertine del libro
    Gabriella, garofano e cannella è un romanzo dello scrittore brasiliano Jorge Amado, pubblicato in Brasile nel 1958.
    Con questo romanzo l’autore ha un ritorno al Ciclo del Cacao, creando un universo dei colonnelli, pistoleri, prostitute e truffatori di vario calibro, che disegnano un panorama della società del cacao.

    Due locandine del film

    Nel 1983 vi fu anche un adattamento cinematografico (Gabriela, Cravo e Canela, uscito in Italia con il titolo di “Gabriela”) ad opera del regista Bruno Barreto, sempre con Sonia Braga (come nelle due telenovelas brasiliane) nel ruolo di Gabriella e Marcello Mastroianni nel ruolo di Nacib Saad, l’arabo proprietario del “Bar Vesuvio”, con musiche originali di Antonio Carlos Jobim (a parte il ricordo personale, informazioni prese da WikipediaSanto subito! …Comme dicette chille!)

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