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Epicrisi 124. Il bianco e il nero

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di Sandro Russo

 

Siamo a tre settimane dalle elezioni, le liste sono state presentate e i ‘giochi della politica’ sono stati fatti; almeno quelli manifesti: sott’acqua certo ribollono mugugni e speranze, ‘dietrologie’ di ogni tipo e strategie dell’ultim’ora.
Immagino che anche gli orientamenti individuali si siano in linea di massima definiti.
I due schieramenti in campo sono “ideologicamente” molto differenti, ma siamo in tempi di pragmatismo estremo e per dirla con Deng Xiaoping: “Non importa se un gatto è bianco o nero, purché catturi i topi”.

D’altra parte queste valutazioni “di bottega” sono importanti sì, ma hanno il respiro corto. La controversia si incentra non solo su questo, quanto sull’isola che quelli che andranno a votare pensano di lasciare in eredità a figli e nipoti.

Certo che questo clima sta scuotendo molte coscienze e dividendo famiglie, se fior fiore di semiologi e antropologi – tra cui il nostro Sang’ ‘i Retunne – registrano il fenomeno!

Gran lavoro di approfondimento sta facendo in questo senso Vincenzo Ambrosino, richiamandosi alla coscienza dei diritti del cittadino e all’analisi dei programmi elettorali.

Come si sa, tre membri della Redazione e dell’Associazione Ponzaracconta si sono di recente staccati dal gruppo per candidarsi nella lista “La casa dei ponzesi”. Ciao Mimma, Martina e Sandro… Fatevi onore!

Non ci nascondiamo dietro a un dito: in questi cinque anni appena trascorsi Ponzaracconta è stata – nei contenuti, nelle proposte, nella “visione” dell’isola futura – alternativa alle scelte di questa giunta. Si era partiti d’amore e d’accordo, ma nel corso del tempo, per asperità caratteriali, ma soprattutto per obbiettiva, fisiologica diversità di idee, le posizioni hanno cominciato a divergere per diventare del tutto inconciliabili, fino allo snodo attuale…

Ma vale quel che in una affermazione d’orgoglio ha scritto Rita Bosso qualche giorno fa: informazione libera, spazio alle voci ponzesi, recupero e valorizzazione delle tradizioni… “Questo sappiamo fare, questo abbiamo fatto sinora, questo continueremo a fare”.

D’altra parte, una scorsa ai titoli di questa settimana sul sito, di questo ci fa persuasi… Tutti i temi vi sono equamente rappresentati.

– Ci occupiamo di scrittura: con la seconda puntata di Pisaca’ 1938 e Quella notte di Marcella Sansoni: prosa o poesia?

– Di moralità nella vita pubblica e di massimi sistemi (leggi qui e qui) porti con incisività e garbo negli scritti di Franco De Luca.

– Di problemi pratici locali (’U post’ di Domenico Musco) come della tradizionale gara delle bagnarole (1) e (2), dove davvero l’importante non è vincere.

– Da sempre dedichiamo un’attenzione non superficiale alle isole vicine (leggi qui, qui e qui).

– Quasi mai manca un pensiero per San Silverio, che si spera non si sia irritato per la collocazione delle elezioni poco prima della sua festa.

– C’è spazio per le persone scomparse e per i ricordi affettuosi di quanti le hanno amate.

– Un’altra linea portante del sito sono le storie del confino e dell’epoca fascista – questa volta Rosanna Conte rievoca la figura del fabbro anarchico Umberto Tommasini (1), (2), (3).

– Rita Bosso ci fornisce ulteriori informazioni sulla poco nota avventura dei ponzesi alla colonizzazione di Lagosta; su temi analoghi (o correlabili) insiste lo sviluppo di una App di supporto al turista per una visita guidata ai personaggi e ai luoghi del confino.

Riservo la chiusa ad un articolo (il decimo di una serie) e a una notizia dalla Rassegna Stampa.

Il piccolo Cabotaggio di Tano Pirrone è giunto dalle parti della Sicilia – Marzameni, allo sperone inferiore – dove il nostro amico naviga in acque conosciute. È un di/vagare tra luoghi e ricordi, tra echi di libri e film, che trovo estremamente affascinante, purché ancora una volta non si sia presi dall’ansia di arrivare ma si riesca a godere del ritmo lento della navigazione… nel mare e nella memoria.

Di tutt’altro segno – opposto in modo stridente – la notizia riportata in Rassegna Stampa, riguardo alle indagini delle forze dell’ordine, in provincia di Latina su una nuova moda che “sarebbe” in voga tra i giovani.

La notizia costituiva il titolo in prima pagina di Latina Oggi di ieri (venerdì 19 maggio), cui seguiva un articolo di Clemente Pistilli nell’interno, a pag. 11 [qui in file .pdf: Latina Oggi del 19 maggio 2017. Pag.11. Allarme per il gioco suicida].
“Colpevolmente” – trovandomi io ad occuparmi della Rassegna – ho omesso di riportarla. Salvo cambiare idea il giorno dopo, quando lo stessa notizia, firmata dallo stesso giornalista, è comparsa su “la Repubblica” nella pagine di cronaca locale.
La verità è che mi sono spaventato. A rigore la notizia non riguardava Ponza e avevo la possibilità di ometterla: Perché creare un allarme immotivato? – mi sono detto
– …E se fosse davvero importante? – ho pensato il giorno dopo.
Un approfondimento ulteriore non mi ha del tutto convinto che l’allarme fosse giustificato…


Tutto ha preso le mosse da un servizio televisivo de “le Iene” di domenica 14 maggio:

Servizio di Matteo Viviani. Blue whale. Suicidarsi per gioco / Video

Sono seguite voci critiche e dubbiose sulla reale consistenza della notizia, come quanto riportato, a qualche  giorno dal servizio televisivo, sul Corriere della Sera (file .pdf)17 maggio. Blue Whale. il gioco del suicidio che molto probabilmente non esiste.

Ma ecco giungere – poche ore fa (20.05.2017) – un ulteriore allarme dall’Huffington Post (include un interessante video)

E allora? Bianco o nero? …Dov’è la verità?
Siamo lontani anni luce dal punto di partenza, ma il mondo attuale è così complesso e sfaccettato che è difficile anche solo avvicinarsi al cuore dei problemi.
Lasciamo aperta la soluzione del mistero e il giudizio, su quanto stiamo apprendendo, con un fermo immagine tratto dal video dell’Huffington Post (citato sopra):

 

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