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Lettera aperta a Franco Ferraiuolo. Una svolta economica e sociale per Ponza

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di Giuseppe Mazzella di Rurillo

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Caro Franco,
ricordo con affetto il nostro incontro nel gennaio di due anni fa ad Ischia nei saloni del Grand Hotel Re Ferdinando, già appartenuto alla ex-catena alberghiera dei Jolly Hotel, dove hai potuto constatare i benefici delle acque termali dell’isola d’Ischia, conosciute fin dal XVI secolo, e la qualità della ricettività alberghiera di Ischia – anche in pieno inverno – ad un prezzo competitivo sul mercato internazionale delle vacanze.

Ci siamo scambiate opinioni sullo sviluppo economico sia di Ischia che di Ponza e con molto piacere ho potuto constatare come nel programma elettorale della tua lista è stato inserito – con forza ed evidenza – la proposta che lanciammo Gianni Vuoso ed io nel 2009 quando scoprimmo e demmo grande evidenza alla “colonizzazione ischitana” di Ponza avviata nel 1734 di un “Distretto Turistico delle Isole Napoletane” da Capri a Ponza passando per Procida, Ischia e Ventotene.

Al tempo della globalizzazione non esiste più o non solo il turismo: esistono i turismi  al plurale. Termale, ambientale, terza età, aria aperta, culturale, artistico, giovanile, nautico e chi più ne ha più ne metta.

L’isola d’Ischia – l’Isola Madre per grandezza geografica e luogo tra i più gratificati per doti naturali e pregnanza di memorie antiche – ha “massimizzato” tutte le sue potenzialità per i turismi avviando prima di tutto il turismo termale negli anni ’50 del ‘900 con i grandi investimenti dell’editore milanese Angelo Rizzoli (1888-1970) a Lacco Ameno dai quali – anche con gli incentivi creditizi e le opere infrastrutturali della Cassa per il Mezzogiorno – è nato un Sistema Locale di Sviluppo che oggi conta 400 strutture alberghiere di ogni categoria ed almeno 500 extra-alberghiere che danno una capacità ricettiva in 46 Km2 di circa 50mila posti-letto con un indotto commerciale e di servizi di almeno 3000 partite IVA con circa 3mila imprese iscritte alla Cameria di Commercio, Industria ed Agricoltura di Napoli.
La forza sociale disponibile è di circa 14mila iscritti al Centro per l’ Impiego o ex-collocamento con almeno 9mila lavoratori stagionali del turismo e dei servizi. La popolazione residente dell’ isola intera nei sei Comuni è di circa 63mila abitanti. Definisco questo sviluppo “ipermaturo” e rilevo che è necessario una seria Programmazione Economica e  una praticabile Pianificazione Territoriale per il suo consolidamento.
La farraginosità fino all’obsolescenza del sistema istituzionale italiano con un insopportabile spezzettamento “ amministrativo di “competenze” – Stato, Regione, Città Metropolitana di Napoli ex-Provincia, sei Comuni – rischia in tempo di recessione economica di mettere in seria crisi questo sistema economico.

Ponza – la più lontana delle Isole Napoletane perché tale è per Storia ed Antropologia contro la Geografia e la Politica che la inseriscono nelle Ponziane o Pontine e nella Provincia di Latina della Regione Lazio – ha una “economia da sostenere” cioè è praticamente nella condizione in cui si trovava l’isola d’Ischia agli anni inizi degli anni ’50. L’estrema stagionalità del suo  turismo nautico la costringe ad uno “spopolamento” continuo perché due mesi di stagione non possono garantire una decente occupazione soprattutto per i giovani.

Da qui la necessità che anche Ponza punti ai turismi per allungare la stagione turistica o ricettiva e per trasformare il suo turismo – necessariamente di élite in di massa come hanno fatto Ischia, Capri e Procida perché la vacanza è diventata un diritto per ogni lavoratore, italiano o straniero, ma ha permesso – soprattutto a Capri ed Ischia – un allungamento fino ad almeno 8 mesi – da marzo ad ottobre – con aperture anche nei mesi invernali soprattutto ad Ischia.
Certo – lo diceva già 50 anni fa l’ economista Pierre George – il  turismo è inquinante  perché la località viene invasa dai turisti che portano con loro l’inquinamento della città. Il Buon Governo del Comune soprattutto è fare in modo di conciliare gli interessi dello sviluppo economico con la difesa ambientale.

Un Distretto Turistico delle Isole Napoletane con il ripristino degli antichi collegamenti marittimi annuali e non solo limitati con aliscafo ai due mesi di luglio ed agosto – fra l’ altro soppressi per tre anni e ripresi soltanto lo scorso anno – permetterebbe un turismo culturale  fra le isole – tutte belle con le loro particolarità e le loro memorie antiche – e costituirebbe una specie di economia della solidarietà con pacchetti turistici di 15 giorni in cui il viaggiatore va a conoscere e vivere tutte le 5 isole.

Dico solidarietà perché ogni isola vuole trattenere il turista per più tempo e non vuole perdere nemmeno un giorno.

Ma Ponza deve avere il coraggio di una grande svolta economica e sociale. Ritengo che occorra un grande investimento per un “villaggio turistico” – aperto e non chiuso – nell’area della ex-miniera con la costruzione dell’ opera infrastrutturale del porto turistico a Cala dell’Acqua. Perché per me è chiaro come il sole – lo dissi immediatamente al mio cugino storico Giuseppe Mazzella quando 4 anni fa mi portò a fare il giro di Ponza a terra – che se non c’è una “residenzialità a terra” del turista il porto diventa solo un “parcheggio” per barche. Ritengo che per Ponza debba attivarsi l’ art. 120 del Testo Unico degli Enti Locali e costituire una  Società di Trasformazione Urbana  a partecipazione pubblica e privata per i due investimenti. Operazione certamente difficile per il solo piccolo Comune di Ponza ma abbiamo un Ministero per la Coesione Territoriale e del Mezzogiorno che ha costituito una Agenzia Nazionale per la Coesione Territoriale. Dobbiamo legarci al Continente perché il mare ci separa ma ci unisce anche.

Anche Procida ha il problema della valorizzazione dell’ex-carcere o Terra Murata che ha ricevuto in piena proprietà dal Demanio in virtù del cosiddetto  federalismo fiscale.
Anche Ventotene ha il problema di valorizzare l’ ex-carcere di Santo Stefano.
Anche Ischia nel Comune di Casamicciola ha il problema di valorizzare l’ex-complesso del Pio Monte della Misericordia. L’intervento pubblico arriva in una economia mista solo quando la redditività è nei tempi lunghi perché se breve arriva il privato.

Mi auguro che Ponza possa avere – come deve – con la tua elezione a Sindaco questa svolta economica e sociale.

Tanti auguri con l’ affetto plurisecolare .

 

Casamicciola, 25 maggio 2017-05-25

Giuseppe Mazzella di Rurillo

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