Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

foto-0001 i-26 paolo-16 u-20 seb fl-01

La mia idea di isola. Appunti per gli amministratori. (7). Un cambiamento è possibile

Condividi questo articolo

di Vincenzo Ambrosino

 

Solo un Sindaco che parli alle ragioni del cuore può fare il miracolo!

Caro futuro Sindaco,
vorrei parteciparti queste parole del sindaco di Napoli, De Magistris,: “Vivere oggi Napoli, città con un’esplosione culturale senza precedenti. Quanta vitalità, ovunque. Orgoglio partenopeo, voglia di mescolarsi con gente di tutto il mondo. Identità aperta. Radici e innovazione. Tradizioni e creatività. Venire a Napoli di questi tempi significa contaminarsi con persone che hanno messo sempre più l’umanità al centro dell’esistenza. Sta accadendo una rivoluzione. Si parla di quello che sta accadendo a Napoli sempre più ovunque nel mondo, grazie alle tantissime persone che vengono in città e poi raccontano quello che sta succedendo.
Senza capitali economici, ma con il capitale umano abbiamo sovvertito il declino a cui ci avevano destinato. Dal baratro, alla vita. Vi aspettiamo a Napoli, in questo maggio ricchissimo di energie e passioni. Vedrete anche ferite e sofferenze, ma bellezza ed emozioni senza fine vi conquisteranno”.

Ma come è potuto succedere questo a Napoli? Nella Napoli della camorra?
Il popolo si è rimboccato le maniche, ha fatto politica. Si sta facendo avanti una nuova borghesia; ci sono i centri sociali e i movimenti.
La gente si è organizzata dal basso avviando campagne per la raccolta fondi, risorse e militanza politica che va oltre lo spontaneismo.
In questi anni c’è stato chi si è organizzato per rianimare un’aiuola ormai smunta. E chi ha fatto arredo urbano. O doposcuola. Chi ha ripristinato la pubblica illuminazione. E chi ha garantito che un disabile potesse salire e scendere da casa. Insomma: si sono viste mille semplici ma rivoluzionarie iniziative di rione».

La partecipazione dal basso, quotidiana è contagiosa: ed è straordinaria, secondo molti, perché spesso attivata in aree territoriali in cui ogni giorno si spara, si fa prepotenza e il senso della comunità è ridotto al lumicino.
Commenta un osservatore: «Oggi, grazie al pullulare magmatico della gente nei quartieri, il sindaco si ritrova a disposizione un patrimonio di esperienze davvero unico e prezioso».

Tutta questa militanza dal basso va comunque organizzata dandogli una veste giuridica ben identificabile: “Le proposte che vengono discusse e scelte in assemble nei vari quartieri che decidono priorità e destini del territorio, devono viaggiare in sintonia con le municipalità. Infatti le scelte vengono poi esaminate dall’Osservatorio, un organismo da istituire in seno a palazzo San Giacomo (sede del Municipio) costituito da esponenti delle assemblee e da esponenti dell’amministrazione comunale”.
Il compito dell’Osservatorio sarà di operare una ulteriore selezione delle proposte perché poi siano trasformate – tramite l’iter procedurale tradizionale – in delibere esecutive.

“Questo appena descritto è l’unico modello amministrativo elaborato sul territorio rispetto a un tessuto sociale sfibrato dalla crisi e dalla criminalità dilagante e rispetto a una classe dirigente incapace di progettualità che ha relegato Napoli e il Sud d’Italia in un ruolo marginale e subalterno come mai era accaduto.”

Sperimentiamolo nella nostra isola!

Nella nostra isola regna l’individualismo, l’egoismo… per cui l’infelicità!
Questa campagna elettorale lo sta ulteriormente dimostrando, non importa il progetto di chi andrà a governare, l’importante è quello che il candidato può garantire di fare a individui o lobby economiche.
Questa politica non responsabilizza il cittadino che rimane a coltivare il suo orticello.
Questa politica inasprisce i lati peggiore del cittadino che non solo rimane a coltivare il suo orticello ma si arma per difenderlo e conquistare altri pezzi di territorio.
Questa politica immobilizza anche i più sensibili propensi ad impegnarsi per la collettività e la socialità della nostra isola, perché la loro opera o viene strumentalizzata oppure emarginata.

In questo contesto muore ogni iniziativa tesa alla solidarietà, alla elevazione culturale, alla cooperazione, alla gioia di vivere.
Scapperanno sempre più persone dalla nostra isola, diventerà un dormitorio d’inverno e un affare mercantile d’estate che sarà sempre più corta.

E’ necessario parlare un nuovo linguaggio che sappia dire a ogni essere umano residente su quest’isola che ha diritti e doveri, che il suo impegno sociale e culturale sarà premiato, che la vita è di tutti e tutti hanno il diritto di viverla bene. Abbiamo bisogno di tutti i cittadini residenti per cambiare, per cui tutti i residenti sono una risorsa da proteggere. Che l’ambiente naturale non è un territorio di conquista ma è una risorsa di bellezza, storia, cultura e vita da difendere nell’interesse delle future generazioni.

Nessuna amministrazione può lavorare per il bene comune senza che il bene comune venga riconosciuto e apprezzato dagli stessi cittadini.
E infatti molto dipende dal Sindaco e dalla sua Amministrazione: saper agire sulle leve giuste per promuovere il cambiamento, che ripeto non avverrà senza attivare tutte le risorse positive di questa isola.

I giovani che sono ricomparsi in questa campagna elettorale mi hanno detto che dopo le elezioni si faranno vivi e si organizzeranno, io sono pronto a dare il mio contributo, affiché gli isolani possano sentirsi protagonisti della vera svolta.

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.