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Ponza e Procida: isole simili ma diverse. Quattro chiacchiere con Giuseppe Mazzella di Rurillo

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a cura di Sandro Russo

 

Scriviamo spesso di Ischia sul sito; riportiamo con regolarità i sommari del (quasi) mensile IschiaNews & Eventi; la collaborazione al sito del Giuseppe Mazzella ischitano è di lunga data. Meno spesso si è parlato di Procida, oltre alle cronache tra il nostalgico e l’erudito proposte dalla nostra Rosanna Conte che su quell’isola ha vissuto fino ai 21 anni.
E’ per questo che trovandoci a Ischia – e aver fatto una capatina a Procida – , dopo aver parlato (il giusto) della prossima scadenza elettorale a Ponza, il discorso mette un po’ da parte “l’Isola madre” e diverge verso Procida

L’incontro avviene in una domenica di maggio al tavolino del Bar Calise di Casamicciola nell’isola d’Ischia. Parliamo di “isole” – rileva Giuseppe – perché nessuno di noi è un’isola ma partecipa al Continente. Siamo tutti un poco Hemingway.
Abbiamo di fronte perfino una campana di una chiesa – quella della Madonna del Buon Consiglio – costruita nel XIX secolo dai marinai e che di loro “proprietà” perché non è una congrega ma un “Pio Sodalizio”.

Sono stato a Procida, toccata e fuga, tutto in una giornata. Come altre volte – e specie in questa stagione – mi è piaciuta per la sua atmosfera d’altri tempi che a me ricorda la Ponza di quand’ero ragazzino.
Ma domanda cogente è: – Come mai Ponza con una superficie di 10,16 Km2, ha 3337 abitanti (dati 2016) e soffre del problema dello spopolamento invernale e globale della popolazione residente, mentre Procida con una superficie inferiore (4,26 Km2) ha più di 10mila abitanti? (10.530 abitanti gennaio 2016)?

Giuseppe sottolinea come punto più importante la vicinanza con la terraferma e l’intensità degli scambi commerciali con Pozzuoli che rappresenta l’appoggio d’elezione per la piccola isola.
Storicamente Procida ha vissuto per secoli con la marineria. Tutti marinai a Procida, con il suo glorioso Istituto Nautico e con il Circolo Capitani e Macchinisti.
Oggi anche Procida punta sul turismo per diversificare la sua economia. Punta sul turismo nautico, quello gastronomico e quello naturalistico.

Naturalmente “nel suo piccolo”, rispetto al gigante ischitano che ha dalla sua la risorsa termale e alle spalle uno sviluppo turistico che data agli inizi degli anni ’50 del ’900 con i grandi investimenti sul “turismo termale” dell’imprenditore milanese Angelo Rizzoli (1880-1970) e da quel primo grande investimento di un forestiero è nata una imprenditoria locale ed un intero e complesso sistema economico e sociale. Distante solo 18 miglia da Napoli, neanche Ischia non ha mai sofferto di “spopolamento”. Perfino l’emigrazione verso le Americhe e l’Australia si è arrestata negli anni ’60 quando ormai l’economia turistica conosceva il boom.
Oggi Ischia ha una economia turistica che Giuseppe definisce “ipermatura” che è la fase più complicata dello sviluppo economico; la più difficile da gestire: con una popolazione di 63mila abitanti e con 3mila imprese alberghiere, commerciali e di servizi. In “decrescita” e non più “in crescita”.

Quali analogie sono possibili con lo sviluppo turistico di Ponza e perché Ponza soffre lo spopolamento?
Perché la sua stagione turistica è troppo breve. E’ legata al mare che è bello solo nella bella stagione. Una quarantina di giorni. Il problema dell’economia turistica è la sua durata.
La sfida per Ponza è l’allungamento della stagione turistica con una “residenzialità” più estesa dei turisti a terra e non a mare. Bisogna portare i turisti a Ponza ad ottobre e a marzo, ma anche in tutti gli altri mesi dell’autunno o della primavera con l’eccezione del dicembre delle feste natalizie. Tra l’altro il “turismo mordi e fuggi” è faticoso, perché dista 45 miglia da Formia.

Anche Ischia diversifica: punta sui “turismi” per allungare la stagione che qui dura almeno 8 mesi: l’acqua termale, il buon clima, il patrimonio artistico, i percorsi naturalistici di straordinario fascino, l’artigianato ed i prodotti tipici con un ritorno all’agricoltura di qualità e buon ultimo i porti turistici. Ad Ischia ce ne sono cinque da Ischia Ponte o Borgo di Celsa – da dove partì Mattia per Ponza nel 1734 – a Sant’Angelo, la piccola Capri dell’isola dove viene in vacanza Angela Merkel.

Com’è evidente, Giuseppe appena può “svicola” verso il tema che conosce meglio, da economista e da giornalista, anche perché, ammette, non conosce nel dettaglio gli aspetti economici e sociali di Procida. Al riguardo sa che di recente il Comune ha acquisito in piena proprietà dal Demanio “la Terra Murata” e ne vuole fare una “città turistica”. Ma anche su quello ci sarà da discutere, prima di decidere.

Altri temi che tocchiamo a volo d’uccello sono quelli dell’importanza degli investimenti della “Cassa per il Mezzogiorno” da cui Ponza è stata esclusa per appartenenza geografica.
Un aspetto di Procida che a me sembrava importante è quello della “resistenza delle tradizioni” – forse suggestionato dai reportage e dalle processioni di Rosanna Conte: – Può contribuire, a questa sensazione che Procida lascia al visitatore occasionale, la persistenza delle tradizioni religiose? Anche il dialetto l’ho sentito parlare meno imbastardito che a Ponza.
Ma Giuseppe riporta la questione a termini più reali: – Nell’isola d’Ischia ci sono 75 Chiese. A Procida 17. Tutte testimonianze dei sistemi economici!.

Conclude Giuseppe con un tema a lui caro, prima culturale ed poi economico: “Il Distretto Turistico delle Isole Napoletane. Riscoprire la storia comune per un rafforzamento umano delle Comunità locali e proporre con tour operators pacchetti turistici da Capri a Ponza. Non è un progetto facile perché in tempo di recessione ciascuna isola si tiene stretto il suo turista.

Ma per concludere – e non per romanticismo – credo che Ponza abbia più futuro se ritorna nell’area della “napoletaneità” piuttosto che nella “latinità” o “pseudoromanità”.

La strada è in salita. Ma nella mia vita ho capito che tutte le strade giuste sono in salita.
Un caldo abbraccio da Ischia”

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1 commento per Ponza e Procida: isole simili ma diverse. Quattro chiacchiere con Giuseppe Mazzella di Rurillo

  • francesco ferraiuolo

    Due anni fa con Giuseppe Mazzella di Rurillo ci incontrammo ad Ischia per salutarci e fare quattro chiacchiere. Egli mi parlò del Distretto Turistico delle Isole Napoletane. Trovai quell’idea condivisibile tanto che l’ho ripresa nel mio programma elettorale relativo alla mia candidatura a sindaco. Credo che sia un’opportunità da approfondire a partire dell’evento importante che è stato il gemellaggio tra Ponza ed Ischia, ridotto a fatto meramente formale e passato sottotono, il quale invece andrebbe riempito di contenuti anche in funzione dell’iniziativa in parola.

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