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La mia idea di isola. Appunti per gli amministratori. (6). Il voto di scambio

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di Vincenzo Ambrosino

 

Ho letto un articolo di Saviano sul Voto di Scambio [leggi qui su ‘la Repubblica’ dell’11.02.2013].

“Esistono due tipi di voto di scambio. Un voto di scambio criminale ed un voto di scambio che definirei “acceleratore di diritti”.
In un paese dai meccanismi istituzionali compromessi, la politica diventa una sorta di “acceleratore di diritti”, un modo – a volte l’unico – per ottenere ciò che altrimenti sarebbe difficile, se non impossibile raggiungere. Per intenderci: ci si rivolge alla politica per chiedere, talvolta elemosinare favori. Per pietire ciò che bisognerebbe avere per diritto.”
Mentre altrove nel mondo si vota un politico piuttosto che il suo avversario per una visione, un progetto, perché si condividono i suoi orientamenti politici, perché si crede al suo piano di innovazione o conservazione, qui da noi – e questo è evidente soprattutto sul piano locale – non è così.
In un contesto come il nostro, programmi e dibattiti, spesso servono a molto poco servono alle èlite, alle avanguardie, ai militanti. A vincere, qui da noi, è piuttosto il voto utile a se stessi”.

Se questo è il contesto anche nella nostra isola diventa inutile sperare in una isola migliore!

“La politica dovrebbe garantire ben altro. La capacità effettiva di ripensare un territorio, non certo l’apertura di una finestra o un posto auto. In cambio di una sola cosa, il politico che voti ti toglie ciò che sarebbe tuo diritto avere.”

Ma i candidati sono espressione della società in cui vivono per cui “il gatto si morde la coda e non sa che la coda è sua”: i cittadini vogliono innanzitutto essere appagati i loro interessi personali e il candidato cerca di intercettarli promettendo “mari e monti”.

Ecco che la campagna elettorale, volutamente sale di tono, diventa nervosa; bisogna gridare per farsi ascoltare (così si fa al mercato), bisogna denigrare l’avversario, aizzare i propri tifosi, insomma: una campagna elettorale da guerra civile e non certo di ragionamento intorno a idee di isola.

A che serve e a chi servono le mie idee di isola in questo contesto. A che serve definire ruoli e competenze di assessori e delegati, a che serve inquadrare la macchina amministrativa come locomotore per una nuova organizzazione dei vari settori economici e sociali quando la cosa più importante è conquistare il voto.

Un cittadino un voto! In questi giorni le facce dei cittadini sono schede elettorali, non certo visi di uomini e donne che vogliono continuare a “vivere in posto del cuore”.

E’ ormai difficile far passare questo messaggio anche tra gli elettori più giovani: di votare una prospettive politica non certo un favore!

“Sembra tutto molto semplice, ma è difficile far comprendere a chi si sente depauperato e privato di ogni cosa che il modo migliore per recuperare brandelli di diritti non è svendere il proprio voto per un favore”.
Ma io comunque ci provo e mi rivolgo ai candidati:

Cari candidati almeno nell’ultima fase della campagna elettorale fate ragionamenti che abbiano i toni giusti, parlate della vostra visione dell’isola per il prossimo futuro.

Fate comprendere:

  • quale sarà il vostro impegno per scongiurare l’abbandono dell’isola nel periodo invernale;
  • quali sono le vostre scelte politiche, strutturali e organizzative affinché l’idea di stabilizzazione dell’economia esistente si possa conciliare con la produzione di nuova occupazione e la protezione dell’ambiente naturale;
  • lasciate perdere le vicende giudiziarie degli uni e degli altri – questo è compito della magistratura occuparsene – fate in modo (in questi ultimi 10 giorni) che il cittadino si formi un’idea di isola e che voti convinto di scegliere una prospettiva politica per vivere meglio un intero anno sull’isola.

Fra quindici giorni dopo le elezioni ci sarà un vincitore e un vinto, ci sarà una parte della cittadinanza ponzese festosa e festante un’altra sarà delusa e depressa ma dopo un po’ ci sarà tutta la popolazione di Ponza che vivrà la stessa realtà: fatta di problemi quotidiani e di qualità della vita su questo scoglio.

Il neo sindaco si dovrà occupare di tutti i problemi e di tutti i cittadini: un buon Sindaco lo si nota anche in campagna elettorale perché sa parlare da Sindaco a tutti i cittadini e solo così riuscirà a conquistare la maggioranza dei consensi.

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